Milan, il sogno sfiorato e il grande incubo: ora Allegri è preoccupato

Per la sfida contro il Toro, Max ritroverà Rabiot. Però per Napoli rischia di perdere Modric, Fofana e Saelemaekers, tutti in diffida

MILANO - Una centrifuga di risultati e umori. Il Milan in una settimana è passato dalla possibilità di ritrovarsi a meno 13 dall’Inter e dire così addio a qualunque speranza di inseguire lo scudetto, a 90 minuti dal portarsi a meno 5 e credere davvero in un titolo che solamente l’estate scorsa, dopo un ’24-25 da “mani nei capelli”, sembrava utopia. I giocatori del Milan, nonostante Massimiliano Allegri continuasse a predicare calma, hanno vissuto una settimana sulle ali dell’entusiasmo. La seconda vittoria stagionale contro l’Inter sembrava il prologo a un grande finale di stagione, invece all’Olimpico, dopo l’insperato (o sperato...) assist dell’Atalanta, è arrivato un ko che potrebbe fare molto più male di quanto dica lo stretto risultato di 1-0. Dal possibile meno 5 al concreto meno 8, un distacco che è tornato ad allungarsi quando poteva ridursi ulteriormente e aumentare in maniera esponenziale la pressione sui giocatori dell’Inter. Invece ora quella pressione rischia di schiacciare Maignan e compagni passati dal sogno rimonta alla paura che le squadre dietro possano aggrapparsi alla maglia rossonera.

Milan, ora rischi: Napoli, Juventus e Como alle spalle

Perché la classifica ora parla chiaro ed è una classifica che qualche certezza la può scalfire. L’Inter, come scritto, è lontana 8 punti, il Napoli terzo rincorre a meno 1 e la sera di Pasquetta, il 6 aprile, ospiterà al Maradona proprio il Milan. A preoccupare Allegri, poi, c’è il gruppo che insegue: il Como è quarto a 54 punti, la Juventus quinta a 53 e la Roma a 51. Oggi i giallorossi non sono un vero problema, ma quello Spalletti a meno 7 inquieta. Perché come Allegri va ripetendo da mesi, la differenza fra partecipare o meno alla Champions per una squadra italiana è questione di vita o di morte. E il Milan la morte, sportivamente parlando, l’ha dovuta già affrontare in questa stagione, vissuta lontano non solo dalla Champions, ma da tutte le coppe europee. Un’altra annata senza i 60 milioni - minimo - della Uefa per la partecipazione alla Champions, potrebbero rappresentare un colpo durissimo alle casse del club rossonero, non tanto per una questione di bilancio, comunque sano da anni, quanto per un mercato che potrebbe risentirne in fatto di ambizioni e investimenti. E il Milan, secondo in classifica probabilmente over performando analizzando la rosa corta messa a disposizione di Allegri, avrebbe bisogno di una consistente campagna rafforzamenti per ridurre il gap con l'organico dell'Inter (e non solo).

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Milan

Calendario Milan e uomini chiave

Scritto della sfida col Napoli che potrebbe risultare decisiva per la corsa al secondo posto, il Milan deve ovviamente stare attento anche alle altre gare, a partire dalla prossima sabato sera alle 18 a San Siro contro un Torino rigenerato da D'Aversa e liberatosi dalle ansie della zona retrocessione. I granata, che all'andata persero in casa 3-2 dopo essere stati in vantaggio per 2-0, arriveranno a Milan senza troppi pensieri, mentre il Milan dovrà dimostrare di aver cancellato la serata dell'Olimpico ed essersi risintonizzata sulla corsa verso il proprio obiettivo, la qualificazione alla Champions. O, per citare ancora Allegri, fare un passettino verso il prossimo "micro-obiettivo", i 70 punti. Il Milan dovrà rispondere presente, anche perché Napoli, Como e Juventus avranno sfide sulla carta alla portata. Juventus, oggi principale punto di riferimento perché quinta in classifica, che il 26 aprile - data ancora da ufficializzare - arriverà a San Siro per uno scontro diretto che potrebbe dire molto sulla classifica finale. Contro il Torino, per sua fortuna, Allegri ritroverà il talismano Rabiot, fondamentale per gli equilibri tattici e non solo: la sua assenza con la Lazio si è sentita tantissimo. Allo stesso tempo, in chiave Napoli, sarà fondamentale che Modric, Fofana e Saelemaekers, tutti diffidati, non vengano ammoniti contro i granata. In questo momento, servono tutti, in primis un elemento come il croato, leader e faro della squadra.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Milan

MILANO - Una centrifuga di risultati e umori. Il Milan in una settimana è passato dalla possibilità di ritrovarsi a meno 13 dall’Inter e dire così addio a qualunque speranza di inseguire lo scudetto, a 90 minuti dal portarsi a meno 5 e credere davvero in un titolo che solamente l’estate scorsa, dopo un ’24-25 da “mani nei capelli”, sembrava utopia. I giocatori del Milan, nonostante Massimiliano Allegri continuasse a predicare calma, hanno vissuto una settimana sulle ali dell’entusiasmo. La seconda vittoria stagionale contro l’Inter sembrava il prologo a un grande finale di stagione, invece all’Olimpico, dopo l’insperato (o sperato...) assist dell’Atalanta, è arrivato un ko che potrebbe fare molto più male di quanto dica lo stretto risultato di 1-0. Dal possibile meno 5 al concreto meno 8, un distacco che è tornato ad allungarsi quando poteva ridursi ulteriormente e aumentare in maniera esponenziale la pressione sui giocatori dell’Inter. Invece ora quella pressione rischia di schiacciare Maignan e compagni passati dal sogno rimonta alla paura che le squadre dietro possano aggrapparsi alla maglia rossonera.

Milan, ora rischi: Napoli, Juventus e Como alle spalle

Perché la classifica ora parla chiaro ed è una classifica che qualche certezza la può scalfire. L’Inter, come scritto, è lontana 8 punti, il Napoli terzo rincorre a meno 1 e la sera di Pasquetta, il 6 aprile, ospiterà al Maradona proprio il Milan. A preoccupare Allegri, poi, c’è il gruppo che insegue: il Como è quarto a 54 punti, la Juventus quinta a 53 e la Roma a 51. Oggi i giallorossi non sono un vero problema, ma quello Spalletti a meno 7 inquieta. Perché come Allegri va ripetendo da mesi, la differenza fra partecipare o meno alla Champions per una squadra italiana è questione di vita o di morte. E il Milan la morte, sportivamente parlando, l’ha dovuta già affrontare in questa stagione, vissuta lontano non solo dalla Champions, ma da tutte le coppe europee. Un’altra annata senza i 60 milioni - minimo - della Uefa per la partecipazione alla Champions, potrebbero rappresentare un colpo durissimo alle casse del club rossonero, non tanto per una questione di bilancio, comunque sano da anni, quanto per un mercato che potrebbe risentirne in fatto di ambizioni e investimenti. E il Milan, secondo in classifica probabilmente over performando analizzando la rosa corta messa a disposizione di Allegri, avrebbe bisogno di una consistente campagna rafforzamenti per ridurre il gap con l'organico dell'Inter (e non solo).

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Milan
1
Milan, il sogno sfiorato e il grande incubo: ora Allegri è preoccupato
2
Calendario Milan e uomini chiave