Le parole di Ariedo Braida risuonano come un campanello d'allarme per il mondo Milan. Lo storico dirigente rossonero, tra gli artefici dei successi nazionali e internazionali dell'era Berlusconi, ha commentato con amarezza il momento che sta vivendo il club e ha toccato anche temi importanti come quello di Leao (colpevole anche di una rissa con il Portogallo) e Ibrahimovic. A margine del Festival della Serie A di Parma, Braida ha analizzato le difficoltà della società, individuando nella perdita di identità uno dei problemi principali. Un tema che, secondo l'ex direttore generale e direttore sportivo, va ben oltre i risultati sportivi e riguarda il legame con la storia e con le figure che hanno contribuito a costruire il prestigio dei rossoneri.
L'analisi di Braida sul momento del Milan
Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, Braida non ha nascosto la propria delusione per la situazione che sta attraversando il Milan: "Mi viene quasi da piangere a vedere il Milan in questa situazione", ha dichiarato l'ex dirigente, soffermandosi poi su quella che ritiene essere la vera emergenza del club. Poi ha aggiunto: "Diciamo una cosa: c'è una crisi d'identità. Bisogna ricostruire una storia. La storia è importante, senza quella non c'è futuro. Quindi auguro a chi ha la responsabilità di ricominciare da questo punto". Il rilancio del Milan deve necessariamente partire dalla valorizzazione della propria tradizione. Un concetto che l'ex dirigente ha ribadito anche parlando di Paolo Maldini, figura simbolo della storia rossonera: "Maldini, a cominciare dal papà, ha scritto la storia del Milan. Prima il padre poi Paolo hanno vinto tutte le Champions League del Milan. Non si può non partire dalla storia".
Da Leao a Ibrahimovic: Braida li punzecchia
Nel corso del suo intervento, Braida ha commentato anche la situazione di Leao, finito al centro del dibattito dopo le recenti dichiarazioni sulla possibilità di affrontare una nuova esperienza all'estero. Pur evitando di entrare nelle scelte della dirigenza, l'ex ds ha evidenziato il grande potenziale del portoghese: "Non voglio sostituirmi a chi ne ha la responsabilità. Io cerco di fare quello che so fare. Leao comunque ha delle qualità importantissime. È chiaro che se poi tu non le trasmetti sul campo tutto è vano". Infine, un passaggio è stato dedicato a Ibrahimovic, oggi impegnato in un ruolo dirigenziale dopo una carriera da protagonista assoluto sui campi di tutto il mondo: "Ibra non si discute, è stato un grande campione. Calcisticamente parlando chapeu. Però a volte deve avere l'umiltà di imparare".