Cessione Torino: valutazioni, investitori e ruolo di Lloyds Bank
Il dossier riguardante la società granata, con tanto di conti e bilanci, è arrivato sia negli Stati Uniti che a Londra, con anche un colosso come Lloyds Bank che si sarebbe detto disposto a svolgere il ruolo di garante nell’eventuale operazione che porterebbe all’acquisizione della società da parte di investitori che si sarebbero detti interessati al Toro. Ma è ancora presto per parlare di una vera e propria trattativa, anche se hanno iniziato a circolare voci riguardo alle prime valutazioni economiche dell’operazione: 200 milioni circa. Un’offerta non è stata però ancora presentata, ma dovrebbe arrivare sulla scrivania di Cairo entro un paio di mesi.
Se saranno effettivamente 200 i milioni offerti o se saranno di meno (140 o 160) lo si vedrà quindi più avanti, quel che appare invece certo è che comunque la somma che potrà convincere il patron a passare la mano dovrà essere ben superiore a quell’ottantina di milioni che in questi anni ha versato.
Plusvalenze Torino: strategia di mercato e possibile svolta
Da quando il Toro è tornato in Serie A nel 2012, le varie sessioni di mercato sono state caratterizzate dalla ricerca di plusvalenze importanti con cui finanziare poi il mercato in entrate: le cessioni dei vari Cerci, Immobile, Darmian, Zappacosta, fino ai più recenti Bremer, Buongiorno, Ricci e Milinkovic Savic (ma l’elenco sarebbe molto più lungo) sono esempi di giocatori acquistati a poco e venduti a molto (e i soldi incassati dalle loro cessioni spesso sono stati reinvestiti solo in parte o malamente). La plusvalenza più importanti dell’era Cairo potrebbe però essere la prossima: proprio la cessione del Toro che prese a poco nel 2005 e con cui è cresciuto sempre più a livello imprenditoriale.