Paleari orgoglio Toro: "Conceicao la mia parata preferita, quella che l'arbitro non ha visto"

L'eroe del derby: «Mi riempie d’orgoglio vedere un difensore che si rialza, mi guarda e sorride dopo un intervento in scivolata: così mi esalto ancora di più»
Paleari orgoglio Toro: "Conceicao la mia parata preferita, quella che l'arbitro non ha visto"© LAPRESSE

Forse non se lo aspettava neppure lui, ma certamente lo sperava: Alberto Paleari nelle ultime settimane è diventato l’uomo copertina del Torino. Con le sue parate ha dato un contributo fondamentale alla serie di sei risultati utili consecutivi in corso, risultando anche spesso uno dei migliori in campo, come accaduto pure nell’ultimo turno di campionato, nel derby contro la Juventus, quando è stato decisivo in almeno tre occasioni. «La mia parata preferita è quella su Conceiçao che l’arbitro non ha visto e non ha assegnato l’angolo. Per tutta la settimana noi portieri avevamo studiato i movimenti del portoghese per capire se, quando rientrava, crossava o calciava: poi in partita si è verificata proprio una di quelle situazioni che avevamo preparato e ho parato. Mi è rimasta dentro», ha raccontato il portiere ai microfoni di Dazn.

Non è stata però solamente la sua prestazione ad averlo reso orgoglioso nel derby, ma anche l’atteggiamento dei compagni: «Mi fa godere vedere quando un difensore si rialza dopo una scivolata e mi guarda sorridendo, è un qualcosa che mi riempie d’orgoglio e mi fa dare ancora di più. Contro la Juve abbiamo cercato di tenere il derby aperto fino ai minuti finali per poi cercare di vincere», ha poi aggiunto. 

Paleari: "La maglia del Toro trasmette senso di appartenenza"

Riguardo al momento che sta vivendo, Paelari ha rivelato: «Quella del Toro è una maglia pesante che trasmette un grande senso di apparenza. In questi anni ho lavorato tanto per imparare a gestire le emozioni e ora sono più sereno. Poi sentire i tifosi che ti acclamano è bello, dà quella carica in più. Il pubblico qui è contento se vede un calciatore che non molla mai, io nella mia carriera l’ho sempre fatto e vedere ora che i tifosi lo apprezzano vuol dire tanto per me, è bello sentire che mi spingono». Parlando sempre del rapporto con la piazza, il portiere ha anche aggiunto: «Torino è un posto fantastico dove vivere, è elegante ma non è una città snob. E poi il pubblico non è invadente, ti accoglie, ti fa sentire la propria presenza in maniera sana, è davvero molto piacevole starci». 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Torino

"Sconfitta con l'Inter ci ha aiutato"

Il Torino, come detto in precedenza, nelle ultime sei giornate è riuscito a inanellare una serie di sei risultati utili consecutivi, ma l’inizio di campionato non è stato certo positivo: alla prima giornata è arrivata la pesante sconfitta per 5-0 sul campo dell’Inter. «Quello è stato un risultato che ha fatto tanto rumore - ha aggiunto Paleari -, ma devo dire che è stata una sconfitta che ci ha aiutato. Nello spogliatoio ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che avremmo dovuto dare di più, spingere maggiormente. Abbiamo capito quali sono gli errori che abbiamo commesso». Un ruolo fondamentale nella crescita avuta dal Torino lo ha ovviamente anche Marco Baroni: «Ci fa stare tutti sul pezzo, anche nelle partite più difficili è riuscito a mantenere la calma responsabilizzandoci. Da un allenatore come Baroni posso imparare tanto, soprattutto per come gestisce i momenti e i giocatori che hanno meno spazio. Lui dice che non vuole creare gerarchie e mantenere tutti sullo stesso livello».

Paleari su Simeone

Ma anche se le gerarchie non ci sono, c’è chi, grazie al lavoro in allenamento e in partita, può essere considerato un titolare del Toro: parliamo di Giovanni Simeone. «È un giocatore di altissimo livello che ha calcato palcoscenici importanti. Al Toro ha portato fame e la voglia di essere precisi e puntigliosi anche in allenamento. È un vero leader, arriva sempre prima al campo ed è un esempio per i più giovani», ha continuato il portiere. Il Cholito non sarà però in campo contro il Como a causa di un problema muscolare. «Il Como ha grande qualità, alcuni giocatori come Vojvoda li conosciamo bene. È una squadra che gioca cercando di imporre il proprio ritmo alla partita, ma dovremmo essere bravi a sfruttare le loro criticità», ha infine concluso Paleari

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Forse non se lo aspettava neppure lui, ma certamente lo sperava: Alberto Paleari nelle ultime settimane è diventato l’uomo copertina del Torino. Con le sue parate ha dato un contributo fondamentale alla serie di sei risultati utili consecutivi in corso, risultando anche spesso uno dei migliori in campo, come accaduto pure nell’ultimo turno di campionato, nel derby contro la Juventus, quando è stato decisivo in almeno tre occasioni. «La mia parata preferita è quella su Conceiçao che l’arbitro non ha visto e non ha assegnato l’angolo. Per tutta la settimana noi portieri avevamo studiato i movimenti del portoghese per capire se, quando rientrava, crossava o calciava: poi in partita si è verificata proprio una di quelle situazioni che avevamo preparato e ho parato. Mi è rimasta dentro», ha raccontato il portiere ai microfoni di Dazn.

Non è stata però solamente la sua prestazione ad averlo reso orgoglioso nel derby, ma anche l’atteggiamento dei compagni: «Mi fa godere vedere quando un difensore si rialza dopo una scivolata e mi guarda sorridendo, è un qualcosa che mi riempie d’orgoglio e mi fa dare ancora di più. Contro la Juve abbiamo cercato di tenere il derby aperto fino ai minuti finali per poi cercare di vincere», ha poi aggiunto. 

Paleari: "La maglia del Toro trasmette senso di appartenenza"

Riguardo al momento che sta vivendo, Paelari ha rivelato: «Quella del Toro è una maglia pesante che trasmette un grande senso di apparenza. In questi anni ho lavorato tanto per imparare a gestire le emozioni e ora sono più sereno. Poi sentire i tifosi che ti acclamano è bello, dà quella carica in più. Il pubblico qui è contento se vede un calciatore che non molla mai, io nella mia carriera l’ho sempre fatto e vedere ora che i tifosi lo apprezzano vuol dire tanto per me, è bello sentire che mi spingono». Parlando sempre del rapporto con la piazza, il portiere ha anche aggiunto: «Torino è un posto fantastico dove vivere, è elegante ma non è una città snob. E poi il pubblico non è invadente, ti accoglie, ti fa sentire la propria presenza in maniera sana, è davvero molto piacevole starci». 

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