Il Milan ripartirà da Ruben Amorim, che firmerà oggi il contratto fino al 2029. È iniziata così la settimana che sembra essere destinata a ricomporre il puzzle dell’area sportiva rossonera, con la scelta definitiva della guida tecnica della prima squadra, ricaduta sull’ex allenatore del Manchester United dopo una lunga serie di valutazioni fatte, in primis, da Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic (con lo svedese sempre coinvolto e presente nel processo decisionale). Sono così decaduti, cammin facendo, i profili di Mauricio Pochettino, Oliver Glasner (che era il prescelto in caso di arrivo di Ralf Rangnick) e Matthias Jaissle. Per Amorim è stato preparato un contratto triennale da 3,5 milioni di base fissa a stagione più bonus. Sarà il terzo allenatore portoghese degli ultimi due anni e i precedenti di Paulo Fonseca e Sergio Conceiçao non sono di certo benauguranti, seppur con percorsi diversi e con una dirigenza diversa. Sullo sfondo riappare la figura di Jorge Mendes, come intermediario dell’operazione (anche se Amorim ha come agenzia l’AS1 Sports) e dunque vanno tenuti sott’occhio alcuni suoi assistiti come Gonçalo Ramos del Psg, già cercato in passato dal Milan per il ruolo di centravanti.
Amorim, dai soldi dello United al Milan
Amorim, che sarà il 17° allenatore straniero del Milan, ha accettato di rimettersi in carreggiata dopo l’esonero dal Manchester United - che ritroverà il 15 agosto in amichevole a Breslavia - ponendo anche fine alla sua ricca disoccupazione, visto che in assenza di altre squadre, Amorim avrebbe dovuto ricevere ancora 18,4 milioni dai Red Devils. Il suo sbarco in città, secondo i media portoghesi, potrebbe già avvenire in settimana, ma non è da escludere che la firma dei contratti possa avvenire in via telematica visto che, al momento, in sede non sono previsti né Cardinale né Ibrahimovic, ma ci sarebbe Massimo Calvelli ad accoglierlo.
Il Milan di Amorim: i moduli
Quello che è certo è che Amorim avrà sicuramente fame di rifarsi, di riprendere quel filo positivo che lo aveva portato ad essere uno degli allenatori più considerati a livello europeo quando era sulla panchina dello Sporting Lisbona. Il Manchester United lo prelevò pagando la clausola da dieci milioni per portarlo a Old Trafford. Il punto sarà capire che tipo di squadra gli metterà a disposizione il Milan a partire dal prossimo 13 luglio, data in cui è stato fissato il raduno (il 12 previsti test e visite mediche di rito). I suoi moduli di riferimento sono il 3-4-2-1 e il 3-4-3. Di conseguenza si vedrà un Milan ancora con la difesa a tre, ma probabilmente con un’interpretazione più offensiva del sistema, andando in controtendenza con l’assetto iper-difensivo impostato da Massimiliano Allegri nella stagione passata.
Leao-Milan: cosa cambia col nuovo allenatore
Il nuovo allenatore milanista parlerà con tutti i giocatori non appena sarà ufficialmente in carica e tra loro ci sarà molta attenzione sul colloquio con il connazionale Rafael Leao. Il numero 10 milanista ha espresso la sua volontà di lasciare il club per provare una nuova esperienza (vorrebbe andare in Premier League o in un top club della Liga) e – al momento – le cose non sono cambiate. In più i due precedenti con Fonseca e Conceiçao non sono stati dei migliori, ma Amorim - con ogni probabilità - si giocherà la sua chance. Di sicuro c’è che l’attuale rosa sarà valutata in profondità e che i calciatori sono incuriositi dalla scelta del club per il dopo Allegri.
