NAPOLI - Fine primo round, pugili all’angolo. Da un lato Antonio Conte, tornato alla base dopo la settimana di riposo concordata con la società, dall’altro il Napoli bisognoso di cure per il primo posto salutato dopo ko di Bologna. Qual è stato l’impatto tra i guantoni incrociati ieri pomeriggio? Fase di studio, si dice in gergo pugilistico. Il confronto non è stato acceso, perché a Castelvolturno mancavano i nazionali. Il coach salentino sembra abbia evitato di riproporre le critiche già espresse pubblicamente al Dall’Ara: mancanza di cattiveria, di concentrazione e di personalità nei momenti chiave. Mai più “orticelli” da coltivare, gli obiettivi sono ancora tutti lì, a portata di mano, ma c’è bisogno di una sterzata netta ed immediata prima che “il morto” possa resuscitare.
De Laurentiis blinda Conte
De Laurentiis, intanto, ha blindato il tecnico come mai prima d’ora, gli ha dato pieni poteri e zero scadenze. Traduzione: se salta qualcuno, non sarà di certo l’allenatore. Oggi inizieranno a rientrare alcuni dei dieci calciatori impegnati con le Nazionali e giovedì il gruppo sarà al completo. Allora si terrà un nuovo confronto, più lungo e delicato: zero sconti, zero diplomazia e ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità. Intanto al centro tecnico i partenopei hanno svolto una prima parte di lavoro fisico e poi una seduta tecnico-tattica. Conte, con il suo staff, sta valutando anche un cambio-modulo. Le assenze pesano e la coperta a centrocampo è corta: Anguissa e De Bruyne resteranno fuori almeno fino a febbraio e Gilmour non ha ancora recuperato al 100% dall’affaticamento muscolare. Restano McTominay, Lobotka, Elmas ed il giovane Vergara per tre posti. La mediana è stata il motore dei partenopei: 18 dei 20 gol sono arrivati dai centrocampisti (il 90%), ma il 55% di queste reti (11 su 20) le hanno firmate Anguissa e De Bruyne. Bisognerà trovare, quindi, i gol negli altri reparti.
