Milan, senti Braida: "Pulisic come Shevchenko. Maignan va blindato". E sulla lotta Scudetto...

L’architetto dei grandi trionfi dell'era Berlusconi esalta lo statunitense: "Ricorda Andriy, freddezza e capacità di essere decisivo con una giocata"

"Max Allegri è un fuoriclasse della panchina e il vero valore aggiunto di questo Milan. Un allenatore concreto, ma dotato di grande carisma e autorevolezza. Ha riportato nel club quello che serve per arrivare in alto: la disciplina". E se lo dice un dirigente di lungo corso e capace di vincere tutto con Milan e Barcellona (sei Champions League in bacheca) come Ariedo Braida, c’è da crederci. L’attuale vicepresidente del Ravenna è stato da ds tra i principali artefici dell’epopea berlusconiana, durante la quale il Diavolo ha scritto la storia del calcio. Anche grazie ai suoi colpi di mercato: da Van Basten a Rijkaard passando per Weah e Papin fino a Shevchenko, tanto per citarne alcuni. Tra le mosse vincenti pure Allegri, che Braida e Galliani vollero alla guida dei rossoneri nel 2010: "Adesso il Milan a differenza dell’anno scorso è una squadra unita, dove tutti remano dalla stessa parte. E i risultati si vedono. D’altronde se Allegri ha sempre vinto in carriera, un motivo ci sarà. Lo farà ancora a lungo; perché ha creato la giusta alchimia e riesce sempre a trarre il meglio dai giocatori che ha. La cosa più importante per Max è la vittoria, il resto non conta. Non gli interessano i ghirigori o il giocar più o meno bene, ma bada al risultato, che alla fine è l’unica cosa che conta".

Pulisic e il paragone con Shevchenko

Questo Milan può davvero vincere lo scudetto? "Mi sembra un campionato senza padroni. Se lo giocheranno con Inter e Napoli, che però a livello di rosa hanno qualcosa in più. Il Milan però non ha le coppe: se a gennaio la società completerà l’organico, colmando le attuali lacune e criticità vedi il ruolo della punta, credo che i rossoneri possano dire la loro fino alla fine".

Manca un bomber, però il Diavolo ha trovato in Pulisic il trascinatore. "Un giocatore fantastico. Se ne parla poco, ma sono anni che l’americano fa la differenza ed è uno dei top player della Serie A. Nonostante non abbia una grossa struttura fisica, sa sfruttare al meglio le sue abilità tecniche. Ha il guizzo e sa cogliere l’attimo fuggente".

A chi lo accosta tra i big del passato? "Fare paragoni è difficile e hanno caratteristiche differenti, però Pulisic a volte mi ricorda Shevchenko nella capacità di determinare il risultato con una giocata e per la freddezza sotto porta. Magari in certe gare non li vedi, ma poi spuntano sempre al momento giusto per risolverla".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Milan

Milan, Braida fa il punto su Leao e Maignan 

Leao da punta sembra più continuo: come lo vede nel ruolo cucitogli da Allegri? "Rafa è un grande giocatore e Max lo aiuterà a crescere. Uno come Leao è l’ideale per il calcio di oggi: veloce, potente e salta con facilità l’uomo. Adesso molti giocatori passano la palla indietro: lui invece è tra i pochi che va dritto in avanti e crea superiorità numerica coi suoi dribbling".

Questo Modric sarebbe stato bene tra i tanti Palloni d’Oro del suo Milan? "Luka è un campione con la C maiuscola. Fa cose incredibili e a 40 anni corre ancora più di tanti ventenni. Ciò significa che è un professionista straordinario: il Milan deve goderselo il più a lungo possibile".

Ora i tifosi rossoneri sono preoccupati per Maignan: da dirigente come gestirebbe la questione rinnovo? "Maignan ha la calamita per come riesce ad arrivare sempre sulla palla. È magnetico, ha grande carisma nello spogliatoio e in campo fa la differenza. Se vuoi vincere dei trofei, va blindato al più presto. Un club con ambizioni importanti, i campioni devi tenerseli stretti senza se e senza ma, come ci diceva il presidente Berlusconi".

Domenica c’è Milan-Sassuolo. Zitto zitto il suo amico Carnevali è a ridosso della zona Europa… "Gli faccio i complimenti per il lavoro fatto. Ci conosciamo da trent’anni e so bene le sue capacità. Il Sassuolo non è più una sorpresa, ma una splendida realtà del nostro calcio".

Le ambizioni del Ravenna

Ci fa un nome di un talento semi-sconosciuto sul quale punterebbe al volo? "Ultimamente sono distratto dal Ravenna. Più che sul calcio internazionale mi sto focalizzando sulla Serie C. Lunedì ci aspetta una trasferta temibile contro la Vis Pesaro, che è un’ottima squadra molto ben costruita da un giovane direttore come Michele Menga. Siamo primi e stiamo facendo benino, ma l’Arezzo è molto forte e ha una partita in meno; perciò è come se fossimo pari. Il campionato è lungo…".

Giù la maschera: non è che vuole imitare quanto fatto da Galliani col Monza e portare il Ravenna in Serie A? "(Sorride, ndr). Abbiamo una proprietà importante e un presidente ambizioso come Ignazio Cipriani, ma bisogna fare un passo alla volta. Siamo appena arrivati in C e dobbiamo strutturaci. L’entusiasmo però non ci manca".

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"Max Allegri è un fuoriclasse della panchina e il vero valore aggiunto di questo Milan. Un allenatore concreto, ma dotato di grande carisma e autorevolezza. Ha riportato nel club quello che serve per arrivare in alto: la disciplina". E se lo dice un dirigente di lungo corso e capace di vincere tutto con Milan e Barcellona (sei Champions League in bacheca) come Ariedo Braida, c’è da crederci. L’attuale vicepresidente del Ravenna è stato da ds tra i principali artefici dell’epopea berlusconiana, durante la quale il Diavolo ha scritto la storia del calcio. Anche grazie ai suoi colpi di mercato: da Van Basten a Rijkaard passando per Weah e Papin fino a Shevchenko, tanto per citarne alcuni. Tra le mosse vincenti pure Allegri, che Braida e Galliani vollero alla guida dei rossoneri nel 2010: "Adesso il Milan a differenza dell’anno scorso è una squadra unita, dove tutti remano dalla stessa parte. E i risultati si vedono. D’altronde se Allegri ha sempre vinto in carriera, un motivo ci sarà. Lo farà ancora a lungo; perché ha creato la giusta alchimia e riesce sempre a trarre il meglio dai giocatori che ha. La cosa più importante per Max è la vittoria, il resto non conta. Non gli interessano i ghirigori o il giocar più o meno bene, ma bada al risultato, che alla fine è l’unica cosa che conta".

Pulisic e il paragone con Shevchenko

Questo Milan può davvero vincere lo scudetto? "Mi sembra un campionato senza padroni. Se lo giocheranno con Inter e Napoli, che però a livello di rosa hanno qualcosa in più. Il Milan però non ha le coppe: se a gennaio la società completerà l’organico, colmando le attuali lacune e criticità vedi il ruolo della punta, credo che i rossoneri possano dire la loro fino alla fine".

Manca un bomber, però il Diavolo ha trovato in Pulisic il trascinatore. "Un giocatore fantastico. Se ne parla poco, ma sono anni che l’americano fa la differenza ed è uno dei top player della Serie A. Nonostante non abbia una grossa struttura fisica, sa sfruttare al meglio le sue abilità tecniche. Ha il guizzo e sa cogliere l’attimo fuggente".

A chi lo accosta tra i big del passato? "Fare paragoni è difficile e hanno caratteristiche differenti, però Pulisic a volte mi ricorda Shevchenko nella capacità di determinare il risultato con una giocata e per la freddezza sotto porta. Magari in certe gare non li vedi, ma poi spuntano sempre al momento giusto per risolverla".

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