Perché il Milan punta Lewandowski: contratto in scadenza ma c'è un patto con il Barcellona

Dopo l’addio di Giroud, nessuno dei tanti attaccanti arrivati a Milanello ha rispettato le attese e il polacco potrebbe essere il profile ideale

Seppur per il mercato di gennaio sia un’operazione impossibile (il Milan probabilmente cercherà un attaccante funzionale), sono i numeri dei centravanti post Olivier Giroud a tenere alto il grado dell’attenzione sulla necessità dei rossoneri di rimettere in rosa, dalla prossima estate, un super bomber – seppur attempato - come potrebbe essere Robert Lewandowski. Nelle ultime sessioni di mercato, gestite tra tre dirigenze differenti, il Milan ha investito tanti soldi, tra cartellini e ingaggi al lordo, per cercare una soluzione che, tuttavia, non è mai stata trovata. Lewandowski è una macchina da gol e lo ha dimostrato anche al Barcellona, dove si trova bene ma dove ha anche un contratto in scadenza a giugno. Lui e il club blaugrana hanno un patto tra gentiluomini che ha come perno la volontà di Lewandowski in merito all’attivazione o meno della clausola d’estensione del contratto che, tecnicamente, sarebbe esercitabile dal Barcellona in via unilaterale. Se il polacco dovesse decidere di voler andare via, allora il Barça non attiverebbe la clausola mentre, in caso di volontà opposta ovvero quella di rimanere ancora in Catalogna, ci sarebbe il rinnovo. Come accennato, il Milan monitora seriamente la situazione anche perché gli investimenti fatti in tema di attaccanti non sono stati fruttiferi, né a livello economico né sotto l’aspetto del rendimento.

Tutti i gol degli attaccanti

L’ultimo ad aver performato con costanza è stato proprio Giroud, con 49 gol in 132 partite con la maglia del Milan, uno ogni 2.7 gare. Quelli dell’ex Chelsea, in diverse situazioni, sono stati gol pesantissimi come quelli messi a segno nel corso della rimonta scudetto della stagione 2021-22, dove condivise il peso realizzativo delle reti con Rafael Leao. Ma dopo Giroud, è iniziata una caccia serrata tra tentativi di sbancare il jackpot con innesti a parametro zero tremendamente costosi a livello di stipendio come Divock Origi (2 gol in 36 partite per poi sparire), passando per talenti da rilanciare come Luka Jovic (13 gol in 47 partite, che forse oggi sarebbe stato ancora utile in rosa) fino ad arrivare a un prestito secco come quello di Tammy Abraham, 10 gol in 44 partite lo scorso anno. E poi c’è il capitolo più succoso, quello degli attaccanti comprati che hanno giocato nella posizione di numero nove. Per acquistare Noah Okafor, Alvaro Morata, Santiago Gimenez e Christopher Nkunku, dal conto corrente di via Aldo Rossi sono fuoriusciti più di 100 milioni per i cartellini. Una somma importante e va anche dato il beneficio dell’attesa a Nkunku che è arrivato in estate, ma ha all’attivo solo un gol ufficiale nei primi tre mesi al Milan (in Coppa Italia con il Lecce). Ma il totale dei loro gol è di 21 in 111 gare complessivamente giocate, ovvero uno ogni 5,28 partite.

Nonostante i 38 anni può esser l'uomo giusto

Numeri che non mentono, che non lasciano spazio ad interpretazioni di sorta e che alimentano ulteriormente la necessità di rimettere, dentro al Milan, un grande centravanti. Perché nella rosa attuale, seguendo la concezione allegriana, due grandi attaccanti ci sono e rispondono ai nomi di Christian Pulisic e Rafael Leao, ma nessuno dei due nasce ed opera tecnicamente come un centravanti. Ecco perché Robert Lewandowski, seppur vada per i 38 anni, potrebbe essere davvero il nome giusto per cambiare il tracciato – seppur nel breve periodo – di una strada irta e tortuosa, dalla quale il Milan non riesce a venire fuori a meno che Gimenez e Nkunku, nei prossimi mesi, non cambino decisamente marcia rispetto al loro rendimento realizzativo. È altrettanto vero che la Serie A non ha la forza economica per andare a prendere profili che sono già messi sott’occhio dalla Premier o dalle big d’Europa, ma per la legge dei grandi numeri prima o poi qualcuno, al Milan, dovrà esplodere. Ma fino ad allora, Lewandowski a 38 anni potrebbe essere una carezza al cuore.

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