MILANO - Non sarà Markus Krösche il chief of football del Milan e in rossonero non arriverà nemmeno Timmo Hardung, suo fedele braccio destro. I due dirigenti tedeschi sono stati bloccati e tolti dal mercato dal loro club, l’Eintracht Francoforte, che ha deciso che non avrebbe accettato nessuna proposta economica da parte del Milan per liberare i due. Una questione di principio che si mischia a motivazioni tecnico-organizzative che ha portato il club a prendere una decisione che già due giorni fa iniziava a maturare. I motivi di questo “niet” sono profondi con l’Eintracht che ha fatto filtrare la sua forte irritazione per il modus operandi del Milan, che aveva ormai dato per scontato l’arrivo di Krösche e Hardung in via Aldo Rossi per completare quella struttura sportiva snella e verticale che è nei piani di Gerry Cardinale.
Perché l’Eintracht Francoforte ha detto no al Milan
In particolare, l’Eintracht non ha gradito il fatto di aver appreso dai media italiani il fatto che ci fosse un accordo già preso da Krösche e Hardung con i rossoneri tanto è vero che le reazioni sono state due: la prima era quella di voler richiedere un indennizzo importante, ovvero 10 milioni per liberarli, ma poi è maturata la volontà di non privarsi dei due a metà giugno, con il calciomercato già attivo. Un calciomercato che aveva visto Krösche già operativo, con la scelta di richiamare in panchina Adi Hutter, finalizzata lo scorso 31 maggio. Tra l’altro, secondo i media teutonici, ci sarebbero stati anche dei dubbi da parte di Krösche in merito alle possibili ingerenze di Zlatan Ibrahimovic. Gira che rigira, tutto il mondo è paese...
Milan, riparte la ricerca per il nuovo direttore sportivo e head of football
E il Milan? Al palo, ad incassare un nuovo no dopo quello di Ralf Rangnick e di nuovo alla ricerca di chi dovrà comporre la sua area sport. Dal club fanno filtrare che oltre a Krösche, vi siano ancora dei profili che erano stati sondati e che verranno ricontattati dopo il naufragio del piano tedesco. Sempre secondo il club, gli altri candidati che saranno ripresi in considerazione erano allineati con la scelta di Ruben Amorim come allenatore e secondo questa linea, è lecito pensare che chiunque sarà messo nelle posizioni di head of football e direttore sportivo, abbia già dato un feedback positivo sul tecnico portoghese. Ma a dieci giorni dall’inizio ufficiale del calciomercato, previsto per lunedì 29 giugno, il Milan è l’unica squadra in Serie A a non aver ancora nominato i propri dirigenti di riferimento per l’area sportiva. Il casting si riapre e non è da escludere che possano tornare in auge nomi accantonati nei giorni scorsi come quelli di Viktor Bezhani (Tolosa), David Ozek (ex Fenerbahce) e chissà che non ritorni di moda anche Ramon Planes anche se sembra molto fredda la pista che porterebbe al ds spagnolo. Va inoltre ricordato come Kirovski, che lavora per Milan Futuro, non potrebbe ricoprire in via ufficiale la carica di ds in quanto sprovvisto del patentino rilasciato dal settore tecnico della Figc.
Gerry Cardinale sotto pressione: il Milan è ancora senza una dirigenza completa
Cardinale aveva detto che in 7-10 giorni avrebbe risolto tutto e messo la macchina in moto. La realtà dei fatti è che siamo a quasi un mese dall’azzeramento della vecchia dirigenza e area tecnica, con l’unica casella ufficialmente occupata che risponde a quella dell’allenatore mentre per quanto concerne head of football e direttore sportivo, la caccia si è riaperta. Forse il fondatore di RedBird pensava che sarebbe stato più facile. Ha scoperto che non lo è e questo, di certo, non sta facendo bene all’immagine del Milan, che ieri è uscito dal regime di settlement agreement grazie al lavoro svolto da Giorgio Furlani.
