Pulisic e Maignan al Max: ciao Inter, Allegri batte Chivu. Derby sorpasso, estasi Milan

Due pali e uno strepitoso Magic Mike fermano i nerazzurri. Decide Pulisic poi il francese para anche un calcio di rigore di Calhanoglu
Pulisic e Maignan al Max: ciao Inter, Allegri batte Chivu. Derby sorpasso, estasi Milan© AC Milan via Getty Images

MILANO - L'Inter ha giocato, il Milan vinto. Nel calcio, a volte, va così. Allegri si è confermato un drago nel preparare le partite contro le altre grandi: le ha vinte tutte (prendendosi gli scalpi di Roma e Napoli prima di quello dell’Inter), pareggiando soltanto a Torino con la Juve quando però Pulisic aveva sbagliato il rigore del possibile golpe. L’Inter, al contrario, nelle partitissime ha regolarmente steccato (accadeva pure con Inzaghi) a eccezione di Roma quando ha avuto quella buona stella che ieri le è totalmente mancata. Agli atti, dopo i due pali centrati nel primo tempo da Acerbi e Lautaro, resta soprattutto il rigore sbagliato da Calhanoglu, o meglio, parato dall’incredibile Mike. Maignan, dopo aver ipnotizzato Dybala (per giunta nella stessa porta), si è ripetuto contro l’infallibile turco: lo ha indotto a tirare alla sua destra e con un gran balzo ha intercettato il pallone, peraltro non calciato neanche male. Su quella parata e su una maginot d’altri tempi, con tanto di passaggio al 4-4-2 nel finale prima di lasciare il solo Nkunku davanti, il Milan ha fatto suo il derby, confermando il trend iniziato l’anno scorso (nelle ultime sei stracittadine l’Inter non ne ha vinta una dopo averne conquistate sei consecutive...) e agganciando il Napoli al secondo posto dietro alla Roma che ha messo tra lei e il resto del campionato due punticini. A decidere il derby, Cristian Pulisic, al settimo gol stagionale, che ha approfittato del goffo intervento di Sommer sul diagonale non certo irresistibile di Saelemaekers (nell’occasione un giocatore dall’esperienza di Akanji doveva saper “annusare” il pericolo e non essere tanto passivo nella marcatura sul milanista).

L'Inter domina il primo tempo ma non segna

Chivu al momento delle scelte per risolvere i due ballottaggi ancora aperti, ha mixato le carte d’identità dei papabili: in difesa è andato sul sicuro, affidandosi ad Acerbi, mentre a centrocampo ha deciso di puntare sull’energia di Sucic, prezioso anche per mettere centimetri in un centrocampo non di giganti. Infine, come ampiamente previsto, ha dirottato Carlos Augusto sulla corsia destra orfana di Dumfries (e di Darmian). Allegri invece ha proposto il Milan di gala, con la prima dall’inizio in campionato di Leao e Pulisic in attacco, il ritorno di Rabiot e Bartesaghi preferito ad Estupinan a sinistra, scelta che trae origine dai pasticci combinati dall’ex Brighton. Troppa più Inter nel primo tempo anche per l’atteggiamento troppo attendista del Milan: un conto è infatti aspettare l’avversario per poi ripartire, un altro piazzarsi davanti all’area di rigore sperando solo che non inizi a grandinare. E se così non è stato è anche perché i nerazzurri hanno trovato davanti un Maignan in formato superman e hanno avuto tanta sfortuna così. Quale fosse il copione del derby, si è capito nei primi cinque minuti di partita in cui la palla l’ha avuta in esclusiva la squadra di Chivu e già lì il portierone francese ha compiuto il primo, grande intervento della sua serata, riuscendo a tener fuori dalla porta un colpo di testa in tuffo di Thuram su cross di Dimarco (l’Inter “pendeva” molto a sinistra, non fosse altro perché dall’altra parte c’era l’adattato Carlos Augusto ma pure la presenza di un tentacolare Rabiot). Il predominio territoriale nerazzurro, come sottolineato, non ha dato i frutti sperati anche per una buona dose di sfortuna, come prova il palo centrato, di testa, da Acerbi sull’angolo calciato con maestria da Calhanoglu. Il tutto è avvenuto sotto gli occhi del ct Gattuso in tribuna: i due, non è un segreto, si sono già sentiti e sarebbe cosa buona e giusta per la Ragion di Stato presentarsi prima a Bergamo, quindi - si spera - a Cardiff (o a Zenica) con quella vecchia - ma affidabilissima - sequoia piantata al centro della difesa, un centrale che per annullare (o semplicemente fare innervosire) l’avversario di turno non rinuncia a usare metodi da calcio anni ottanta (ieri Acerbi, con fare da impunito ha tirato i capelli a Leao...), risultando evidentemente indigesto a giocatori che non sono più abituati a quel tipo di marcature: d’altronde non è un caso che Haaland contro di lui non abbia mai segnato.

Pulisic decide il derby: gioia Milan, Allegri esulta

Ma torniamo al derby. E lì l’Inter, pur senza essere dominante come all’inizio, ha comunque continuato a menare le danze trovando il secondo palo della sua serata, stavolta però per effetto di un provvidenziale intervento di Maignan sulla conclusione a botta sicura di Lautaro. Azione bellissima, tra le poche sviluppate sul fronte destro dall’Inter: cross di Barella, torre di Thuram (imprendibile per i milanisti nel gioco aereo) e zampata del capitano interista con la grande risposta del collega rossonero. E il Milan? Proprio in coda ha trovato la prima, vera, occasione del suo derby: un tiro a giro di Pulisic nato da una percussione di Rabiot. La gara è ripresa sostanzialmente con lo stesso spartito finché il gol di Capitan America non ha rotto l’equilibrio. Il pestone di Pavlovic su Thuram (ineccepibile l’intervento del Var per segnalare a Sozza l’accaduto) avrebbe potuto riequilibrare la stracittadina ma ieri sera Maignan era davvero insuperabile.

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Milan

Milan, i migliori video