Quella juventinità che serve sempre

Michel Platini e Massimo Mauro hanno lasciato intendere una possibile disponibilità a supportare il club, chiamato a ritrovare la propria identità bianconera

La Vialli e Mauro è una delle feste più belle dell’estate. Si respira aria di rimpatriata fra vecchi amici e quell’assegno, che viene firmato alla fine, dà un senso ancora più profondo alla giornata di sport, divertimento e solidarietà. La Vialli e Mauro è bella anche perché ci sono tutti e due: c’è Mauro, che gira come una trottola per far, a sua volta, girare la gioiosa macchina da guerra che ha messo insieme per organizzare l’evento; c’è Vialli che, invece, è lì, se ne avverte la presenza e non solo per le gigantografie dalle quali dispensa quel sorriso tanto rassicurante quanto ironico, ma proprio perché il suo spirito è rimasto intatto, la fedeltà alla sua visione totale e l’affetto immutato dei suoi vecchi amici lo rende palpabile.

La Vialli e Mauro e i protagonisti del calcio: da Platini alla Juve

La Vialli e Mauro è bella anche perché c’è sempre un sacco di gente che dice sempre un sacco di cose interessanti sui tempi più attuali. E, visto che tutto si svolge al Royal Park, feudo degli Agnelli, a meno di quindici chilometri dalla Continassa, spesso si parla di Juve. Michel Platini non se ne può esimere e, tra l’altro, lo fa da innamorato. Era più formale quand’era presidente dell’Uefa, ora i suoi sentimenti li tira fuori, a volte senza neppure vestirli con l’ironia, con cui è solito impreziosire ogni suo ragionamento. Dice, e c’è da credergli, che non vuole più fare il dirigente a tempo pieno, ma che, forse, potrebbe inventarsi un ruolo di consulente.

Platini consulente della Juve? Le riflessioni sul futuro bianconero

Chissà se anche per la Juventus? Se così fosse sarebbe da farci un pensierino serissimo. Non che Carnevali, appena nominato, abbia bisogno di un sostegno, ma la saggezza di Michel è una risorsa che sarebbe sciocco sprecare, qualora fosse a disposizione. E, tra le righe, anche Massimo Mauro si è reso disponibile a dare una mano al club, dove ha giocato proprio al fianco di Platini e al quale è rimasto legato. Altra esperienza da cui, in un modo o nell’altro, si potrebbe attingere. Una società come la Juventus è un’azienda complessa, ha bisogno di un organigramma strutturato e un management preparato e dedicato, ma negli ultimi anni è mancata tanta, troppa, juventinità. Tra i problemi di bilancio e gli acquisti da fare, bisognerebbe pensare anche a questo.

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