Allegri: “Torino? Non è un derby”. SOS bomber: “Higuain l’unico avuto”. E Pulisic è in dubbio, ecco perché

Le dichiarazioni dell'allenatore del Milan in vista della sfida contro i granata, battutti tante volte con la Juve: "Invertire trend in rossonero. Scudetto? Inter e Napoli le più attrezzate"

Alla vigilia della sfida tra Torino e MilanAllegri si presenta in conferenza stampa con idee chiare e un messaggio forte alla squadra: serve una prova di maturità. Il tecnico rossonero richiama i numeri, tutt’altro che favorevoli, degli ultimi anni sul campo dei granata e sottolinea la necessità di una gara “solida, umile e concreta”, in un momento della stagione in cui la classifica inizia a pesare davvero. Tra obiettivi dichiarati, risposte alle critiche, aggiornamenti sugli infortunati (brutta notizia Pulisic) e riflessioni sul percorso di crescita dei suoi, Max delinea la strada che il Milan dovrà percorrere per restare agganciato alla lotta Champions. Un discorso lucido, diretto e intriso della sua solita pragmaticità. E non sono mancati anche i riferimenti alla Juve.

Torino-Milan, conferenza Allegri

"Bisogna essere pronti per fare una partita solida. Dobbiamo cercare di invertire i numeri: negli ultimi 12 anni, il Milan ha fatto 6 pareggi, 5 sconfitte e una sola vittoria nel momento del Covid contro il Torino, negli ultimi tre anni perso tre volte. Domani quindi bisognerà giocare con rispetto e umiltà. In casa loro è molto difficile, bisogna fare una partita concreta, avendo chiaro l'obiettivo. Siamo arrivati a un momento della stagione dove da ora fino a fine gennaio la classifica verrà delineata e dovremo essere bravi a stare tra le prime quattro" - ha spiegato Allegri in conferenza stampa. Poi ha continuato: "Se ci sarà un leader in Serie A? Dipende dai filotti di vittorie, è normale che l'Inter e il Napoli siano le squadre più attrezzate. In questo momento ci sono tante squadre in pochi punti in testa e anche in basso alla classifica, un'anomalia. Ma prima o poi si allungherà e dovremo avere la forza di stare lì". Poi sui singoli: "Speriamo di avere al più presto Gimenez, ne abbiamo bisogno. Pulisic ha avuto la febbre e vedremo domani, gli altri stanno tutti bene. Athekame sta recuperando, Fofana speriamo di averlo a Sassuolo. Ora l'obiettivo è fare risultato nelle prossime due partite e serve testa. Questo è molto importante perché poi ci sta la Supercoppa a Riyad".

La risposta a Fabregas e i gol di Rabiot

Fabregas ha detto che preferisce perdere 4-0 ma non andare a giocare per difendersi e ad Allegri è stato fatto notare. L'allenatore del Milan perà è stato sincero: "Non ho sentito quello che ha detto Fabregas, sta facendo un ottimo lavoro e non sta a me giudicare. Noi dobbiamo dare seguito ai risultati. Paradossalmente contro la Lazio siamo stati anche più bellini ma non abbiamo avuto cattiveria. Ci servirà per migliorare. Se mancano i gol dei centrocampisti? Eravamo partiti bene con Loftus a Lecce, poi ci siamo fermati. Arriveranno perché ce li hanno nelle caratteristiche. La cosa più importante è giocare da squadra e migliorare nelle palle inattive. Giovedì secondo me abbiamo fatto una delle migliori partite da squadra, ma non basta. E dobbiamo avere chiaro l'obiettivo, che è il risultato. Quello conta. Gol di Rabiot? Arriveranno, come quelli di Loftus".

 

 

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"Non sono soddisfatto". Poi punta l'obiettivo

"A che punto è il mio Milan e se sono già pienamente soddisfatto da quello che vedo? Non sono soddisfatto in pieno, ma non perché lo sono io, tutti lo dobbiamo essere quando andiamo a Milanello a lavorare. Bisogna lavorare sulle cose sbagliate, quelle giuste restano. Ognuno di noi deve lavorare per ottenere il massimo. Nulla è impossibile, ma bisogna fare il massimo per ottenere quello che sembra impossibile. Per fare questo bisogna avere la convinzione, altrimenti pensi di fare il massimo, ma non è il tuo massimo. Non esiste il mantenimento, ma o il miglioramento o il peggioramento. Il volere le cose diventa fondamentale. E il nostro volere qual è? Rientrare in Champions" - ha spiegato Allegri.

Su Jashari e i centrocampisti in rosa: "Sono contento del suo rientro, nella prima volta in un centrocampo a tre. Credo abbia molti margini. Ricci è un giocatore intelligente e affidabile, molto importante per un allenatore. Sai cosa ti può dare sia da titolare sia se parte dalla panchina. Loftus invece si deve convincere ancora di più delle qualità che ha, del suo strapotere fisico". Su Nkunku: "Ha qualità tecniche straordinarie, è arrivato dopo. Contro la Lazio in casa ha fatto una buona partita, è stato dentro la gara. Anche lui si deve convincere che deve essere determinante. Basta vedergli stoppare la palla e le qualità tecniche nessuno gliele può discutere. Sono convinto che possa far bene e magari gol domani".

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Come sta Gimenez, la Juve e Higuain

"Cos'ha Gimenez? Santiago sta lavorando, speriamo di aggregarlo con la squadra in settimana. La caviglia è a posto e abbiamo bisogno di lui. Anche se non ha fatto gol, è affidabile. Tre reti gli sono state annullate per un centimento, non è che ha disimparato a fare gol" - ha detto Allegri. Poi una domanda amarcord: "Una sorta di derby quello contro il Torino visti i tanti anni alla Juve e i mie numeri top contro i granata? Quei numeri riguardano la Juve, ora sono al Milan. Non è un derby per me, è una partita difficile per tutti, sapendo dell'importanza del risultato". Sull'importanza di avere una vera punta è stato netto: "Di centravanti veri tra Cagliari, Juve e Milan ho avuto solo Higuain. Mandzukic svariara, gli ho fatto fare anche l'ala, nel Milan dello scudetto avevamo Ibrahimovic che mandava in porta gli altri, Robinho, Pato e Cassano. Zlatan in vecchiaia ha fatto il centravanti".

Le polemiche arbitrali e la quota Champions

Sul tanto caso per le polemiche arbitrali contro la Lazio: "Ho sorriso dopo la partita, perché sabato nella decisione del rigore è stato tolto alla Lazio un angolo che era angolo, giovedì siamo stati eliminati per un angolo che non era angolo. Il calcio l'ha inventato un diavolo, ci sono certe combinazioni... Ma ci abbiamo riso sopra". Poi una domanda in tema natalizio: "Cosa devo fare per ricevere un regolo (un attaccante)? Di mercato non ho bisogno di parlarne, manca ancora un mese". Max è carico e vuole trasmettere la sua leadership anche alla squadra: "Bisogna sporcarsi i pantaloncini altrimenti non si possono portare a casa i risulatati. Bisogna stare concentrati sull'obiettivo finale, facendo un passettino alla volta e senza deprimerci. Prossime gare più morbide? Non contano solo le prossime cinque, perché poi ce ne saranno 19. 74 o 76 punti servono per entrare in Champions, per il campionato non lo so. L'ambizione deve essere massima, ma ripeto l'obiettivo deve essere chiaro: giocare la Champions. E non sarà facile, ci sono squadre agguerrite e attrezzate".

 Su Fofana: "Lui è criticato perché ogni tanto fa errori tecnici. Ma ha molta intensità ed è stato molto bravo contro il Napoli in occasione del gol. Deve avere l'ambizione di fare di più". Poi ha concluso: "Anche a me piacerebbe dominare le partite, ma purtroppo è impossibile, perché c'è un momento che l'avversario ha il predominio su di te? Cosa devi fare in quei momenti? Difendere bene. La lettura della partita è importante. Se possiamo cambiare? Possiamo farlo come caratteristiche dei giocatori. Quando le partite sono bloccate devi essere bravo a fare gol quando hai due-tre occasioni. Difficile avere più di cinque-sei occasioni anche se tiri quindici volte in porta".

 

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Alla vigilia della sfida tra Torino e MilanAllegri si presenta in conferenza stampa con idee chiare e un messaggio forte alla squadra: serve una prova di maturità. Il tecnico rossonero richiama i numeri, tutt’altro che favorevoli, degli ultimi anni sul campo dei granata e sottolinea la necessità di una gara “solida, umile e concreta”, in un momento della stagione in cui la classifica inizia a pesare davvero. Tra obiettivi dichiarati, risposte alle critiche, aggiornamenti sugli infortunati (brutta notizia Pulisic) e riflessioni sul percorso di crescita dei suoi, Max delinea la strada che il Milan dovrà percorrere per restare agganciato alla lotta Champions. Un discorso lucido, diretto e intriso della sua solita pragmaticità. E non sono mancati anche i riferimenti alla Juve.

Torino-Milan, conferenza Allegri

"Bisogna essere pronti per fare una partita solida. Dobbiamo cercare di invertire i numeri: negli ultimi 12 anni, il Milan ha fatto 6 pareggi, 5 sconfitte e una sola vittoria nel momento del Covid contro il Torino, negli ultimi tre anni perso tre volte. Domani quindi bisognerà giocare con rispetto e umiltà. In casa loro è molto difficile, bisogna fare una partita concreta, avendo chiaro l'obiettivo. Siamo arrivati a un momento della stagione dove da ora fino a fine gennaio la classifica verrà delineata e dovremo essere bravi a stare tra le prime quattro" - ha spiegato Allegri in conferenza stampa. Poi ha continuato: "Se ci sarà un leader in Serie A? Dipende dai filotti di vittorie, è normale che l'Inter e il Napoli siano le squadre più attrezzate. In questo momento ci sono tante squadre in pochi punti in testa e anche in basso alla classifica, un'anomalia. Ma prima o poi si allungherà e dovremo avere la forza di stare lì". Poi sui singoli: "Speriamo di avere al più presto Gimenez, ne abbiamo bisogno. Pulisic ha avuto la febbre e vedremo domani, gli altri stanno tutti bene. Athekame sta recuperando, Fofana speriamo di averlo a Sassuolo. Ora l'obiettivo è fare risultato nelle prossime due partite e serve testa. Questo è molto importante perché poi ci sta la Supercoppa a Riyad".

La risposta a Fabregas e i gol di Rabiot

Fabregas ha detto che preferisce perdere 4-0 ma non andare a giocare per difendersi e ad Allegri è stato fatto notare. L'allenatore del Milan perà è stato sincero: "Non ho sentito quello che ha detto Fabregas, sta facendo un ottimo lavoro e non sta a me giudicare. Noi dobbiamo dare seguito ai risultati. Paradossalmente contro la Lazio siamo stati anche più bellini ma non abbiamo avuto cattiveria. Ci servirà per migliorare. Se mancano i gol dei centrocampisti? Eravamo partiti bene con Loftus a Lecce, poi ci siamo fermati. Arriveranno perché ce li hanno nelle caratteristiche. La cosa più importante è giocare da squadra e migliorare nelle palle inattive. Giovedì secondo me abbiamo fatto una delle migliori partite da squadra, ma non basta. E dobbiamo avere chiaro l'obiettivo, che è il risultato. Quello conta. Gol di Rabiot? Arriveranno, come quelli di Loftus".

 

 

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