Toro, il bilancio in rosso
Sesto bilancio di fila chiuso in rosso. "Da anni il Torino ha un bilancio in passivo: è come possedere un appartamento dove gli affitti sono inferiori ai costi. Ma il problema più grande, a mio parere, non è la perdita annuale che può materializzarsi, come è successo nel 2023, a quota 9,6 milioni. Le perdite sono comuni a quasi tutte le società di Serie A, come se il nostro appartamento fosse in una zona degradata dove tutti gli appartamenti rendono poco. Il difetto per me fondamentale che emerge è che non c’è niente che genera cassa. Non vedo nulla nel bilancio che mi faccia dire: il Torino sta generando redditi, sta creando ricchezza. Dal punto di vista economico il Torino non produce utili. Volendo dividere le attività in tre reparti (gli eventi sportivi, la gestione del parco calciatori e i diritti tv), si ottengono risultati non entusiasmanti. Stipendi e ammortamenti affossano la gestione del reparto calciatori e si mangiano abbondantemente i ricavi dalle televisioni. Per intenderci: con gli stessi risultati sportivi, se il Toro giocasse in Inghilterra avrebbe tra i 40 e i 100 milioni di utili. Sarebbe lo stesso appartamento, ma in una bella zona della città. Questo è il danno creato anche dalla suddivisione dei diritti sportivi decisa in Italia, che resta ancora molto sperequata. In ogni caso, adesso vado ad analizzare il patrimonio, seguendo sempre il mio filo logico di partenza: per rispondere a quella sua domanda sul possibile valore di mercato del Torino".
Fa in fretta a valutare il patrimonio, professore: il Torino ha una sede in affitto, ha uno stadio in affitto, ha il Filadelfia in affitto, ha in concessione trentennale la piccola area del Robaldo per gli allenamenti del vivaio che però è ancora un cantiere aperto… Insomma, il Torino è proprietario di poco o nulla, a parte ovviamente il parco giocatori e il marchio.
"Tornando alla metafora dell’appartamento che non rende con gli affitti, il nostro non è neppure un appartamento che ha al suo interno qualche elemento che lo faccia diventare di valore. Dal punto di vista patrimoniale, il Toro potrebbe valere circa 4 milioni, ovvero il suo patrimonio netto. Che tre anni fa, peraltro, era di 31 milioni. Il dato del reparto 'calciatori' non tiene conto del prezzo di mercato dei giocatori. Oggi… che non abbiamo più Buongiorno e Bellanova, venduti in questo 2024… il noto sito Transfermarkt determina il valore della squadra in 172 milioni. Il che, al netto dell’impatto fiscale, porterebbe una plusvalenza di circa 75 milioni. Questo fa passare il valore possibile del Torino da 4 a 79 milioni. Chi li pagasse, però, dovrebbe credere di poter realizzare parte del valore del parco giocatori, migliorando allo stesso tempo i risultati sportivi ed economici: altrimenti le perdite annuali dovrebbero essere coperte erodendo il valore patrimoniale".
Proviamo a tradurre semplificando il più possibile: stando così le cose, l’ipotetico acquirente dovrebbe vendere ciclicamente qualche giocatore e realizzare belle plusvalenze per inseguire un equilibrio di bilancio. Il tutto, però, migliorando anche i risultati sportivi.
"Sì. Non avendo lo stadio di proprietà o altre fonti di ricavo regolari consistenti, è così. È poi interessante notare che il valore patrimoniale del Torino è tenuto in piedi dal valore del marchio, che è stato inserito in bilancio attraverso una rivalutazione nel 2020. Nel bilancio si legge: '…(tutti i marchi facenti capo alla Società)… contribuiscono all’identificabilità del marchio principale, rappresentando, in una diversa declinazione grafica, realizzata anche in concomitanza con particolari eventi o ricorrenze sportive, i simboli che evocano la storia che ha reso celebre la Società (per l’appunto, il toro rampante e il color granata) e che consentono ai consumatori/tifosi di riconoscersi in un comune ideale sportivo e di identificarsi nella propria squadra del cuore”' Direi che solo in una cosa il bilancio firmato da Urbano Cairo e il sentimento dei tifosi, però identificati nel documento anche come clienti, sono d’accordo: il toro rampante evoca la storia e fa sì che ci si riconosca in un com une ideale sportivo. Ma ora parliamo dei debiti".
