"Pronto, sono Amorim": il piano per salvare Rabiot e gli altri big del Milan

Ha iniziato il giro di chiamate per presentarsi e presentare il suo progetto ai giocatori molto disorientati da quanto accaduto

Oggi il garante non può che essere lui. Certo, i risultati tutt’altro che positivi al Manchester United hanno in parte macchiato quell’alone di predestinato che si era costruito sulla panchina dello Sporting Lisbona, però oggi Ruben Amorim non può che rappresentare l’ancora a cui si possono aggrappare non solo i tifosi del Milan, esasperati da settimane, ma anche gli stessi giocatori. Al momento, infatti, chi fa parte della rosa del Milan non ha più referenti diretti con cui relazionarsi, come potevano esserlo Tare e in parte gli stessi Furlani e Moncada. Ci sarebbe Ibrahimovic, che però oltre non far parte ufficialmente dell’organigramma del club e non occupandosi - così narrano i bene informati... - direttamente della squadra, è impegnato al Mondiale con Fox Sports. Difficile pensare che fra un intervento in video, un’intervista e qualche spot, trovi anche il tempo per aggiornare i giocatori rossoneri sullo stato dell’arte. E dunque, chi può essere ora il personaggio di riferimento per i calciatori del Milan se non Amorim? 

Amorim sonda il Milan 

Martedì il portoghese è stato ufficializzato come allenatore del Diavolo, quando verranno definitivi i nuovi dirigenti probabilmente arriverà a Milano per prendere visione delle strutture, anche se già ora sta facendo delle call con i dirigenti rimasti a Casa Milan per organizzare il lavoro. Parallelamente Amorim comincerà a sentire tutti i giocatori della rosa per presentarsi - con qualcuno lo ha già fatto -, spiegare il suo progetto e capire le idee degli stessi calciatori. Se rimarranno. Perché questo oggi è un punto focale. Tanti elementi del Milan sono in uscita, alcuni perché ritengono concluso il loro ciclo. Fra questi ovviamente Leao che a più riprese ha dichiarato di voler provare una nuova esperienza.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Milan

Modric deluso: qual è il tuo futuro?

Difficilmente Amorim si batterà per convincerlo a restare, anche perché Leao non sembra avere le caratteristiche e lo spirito giusto per adattarsi al suo calcio. Piuttosto Amorim dovrà spendersi con quei big indecisi sul da farsi, spiazzati da quanto accaduto a fine maggio o attratti dalla possibilità di giocare la Champions in altri lidi. Come Modric: era legato a Tare e Allegri e non aver centrato la Champions lo ha amareggiato. Ora è impegnato al Mondiale, poi dovrà decidere se smettere - al Real Madrid lo aspettano per un ruolo dirigenziale o nello staff di Mourinho - o magari continuare ancora per un anno: al Milan? Difficile, sempre che Amorim non lo convinca, anche se viene da chiedersi se il croato, campione straordinario, sia a 41 anni (il 9 settembre) un giocatore funzionale al gioco del portoghese.

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Milan, tre big in bilico: la situazione

Per quanto concerne i big che Amorim cercherà di salvare, sono tre i profili in prima fila: Rabiot, Maignan e Pavlovic. Inutile sottolineare come il centrocampista sia arrivato in rossonero su spinta di Allegri, tant'è che se fosse per lui lo raggiungerebbe anche a Napoli. Il Milan potrebbe anche non trattenerlo, ma servirà un'offerta importante (15-20 milioni?). Tecnicamente Rabiot potrebbe non essere il mediano ideale di Amorim, ma ha una tale caratura internazionale che sarebbe ovviamente ancora un titolarissimo. Capitan Maignan con Allegri - e il preparatore Filippi - è tornato a grandi livelli e ha rinnovato il contratto, però vorrebbe giocare la Champions. Un anno fa fu proprio Allegri a stopparne la partenza verso il Chelsea, oggi ci riuscirà Amorim? Il francese, per abilità con i piedi, è perfetto per gli schemi del tecnico. Infine Pavlovic: lui a Milano sta bene, è reduce da un'ottima annata che lo ha fatto finire sul taccuino di diverse squadre. Il Milan senza Champions potrebbe aver bisogno di cedere un big per fare cassa e alimentare un mercato in entrata che dovrà essere sostanzioso numericamente. Amorim, più che Pavlovic, convincerà il club a tenerlo? 

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Oggi il garante non può che essere lui. Certo, i risultati tutt’altro che positivi al Manchester United hanno in parte macchiato quell’alone di predestinato che si era costruito sulla panchina dello Sporting Lisbona, però oggi Ruben Amorim non può che rappresentare l’ancora a cui si possono aggrappare non solo i tifosi del Milan, esasperati da settimane, ma anche gli stessi giocatori. Al momento, infatti, chi fa parte della rosa del Milan non ha più referenti diretti con cui relazionarsi, come potevano esserlo Tare e in parte gli stessi Furlani e Moncada. Ci sarebbe Ibrahimovic, che però oltre non far parte ufficialmente dell’organigramma del club e non occupandosi - così narrano i bene informati... - direttamente della squadra, è impegnato al Mondiale con Fox Sports. Difficile pensare che fra un intervento in video, un’intervista e qualche spot, trovi anche il tempo per aggiornare i giocatori rossoneri sullo stato dell’arte. E dunque, chi può essere ora il personaggio di riferimento per i calciatori del Milan se non Amorim? 

Amorim sonda il Milan 

Martedì il portoghese è stato ufficializzato come allenatore del Diavolo, quando verranno definitivi i nuovi dirigenti probabilmente arriverà a Milano per prendere visione delle strutture, anche se già ora sta facendo delle call con i dirigenti rimasti a Casa Milan per organizzare il lavoro. Parallelamente Amorim comincerà a sentire tutti i giocatori della rosa per presentarsi - con qualcuno lo ha già fatto -, spiegare il suo progetto e capire le idee degli stessi calciatori. Se rimarranno. Perché questo oggi è un punto focale. Tanti elementi del Milan sono in uscita, alcuni perché ritengono concluso il loro ciclo. Fra questi ovviamente Leao che a più riprese ha dichiarato di voler provare una nuova esperienza.

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