"A Napoli troppi falliti a spargere veleno": Conte, addio con rabbia e risposta a De Laurentiis

Il tecnico lascia il club partenopeo: "In Nazionale? Guardiola, se possono". Il presidente: "Ho detto ad Antonio che qui ci sono dei limiti e il governo non fa nulla per il calcio"

NAPOLI - Fuga dopo la vittoria. Il Napoli batte l’Udinese (1-0) conquista aritmeticamente il 2° posto ed il suo allenatore decide di lasciare la panchina nonostante abbia il contratto ancora per un anno. «Un mese fa ho chiamato il presidente e gli ho detto di aver percepito che il mio percorso al Napoli stava per terminare», vuota il sacco Antonio Conte, lo fa in una conferenza stampa piena di livore e accuse lanciate al vento nei confronti di un “ambiente” che non lo avrebbe osannato anche quando il Napoli campione d’Italia e rinforzato da investimenti pari a 240 milioni, a febbraio era già fuori da tutto, campionato, Coppa Italia, ma soprattutto la Champions dalla quale gli azzurri sono stati estromessi al termine della Phase League con un mortificante 30° posto su 36 partecipanti. «A Napoli ho fallito solo in una cosa - ha aggiunto - non sono riuscito a portare compattezza in un ambiente dove c’è chi sparge veleno ed è un fallito, Napoli ha bisogno di gente seria, questi dovrebbero allontanarsi da Napoli, perchè sono nocivi. In 2 anni ho messo la faccia su tutto e da parte mia ho la soddisfazione di aver allenato Napoli. Ringrazio ancora De Laurentiis».

Conte contro l’ambiente Napoli: accuse, infortuni e tensioni

L’ormai ex allenatore del Napoli, quello abile a riconquistare lo scudetto partendo dal 10° posto con la squadra che aveva già vinto il tricolore con Spalletti in panchina, ha ricevuto il bagno di folla dello stadio Maradona che lo ha salutato con il calore e l’affetto che solo il pubblico partenopeo riesce a dare, eppure non gli è bastato per essere felice. Ha preferito scappare dai problemi - molti insuperabili - che si sono creati in questa stagione nel corso della quale il Napoli partiva per rivincere lo scudetto. Particolare che lo stesso presidente De Laurentiis, presente in conferenza stampa al suo fianco, gli ha ribadito. «Se non avessimo avuto tutti questi infortuni, avremmo rivinto lo Scudetto», ha esclamato il patron.

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"Solo io so..."

Ma Conte, per evitare che si entrasse nel dettaglio di quelle problematiche fisiche, inspiegabili e condizionanti, ha negato questa possibilità: «Non sono d’accordo, perchè l’Inter ha fatto un grande campionato e gli infortuni ci hanno compattato. Qui ho trovato un gruppo traumatizzato e solo io so cosa ho dovuto fare per riprenderlo. Ringrazio ancora De Laurentiis che mi ha detto: se ci ripensi, io sono a tua disposizione, il Napoli è casa tua». La tematica degli infortuni, purtroppo racconta di altri 2 calciatori che ieri hanno dovuto fermarsi per noie muscolari, Alisson Santos e Lobotka. Il numero complessivo dei calciatori ko è salito a 47, 36 dei quali per guai muscolari. Avendo il Napoli giocato 50 partite quest’anno, parliamo di quasi un infortunato a gara. Conte ha ribadito che la ragione per la quale ha deciso di stracciare il contratto è solo ambientale, usando anche termini offensivi verso obiettivi che ha tenuto anonimi e non per il ritorno del Napoli ad una gestione più oculata rispetto alle spese pazze degli ultimi 2 anni. Eppure il presidente è stato chiaro in conferenza stampa: «Il Napoli non può essere come il Psg o il Barcellona, noi dobbiamo rispettare determinati budget, non possiamo andare oltre».

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De Laurentiis, le parole sul futuro

Possibile che a Conte questo messaggio non sia stato recapitato? Ci si chiede adesso chi sarà il futuro allenatore del Napoli. De Laurentiis prende tempo: «Chiunque sarà il prossimo tecnico, potrà disporre di una squadra già competitiva». Conte resterà alla finestra e vedrà cosa gli prospetterà il futuro. Si vocifera di un suo possibile ritorno sulla panchina della Nazionale, lui glissa: «Sono solo chiacchiere, visto che non c’è ancora un presidente federale. La mia domanda è un’altra: è pronta la Federcalcio ad avere un top allenatore, visto che sento parlare di Guardiola? Ci sono i fondi per prenderlo?». Chi resterà in panchina, invece, è Runjaic, confermato dall’Udinese e già pronto a lavorare su di un gruppo che potrebbe perdere i pezzi migliori come Davis ed Atta. Quest’ultimo ieri non ha brillato ma continua ad essere nel mirino del Napoli.

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NAPOLI - Fuga dopo la vittoria. Il Napoli batte l’Udinese (1-0) conquista aritmeticamente il 2° posto ed il suo allenatore decide di lasciare la panchina nonostante abbia il contratto ancora per un anno. «Un mese fa ho chiamato il presidente e gli ho detto di aver percepito che il mio percorso al Napoli stava per terminare», vuota il sacco Antonio Conte, lo fa in una conferenza stampa piena di livore e accuse lanciate al vento nei confronti di un “ambiente” che non lo avrebbe osannato anche quando il Napoli campione d’Italia e rinforzato da investimenti pari a 240 milioni, a febbraio era già fuori da tutto, campionato, Coppa Italia, ma soprattutto la Champions dalla quale gli azzurri sono stati estromessi al termine della Phase League con un mortificante 30° posto su 36 partecipanti. «A Napoli ho fallito solo in una cosa - ha aggiunto - non sono riuscito a portare compattezza in un ambiente dove c’è chi sparge veleno ed è un fallito, Napoli ha bisogno di gente seria, questi dovrebbero allontanarsi da Napoli, perchè sono nocivi. In 2 anni ho messo la faccia su tutto e da parte mia ho la soddisfazione di aver allenato Napoli. Ringrazio ancora De Laurentiis».

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L’ormai ex allenatore del Napoli, quello abile a riconquistare lo scudetto partendo dal 10° posto con la squadra che aveva già vinto il tricolore con Spalletti in panchina, ha ricevuto il bagno di folla dello stadio Maradona che lo ha salutato con il calore e l’affetto che solo il pubblico partenopeo riesce a dare, eppure non gli è bastato per essere felice. Ha preferito scappare dai problemi - molti insuperabili - che si sono creati in questa stagione nel corso della quale il Napoli partiva per rivincere lo scudetto. Particolare che lo stesso presidente De Laurentiis, presente in conferenza stampa al suo fianco, gli ha ribadito. «Se non avessimo avuto tutti questi infortuni, avremmo rivinto lo Scudetto», ha esclamato il patron.

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