Toro in vendita, London calling: il ruolo di Lloyds Bank, la mossa Fassone, il diktat di Cairo

Va di moda il Granata nella City: viaggio in una trattativa embrionale ma con basi concrete

Il Toro va di moda nella City. Da qualche settimana, nel cuore di Londra, si parla sempre più spesso del club granata. Tanto che il dossier relativo alla società starebbe destando parecchio interesse tra coloro che progettano investimenti nel settore sportivo. Le grandi manovre sarebbero in tal senso già iniziate. Destinazione Italia dove le società vengono rilevate a prezzi tutto sommato abbordabili. Soprattutto se paragonati alle ingenti cifre che servono, per esempio, per acquistare una formazione di Premier League.

Possibile acquisizione del Torino: ruolo di Lloyds Bank e investitori

Ma quella è un’altra storia: torniamo al Toro sul quale si sarebbero posati gli occhi di chi vuole sbarcare nel nostro calcio. Con il possibile coinvolgimento anche di un colosso come Lloyds Bank a fungere da garante. È da capire ancora in che ruolo l’istituto di credito inglese possa supportare un’eventuale operazione. Ci sarà tempo e modo per approfondire la questione. Tempo al tempo e un passo alla volta. Intanto però la pratica sarebbe già stata avviata. Anche perché i possibili acquirenti starebbero studiando la proposta da strutturare entro la fine del campionato. Giusto in tempo per poter poi a quel punto - qualora le trattative entrassero nel vivo portando al closing - partecipare attivamente con Cairo alla costruzione della rosa per la prossima stagione. Un po’ come accaduto a molti altri club nostrani negli ultimi anni prima che si arrivasse al signing.

Il diktat Cairo per la cessione Toro

Naturalmente siamo ancora in fase embrionale. All’interesse va sommato presto la discesa in campo. Solo allora la partita verrà ufficialmente aperta. La base di partenza però appare concreta. Una volontà, quella di sbarcare nel calcio italiano, che attrae molto e che potrebbe dar vita a un fondo composito quale acquirente per il Torino. A maggior ragione alla luce delle recenti dichiarazioni del presidente Urbano Cairo, che ancora nelle ultime settimane ha pubblicamente svelato come sia disposto ad ascoltare possibili proposte per la cessione della società. Un’apertura a fronte di proposte solide e concrete, questo il diktat cairota e ci mancherebbe. Per la serie: bisogna lasciare il Toro in buone mani. Ecco perché sarebbe stato coinvolto in queste settimane anche un importante studio legale italiano, che avrebbe il compito di preparare e redigere la proposta da sottoporre all’imprenditore alessandrino.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Torino

Le cose vanno fatte per bene. Insomma, astenersi perditempo. Motivo per cui il possibile advisor e punto di riferimento sarebbe un dirigente di lungo corso in Serie A e con un curriculum rispettabilissimo visti i nobili trascorsi nella fila di Juve, Napoli, Inter e Milan. Quel Marco Fassone che desidererebbe rientrare in pista nel nostro calcio. Col Toro che potrebbe rappresentare l’occasione giusta e in tal senso si starebbe già dando da fare da inizio anno. Sottotraccia e lontano dai riflettori, per individuare e coinvolgere i finanziatori in grado di far alzare il livello al club granata. Quello che si è sempre auspicato Cairo in caso di passaggio di testimone e quello che sognano da tempo pure i tifosi granata, stanchi ed esausti dalle ultime stagioni anonime.

Valutazione del Torino e scenari futuri: investitori pronti all’offerta

Secondo quanto filtrerebbe da Londra la base d’acquisto per rilevare il Torino ammonterebbe intorno ai 200 milioni. Mica pochi e già questo - se vogliamo - sarebbe un segnale di solidità del gruppo interessato ai granata. Difficile che chi effettuerebbe un investimento del genere (le cifre relative alla valutazione della società sarebbero però ancora da negoziare, ndr), poi non sia in grado di operare altrettanti investimenti per far decollare verso l’alto la squadra. Ecco perché potrebbe all’interno del fondo composito esserci pure il coinvolgimento di investitori statunitensi, dove da sempre vantano un debole per il nostro calcio. Lavori in corso. Qualcosa però si starebbe già muovendo. Contatti avviati. Primi vagiti volti ad orchestrare una proposta dettagliata e strutturata da mettere poi sul tavolo di Cairo, che si è detto pronto ad ascoltare offerte concrete. Vedremo a quel punto come si regolerà e se aprirà la porta alla vendita del Toro. London calling…

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Torino

Il Toro va di moda nella City. Da qualche settimana, nel cuore di Londra, si parla sempre più spesso del club granata. Tanto che il dossier relativo alla società starebbe destando parecchio interesse tra coloro che progettano investimenti nel settore sportivo. Le grandi manovre sarebbero in tal senso già iniziate. Destinazione Italia dove le società vengono rilevate a prezzi tutto sommato abbordabili. Soprattutto se paragonati alle ingenti cifre che servono, per esempio, per acquistare una formazione di Premier League.

Possibile acquisizione del Torino: ruolo di Lloyds Bank e investitori

Ma quella è un’altra storia: torniamo al Toro sul quale si sarebbero posati gli occhi di chi vuole sbarcare nel nostro calcio. Con il possibile coinvolgimento anche di un colosso come Lloyds Bank a fungere da garante. È da capire ancora in che ruolo l’istituto di credito inglese possa supportare un’eventuale operazione. Ci sarà tempo e modo per approfondire la questione. Tempo al tempo e un passo alla volta. Intanto però la pratica sarebbe già stata avviata. Anche perché i possibili acquirenti starebbero studiando la proposta da strutturare entro la fine del campionato. Giusto in tempo per poter poi a quel punto - qualora le trattative entrassero nel vivo portando al closing - partecipare attivamente con Cairo alla costruzione della rosa per la prossima stagione. Un po’ come accaduto a molti altri club nostrani negli ultimi anni prima che si arrivasse al signing.

Il diktat Cairo per la cessione Toro

Naturalmente siamo ancora in fase embrionale. All’interesse va sommato presto la discesa in campo. Solo allora la partita verrà ufficialmente aperta. La base di partenza però appare concreta. Una volontà, quella di sbarcare nel calcio italiano, che attrae molto e che potrebbe dar vita a un fondo composito quale acquirente per il Torino. A maggior ragione alla luce delle recenti dichiarazioni del presidente Urbano Cairo, che ancora nelle ultime settimane ha pubblicamente svelato come sia disposto ad ascoltare possibili proposte per la cessione della società. Un’apertura a fronte di proposte solide e concrete, questo il diktat cairota e ci mancherebbe. Per la serie: bisogna lasciare il Toro in buone mani. Ecco perché sarebbe stato coinvolto in queste settimane anche un importante studio legale italiano, che avrebbe il compito di preparare e redigere la proposta da sottoporre all’imprenditore alessandrino.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Torino
1
Toro in vendita, London calling: il ruolo di Lloyds Bank, la mossa Fassone, il diktat di Cairo
2
Valutazione del Torino e scenari futuri: investitori pronti all’offerta