Milan, adesso sale Rangnick ma per Ibra meno poteri. Dopo Glasner altro incontro per Jaissle, Slot...

Il ct dell’Austria è in lizza per il ruolo di dt: non vuole interferenze nella gestione. Il club rossonero ha affidato ad alcune società di “cacciatori di teste” la valutazione dei profili sostitutivi di Furlani, Tare e Moncada

MILANO - Le tempistiche preventivate da Gerry Cardinale per il riassetto del Milan non sono state rispettate e la scadenza sarà spostata ulteriormente. Perché il patron rossonero e fondatore di RedBird aveva previsto in 7-10 giorni l’arco temporale entro il quale rendere operativa la nuova squadra dirigenziale che andrà a prendere il posto dei licenziati Furlani, Tare e Moncada oltre al nuovo allenatore che succederà a Massimiliano Allegri (attesa a ore l’ufficialità al Napoli dopo aver trovato accordo sulla buonuscita con il Milan, si parla di circa 1 milione). Il processo di scelta dei profili da vagliare, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stato affidato a due società di head hunters, ovvero di cacciatori di teste, che poi andrebbero a mettere sul tavolo di Cardinale, Ibrahimovic e Calvelli i nomi di papabili candidati e da qui poi partirebbero le interviste di lavoro per le varie posizioni.

Milan, i "nuovi" ruoli di Calvelli e Scaroni

Intanto Calvelli è sempre più l’amministratore delegato pro tempore del Milan. A lui sono confluite diverse deleghe operative che erano nelle mani di Giorgio Furlani mentre altre, meno impellenti, sono state affidate per il momento a Paolo Scaroni. Ma non è da escludere che anche nel medio-lungo periodo possa essere proprio Calvelli a prendere il posto di Furlani come amministratore delegato, ma senza entrare nel merito della gestione sportiva del club. E ciò potrebbe accadere andando anche contro quella che era la sua volontà iniziale, ovvero quella di occuparsi dei progetti paralleli di RedBird in Europa. Necessità-virtù direbbe un vecchio saggio.

Allenatore cercasi: Glasner anche senza Ragnick

Tra cacciatori di teste e algoritmi, dunque, procede la fase di indagine degli uomini RedBird per tappare i buchi operativi dentro al Milan, tra i quali c’è l’allenatore. L’incontro fatto in Germania (e non a Zurigo) con Oliver Glasner è andato bene, con l’ex allenatore del Crystal Palace intrigato dal Milan. Un summit di circa sei ore dove le parti hanno discusso di tutto: dallo stile di gioco alle modifiche strutturali che servirebbero passando anche per l’analisi della rosa e dell’eventuale mercato da fare. Come scritto, il suo profilo potrebbe arrivare a prescindere dall’approdo a Casa Milan di Ralf Rangnick. Il ct dell’Austria è stato sondato in maniera importante per il ruolo di direttore tecnico, ma ha posto le sue condizioni: vuole potere assoluto nella gestione e riorganizzazione dell’intera area sportiva, dalla scelta del direttore sportivo all’allenatore passando per scouting, analisi video e settore giovanile (in tal caso sarebbe necessario un confronto con Vergine).

Ragnick-Milan solo se Ibra...

Rangnick partirà oggi alla volta di Santa Barbara, California, ovvero la sede scelta come quartier generale dell’Austria per la Coppa del Mondo e lo farà senza avere ancora la certezza di ciò che vuole, perché tra le tante richieste fatte ci sarebbe quella di non ammettere interferenze esterne. Tradotto: Ibrahimovic e Kirovski non devono metter becco nell’eventuale lavoro che andrebbe a fare Rangnick al Milan. Nelle prossime ore, poi, il Milan incontrerà anche Matthias Jaissle, altro pupillo di Rangnick, ma qui il discorso si fa più complicato. Jaissle, all’Al-Alhi, prende 11 milioni e ha una clausola risolutoria da 6 milioni. Premesse complicate. In alternativa alla pista teutonica c’è quella che porta a Ramon Planes come candidato alla poltrona di direttore sportivo mentre come opzioni per la panchina ci sarebbero Mauricio Pochettino (che avrebbe già un accordo di massima a 5 milioni all’anno) o Arne Slot, appena licenziato dal Liverpool e che non direbbe di no a priori ad un’eventuale chiamata, ma vuole valutare bene il progetto. 

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