Gli errori del passato pesano sul futuro della Juve
Portare a casa altri Openda, Zhegrova o Douglas Luiz potrebbe essere esiziale per il prossimo bilancio bianconero, già orfano dei soldi della Champions. E, inoltre, non aggiungere almeno un paio di campioni comporta una serie di brutte conseguenze: non competere per lo scudetto; rischiare ancora una volta il quarto posto; non far crescere Yildiz (che ha bisogno di altri campioni su cui appoggiare la sua maturazione); svalutare l’immagine del club che oggi, tolto - appunto - Kenan, scarseggia di personaggi di livello internazionale.
Guardando, in retrospettiva, gli ultimi tre anni, nei quali hanno pagato sempre allenatori e dirigenti, va forse fatto un pensiero più approfondito sulla qualità della rosa, che si è progressivamente abbassata. È indubbio che i tecnici hanno avuto le loro colpe (Thiago Motta ha, per esempio, ha chiesto e ottenuto l’epurazione di Szczęsny e Danilo, oltre ad aver inciso al mancato rinnovo di Rabiot), ma quello che è successo alla Juventus dall’estate 2023 a oggi ha pochi precedenti nella storia del club e rappresenta la tempesta perfetta per un grande club. Il fatto che a originarla sia stata un procedimento giudiziario in cui ha trionfato la disparità di trattamento rispetto alle dirette concorrenti è un altro elemento a cui si dedica spesso troppa poca attenzione rispetto a quella che meriterebbe, visto che i danni, spesso calcolati nei 100 milioni di mancata qualificazione Champions nella stagione 2023/24, ammontano, come abbiamo visto a molti di più. Ma è un’altra storia…
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