"Cairo vattene": Torino, la protesta dei tifosi continua anche nella notte

Il 3-0 subito contro l'Atalanta ha accentuato ancor di più i malumori del popolo granata, una spaccatura ormai insanabile con il presidente
"Cairo vattene": Torino, la protesta dei tifosi continua anche nella notte© ANSA

Il clima in casa Torino è diventato sempre più infuocato, con una tifoseria esasperata che ormai da tempo chiede un cambiamento ai vertici della società. La giornata di domenica ha rappresentato un punto di rottura definitivo tra Urbano Cairo e una larga parte del popolo granata. La pesante sconfitta casalinga per 3-0 contro l’Atalanta è stata solo la miccia di un malcontento che cova da anni, alimentato da delusioni sportive, mancate ambizioni e scarsa comunicazione con l’ambiente. La contestazione, annunciata da giorni, ha avuto un seguito massiccio e organizzato, culminando in una manifestazione con oltre cinquemila partecipanti. Tuttavia, la protesta non si è fermata al pre-partita: nella notte, la città si è svegliata con striscioni di forte denuncia in luoghi simbolici. Un’escalation di rabbia che sintetizza una spaccatura ormai profonda tra la società e la sua base storica. Per i tifosi, il ciclo di Cairo è finito e l’unica via d’uscita è la cessione del club.

La città si ribella nella notte

A poche ore dalla deludente sconfitta con l’Atalanta, la protesta dei tifosi granata si è estesa anche alle vie e alle piazze di Torino. Nella notte, infatti, sono comparsi numerosi striscioni recanti lo stesso, inequivocabile messaggio: “Cairo vattene”. Le scritte, affisse in punti strategici e simbolici della città, hanno colpito luoghi storici come la chiesa della Gran Madre, Palazzo Nuovo – cuore universitario delle facoltà umanistiche – e piazza CLN, centro nevralgico della vita notturna torinese. Altri striscioni sono apparsi anche lungo corso Unità d’Italia, uno degli assi principali della città, a testimoniare quanto la protesta si stia radicando non solo nel tifo organizzato ma anche nel sentire comune della piazza granata. Si tratta dell’ennesimo atto di una contestazione che ha superato i confini dello stadio per diventare un fenomeno urbano e identitario. I tifosi chiedono a gran voce un cambio di proprietà, ritenendo Cairo inadatto a guidare il club verso nuovi traguardi. Il gesto notturno vuole essere anche una forma di pressione mediatica, mostrando che la protesta non è destinata a spegnersi.

5.000 tifosi in corteo contro Cairo

Il malcontento non è esploso all’improvviso: la manifestazione contro il presidente del Torino era stata ampiamente annunciata nei giorni precedenti sui canali social dei gruppi organizzati. La mobilitazione è partita ieri mattina nei pressi dello Stadio Filadelfia, luogo storico e simbolico del tifo granata. I primi manifestanti hanno cominciato a radunarsi intorno alle 10 del mattino, e con il passare delle ore il numero è cresciuto fino a raggiungere oltre 5.000 persone. Intorno alle 12:30, il corteo ha preso vita, dirigendosi a passo deciso verso lo Stadio Olimpico Grande Torino. Cori, fischi, tamburi, bandiere e striscioni hanno caratterizzato una protesta colorata ma fortemente polemica. Uno degli striscioni più duri recitava: “Dopo Superga la sciagura peggiore, vattene millantatore – una frase che richiama un dolore storico per la tifoseria, per sottolineare quanto l’attuale gestione sia ritenuta dannosa. Il corteo è stato pacifico, ma molto partecipato, a conferma del clima rovente che si respira in città e dello scollamento sempre più netto tra il club e la sua gente.

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