Sprofondo Leao. Sempre di più. Essendo un’inizio di estate thrilling per i tifosi del Milan, non si fa peccato a utilizzare una delle principali massime della regina del giallo, Agatha Christie, per analizzare la situazione legata all'attaccante portoghese e proiettarsi sul proprio futuro. Come spiegava la scrittrice, “un indizio è un sospetto”. Così parlava Leao una settimana fa a un tv del proprio paese: “Penso di aver dato al Milan tutto quello che potevo dare; desidero provare una nuova sfida in un nuovo campionato”. Christie andava avanti aggiungendo che “due indizi sono una coincidenza” e Rafa venerdì sempre in Portogallo ha ribadito: “Ho bisogno di una nuova sfida; se dovesse arrivare l'opportunità della Premier, sarei molto contento. Ho vissuto una stagione difficile, ho giocato infortunato per 4-5 mesi con una pubalgia e in una posizione che non è la mia”. Infine la parte finale della massima dell’autrice britannica, la più famosa, “tre indizi formano una prova” e guarda caso Leao sabato nell’amichevole fra il Portogallo e il Cile ha completato l’opera, facendosi buttare fuori per una rissa con il sudamericano Ivan Roman, reo di aver “aggredito” verbalmente Cancelo. Un gesto - tre spinte/manate - che il giocatore del Milan ha giustificato sui social (“volevo semplicemente proteggere il mio compagno di squadra, non avevo alcuna intenzione di fare del male all'avversario”), ma che ha ovviamente fatto arrabbiare il suo ct Roberto Martinez: “Non possiamo prendere un cartellino rosso in una situazione del genere, perché le squadre del Sud America tendono al confronto fisico. Inoltre penso che non fosse da cartellino rosso, perché non c'è stata un'attitudine violenta da parte di nessuno dei giocatori. Detto questo, non cerchiamo scuse e ora possiamo usare questa partita come preparazione anche a livello mentale”.
Leao: caos e nervi tesi
Insomma, il momento di Leao si rispecchia con quello del Milan. Caotico e nervoso. Rafa, così come tutta la squadra, ha finito malissimo la stagione. L’ultimo gol era arrivato a Cremona il primo marzo, poi il crollo insieme ai compagni. Quindi, il giorno dell’esonero di tutti i vertici tecnici del club, ecco il pensiero di Gerry Cardinale su di lui, ovvero che per 100 milioni lo avrebbe venduto un anno fa e che è un giocatore senza carattere. Leao non aveva gradito - eufemismo - e dal Portogallo ha iniziato a tuonare, conscio che le sue dichiarazioni avrebbero avuto due consequences: far arrabbiare molti e deprezzare ulteriormente il suo valore, agevolando così possibili interessamenti sul mercato. Quindi il rosso per rissa. Le sue parole chiaramente non hanno fatto piacere al mondo Milan, tifosi - che hanno attaccato il giocatore accusandolo di ingratitudine -, ma anche club perché adesso sul cartello vendesi appeso alla sua schiena, rischia di esserci un prezzo di saldo.
Leao: che crollo sul mercato
Altro che 175 milioni della clausola o 100 milioni ventilati da Cardinale. Oggi Leao non vale neanche la metà, 50 milioni. Chi lo vuole - lui spera in squadre inglesi e spagnole e non prende in considerazione per ora Arabia e Turchia - potrebbe presentarsi con offerte da 35-40 milioni. E forse sarebbe già un lusso, considerando anche che Rafa prende 7 milioni d’ingaggio fra base e bonus. L'espulsione rimediata col Cile dovrebbe fargli perdere solo la prossima amichevole con la Nigeria, poi arriverà - tutti sperano, lui per primo - la vetrina con un buon Mondiale. Nel frattempo si conoscerà il nome del nuovo allenatore del Milan e poi sarà il momento di conoscere se i tre indizi porteranno alla prova, all'addio di Leao dal Milan.
