Modric via, Jashari prossimo regista Milan: la nuova vita con Amorim

Un anno fa Tare aveva scommesso sul decollo dello svizzero in rossonero: l’operazione costò 39 milioni

MILANO - Occhio al secondo anno in rossonero di Ardon Jashari. Igli Tare, quasi un anno fa, ci aveva scommesso in maniera importante ed è tutt’ora convinto che potrà diventare un grande calciatore. Sulla sua strada, però, ha trovato un Massimiliano Allegri che non ha mai messo lo svizzero nelle reali condizioni di potersi esprimere nei suoi ruoli prediletti. Fu lo stesso Allegri, in una conferenza, a dire che avrebbe visto bene Jashari in un centrocampo a due, che è proprio la porzione di campo in cui è esploso al Bruges. Ruben Amorim, nel disegnare sulla sua lavagna digitale la bozza del suo primo Milan, ha messo proprio Jashari nei due di centrocampo del suo 3-4-2-1, con accanto Adrien Rabiot. Una coppia di mancini atipica, ma che potrebbe funzionare con Jashari nelle vesti di regista della squadra.

Il ruolo di Jashari nel Milan di Amorim e il possibile dopo Modric

Un ruolo che lui gradirebbe molto, con un’interpretazione moderna e non canonica delle mansioni. In sostanza, sarebbe un costruttore di gioco dinamico e con licenza di potersi inserire in area di rigore avversaria. Ecco che ci si trova davanti, almeno in teoria, al dopo Luka Modric, che è sempre più lontano dal rimanere al Milan attivando la clausola a suo favore per estendere di un altro anno il contratto. Jashari, al secondo anno di Milan, sarà chiamato a riprendere in mano il suo processo evolutivo, dopo una prima stagione complicata, caratterizzata dal grave infortunio di fine agosto 2025, quando riportò la frattura composta del perone destro dopo uno scontro di gioco, in allenamento, con Santiago Gimenez prima della trasferta di Lecce. La riabilitazione, il ritorno in forma e un Milan che aveva trovato il suo equilibrio con Fofana, Modric e Rabiot.

 

 

Come cambierà il Milan con Amorim: Jashari al centro del progetto

Il dopo Mondiale, di conseguenza, sarà un periodo di ferie ma anche di apprendimento. Amorim – che in questi giorni sta visionando un numero importante di partite del Milan della passata stagione – pensa che Jashari possa diventare un giocatore importante per il suo stile di gioco, che dovrebbe prevedere un Milan con un baricentro più alto, una maggiore aggressività e una capacità pressoché immediata di ribaltare il fronte offensivo. Cose che con Allegri, nell’ultimo campionato, si sono viste raramente visto che il dogma del prossimo allenatore del Napoli era quello di non prendere rischi, per poi provare a vincere la partita negli ultimi 20 minuti. In un centrocampo che vive di porte girevoli, con Youssouf Fofana e Ruban Loftus-Cheek nell’elenco dei calciatori che possono partire, con Samuele Ricci che dovrà riconquistare più spazio con la prospettiva – momentanea – di partire dietro a Jashari e con Adrien Rabiot che ancora non si è espresso, ecco che il nome di Jashari appare uno di quelli più solidi, pur se arriverà dopo rispetto ad altri giocatori che potranno iniziare a lavorare fin dal 13 luglio con Amorim (compreso quel Christian Comotto che punta a rimanere in rossonero).

Ardon Jashari tra Svizzera e Milan: l’estate della ripartenza

Per il momento, la sua Coppa del Mondo è una sorta di viaggio-premio visto che ha giocato solo un minuto, nel pareggio della Svizzera contro il Qatar. Vedremo se, dopodomani contro il Canada, troverà maggior minutaggio all’interno delle scelte del commissario tecnico Murat Yakin, che nonostante una stagione in chiaroscuro al Milan, ha deciso di portarlo nei 26 convocati della Svizzera. L’estate del 2026 sarà quella della doverosa ripartenza di Ardon Jashari, che ha sulle spalle anche il “peso” di quei 38 milioni complessivi che il Milan ha investito su di lui un’estate fa. Amorim ci crede, poi spetterà anche al ragazzo rendere.

 

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