Pagina 1 | Quattrocento milioni e neanche un campione

Ci sono stati tre ribaltoni societari e cinque allenatori, ma il numero che spiega la crisi della Juventus è 415, come i milioni spesi in acquisti nelle ultime tre stagioni, in sei catastrofiche finestre di mercato. La cifra non considera i soldi incassati nello stesso periodo, quindi non è il vero saldo totale delle campagne considerate, ma rimane lo stesso molto indicativo. Perché se si spende quasi mezzo miliardo di giocatori in tre anni (roba da City, Real o Psg), è quasi impossibile, per la legge dei grandi numeri, non riuscire a infilare almeno un campione. Invece, nel triste elenco di giocatori arrivati dall’estate 2023 a oggi, quello che ha dell’incredibile è che, a fronte di cifre con le quali altri hanno comprato Dembelè, la Juve ha preso Koopmeiners.

E che con sei milioni in più rispetto al costo di Openda, si poteva prendere Olise. Ci sono, storicamente, campagne acquisti che vanno male. Anche perché c’è, senza dubbio, una componente di fortuna nel trovarsi al posto giusto nel momento giusto e chiudere un grande affare. O un fattore sfiga nel prendere un giocatore che altrove è un campione e si imbrocchisce dopo aver cambiato maglia. Alzi la mano, per esempio, chi pensava che Koopmeiners fosse una pessima idea nell’estate del 2024. Tuttavia, anche considerate le attenuanti del caso (ma, attenzione, un grande dirigente deve essere in grado di considerare fattori che il tifoso o il giornalista non possono considerare, altrimenti non guadagnerebbe certe cifre), ciccare tre campagne acquisti di seguito è qualcosa di raro e, soprattutto, catastrofico.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Mercato Juve: tre campagne acquisti sbagliate e i danni economici

Perché i danni non si calcolano solo con i soldi già buttati dalla finestra per acquistare giocatori non all’altezza della Juve, ma sommandovi quelli che, quegli stessi giocatori, bruciano con i loro stipendi e la loro invendibilità, probabile causa di minusvalenze. I guasti di una campagna acquisti sbagliata si spalmano sulle stagioni a venire e la Juve di oggi deve moltiplicare quei guasti per tre.

 

 

In questo momento, nella Juventus c’è un gruppo di ottimi e buoni giocatori, un gruppetto di giocatori inadeguati al livello del club e un solo campione, Kenan Yildiz. Questa fotografia stride in modo insopportabile con i 415 milioni spesi e, soprattutto, rende difficile anche l’attuale campagna acquisti che deve essere pensata anche, e soprattutto, pensando alle ultime tre. Studiare gli errori del passato è alla base di qualsiasi progettazione di un buon manager.

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Gli errori del passato pesano sul futuro della Juve

Portare a casa altri Openda, Zhegrova o Douglas Luiz potrebbe essere esiziale per il prossimo bilancio bianconero, già orfano dei soldi della Champions. E, inoltre, non aggiungere almeno un paio di campioni comporta una serie di brutte conseguenze: non competere per lo scudetto; rischiare ancora una volta il quarto posto; non far crescere Yildiz (che ha bisogno di altri campioni su cui appoggiare la sua maturazione); svalutare l’immagine del club che oggi, tolto - appunto - Kenan, scarseggia di personaggi di livello internazionale.

 

 

Guardando, in retrospettiva, gli ultimi tre anni, nei quali hanno pagato sempre allenatori e dirigenti, va forse fatto un pensiero più approfondito sulla qualità della rosa, che si è progressivamente abbassata. È indubbio che i tecnici hanno avuto le loro colpe (Thiago Motta ha, per esempio, ha chiesto e ottenuto l’epurazione di Szczęsny e Danilo, oltre ad aver inciso al mancato rinnovo di Rabiot), ma quello che è successo alla Juventus dall’estate 2023 a oggi ha pochi precedenti nella storia del club e rappresenta la tempesta perfetta per un grande club. Il fatto che a originarla sia stata un procedimento giudiziario in cui ha trionfato la disparità di trattamento rispetto alle dirette concorrenti è un altro elemento a cui si dedica spesso troppa poca attenzione rispetto a quella che meriterebbe, visto che i danni, spesso calcolati nei 100 milioni di mancata qualificazione Champions nella stagione 2023/24, ammontano, come abbiamo visto a molti di più. Ma è un’altra storia…

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Ci sono stati tre ribaltoni societari e cinque allenatori, ma il numero che spiega la crisi della Juventus è 415, come i milioni spesi in acquisti nelle ultime tre stagioni, in sei catastrofiche finestre di mercato. La cifra non considera i soldi incassati nello stesso periodo, quindi non è il vero saldo totale delle campagne considerate, ma rimane lo stesso molto indicativo. Perché se si spende quasi mezzo miliardo di giocatori in tre anni (roba da City, Real o Psg), è quasi impossibile, per la legge dei grandi numeri, non riuscire a infilare almeno un campione. Invece, nel triste elenco di giocatori arrivati dall’estate 2023 a oggi, quello che ha dell’incredibile è che, a fronte di cifre con le quali altri hanno comprato Dembelè, la Juve ha preso Koopmeiners.

E che con sei milioni in più rispetto al costo di Openda, si poteva prendere Olise. Ci sono, storicamente, campagne acquisti che vanno male. Anche perché c’è, senza dubbio, una componente di fortuna nel trovarsi al posto giusto nel momento giusto e chiudere un grande affare. O un fattore sfiga nel prendere un giocatore che altrove è un campione e si imbrocchisce dopo aver cambiato maglia. Alzi la mano, per esempio, chi pensava che Koopmeiners fosse una pessima idea nell’estate del 2024. Tuttavia, anche considerate le attenuanti del caso (ma, attenzione, un grande dirigente deve essere in grado di considerare fattori che il tifoso o il giornalista non possono considerare, altrimenti non guadagnerebbe certe cifre), ciccare tre campagne acquisti di seguito è qualcosa di raro e, soprattutto, catastrofico.

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