"A un passo dall'Inter, poi il baratro. Dissi di non volermi svegliare più": l'ex Toro shock

Il difensore non è più tornato in campo dopo il pesante infortunio. A distanza di anni torna a parlare raccontando integralmente il calvario che ancora vive

Perr Schuurs torna a parlare e si racconta senza filtri: l'infortunio, il corteggiamento del Crystal Palace e del Tottenham, il mancato passaggio ai nerazzurri quando era tutto praticamente fatto, la depressione e l'addio al Torino. Il difensore olandese si è soffermato sul periodo più difficile della sua vita, a seguito della rottura del legamento crociato anteriore sinistro di ormai quasi tre anni fa, che gli ha di fatto stroncato una carriera in rampa di lancio, dato che oggi è svincolato. 

L'infortunio 

È il 21 ottobre 2023, si gioca Torino-Inter. La partita termina 0-3 in favore dei nerazzurri, ma nella mente dei tifosi granata quella gara resta quella dell'inizio del calvario di Perr Schuurs, che si rompe accidentalmente il legamento crociato anteriore sinistro. L'infortunio è grave, ma niente lascia presagire che quell'episodio è di fatto il termine della carriera dell'olandese. Schuurs si opera alla clinica Toniolo di Bologna e la diagnosi iniziale è di nove mesi di riabilitazione. Tanto tempo certo, ma l'ex Ajax viene rassicurato che l'intervento è andato a buon fine, ma in realtà dopo poco tempo qualcosa va storto. La situazione presto precipita e Schuurs sarà costretto a tornare nuovamente sotto i ferri, vedendo i tempi di recupero dilatarsi. 

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Il baratro: da quattro settimane a quattro mesi

È lo stesso Schuurs a raccontare in un'intervista al Telegraaf come sia andata a seguito dell'operazione: "Dopo l'operazione a Bologna sembrava che fosse andato tutto bene, ma dopo una settimana ho avuto una reazione nella parte esterna del ginocchio. Morivo dal dolore. Invece di 4 settimane, ho camminato con le stampelle per 4 mesi. A quel punto sono scattati tutti i campanelli d’allarme. Rimaneva del liquido nella parte esterna dell’osso. Ho visto i migliori ortopedici di Inghilterra, Francia, Italia e Olanda. Ma la causa dei disturbi non è stata trovata. Il legamento crociato era stato sostituito e tutte le altre parti del ginocchio erano a posto. Tutti gli esperti dicevano all’unisono la stessa cosa: che l’operazione era stata eseguita bene. Mi hanno fatto risonanze magnetiche, TAC, scansioni 3D… Potevano semplicemente guardare dentro il mio ginocchio. Pensavo: ora devono trovarlo. Ma nemmeno allora sono riusciti a scoprire la causa".

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La seconda operazione e la depressione

"Mi hanno fatto un secondo intervento in artroscopia in cui hanno aggiunto un piccolo legamento, per garantire ancora più solidità e stabilità. Prima avevo chiesto se potessero controllare se ci fossero danni alla cartilagine. Ne avevo paura, perché la tua carriera può finire in un colpo solo. Fortunatamente non era così. Ma il dolore continuava". A quel punto qualcosa nell'olandese si rompe: "Ero passato dall’apice della mia carriera e dalla fase più bella della mia vita privata nel baratro più profondo, di cui non sapevo nemmeno l’esistenza. Il calcio è la mia vita; quando ti infortuni e finisci in una situazione senza via d’uscita, vieni lapidato mentalmente. Si manifestava con crisi di pianto e una rabbia enorme. Una sera, quando davvero non ce la facevo più, ho detto alla mia ragazza: dormi bene e spero di non svegliarmi più. Ma non ho mai pensato davvero di farla finita. Avrei preferito restare a letto, con le tende chiuse. Mi spaventava la persona che ero diventato: per due anni non sono stato me stesso. Ora sono già settimane che non provo dolore e mi sento sempre meglio. Voglio realizzare il ritorno più bello di sempre. Mi sto concentrando per essere al massimo della forma entro fine giugno. Poi cercherò una squadra. Quando ci penso, mi vengono le lacrime agli occhi. Dall’altra parte, però, fa male pensare che sia ancora solo un sogno".

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Toro: l'addio di Schuurs

Intoppi su intoppi e il recupero alla fine non arriva mai. Questo spinge il Torino a rescindere consensualmente il contratto del difensore, con Schuurs stesso a comunicarlo ai tifosi mediante un video. "Cari tifosi granata, quando ho firmato per il Torino nel 2022 mi è sembrato subito di tornare a casa. Il club, la città e soprattutto voi avete conquistato un posto nel mio cuore. L’infortunio di di ottobre 2023 ha cambiato tutto: è stato un periodo difficile, ma non ho mai mollato. Ogni giorno ho lottato per tornare, con un solo obiettivo: tornare più forte. Insieme al club, abbiamo deciso di separare temporaneamente le nostre strade, così da poter completare la mia riabilitazione nei Paesi Bassi. Questo non è un addio, è un arrivederci. Torino resta casa mia, e io continuerò a lottare per tornare. Grazie di tutto, sempre uno di voi. Sempre forza Toro".

Sul più bello

L'infortunio che ha posto fine alla carriera di Schuurs ha avuto un doppio impatto sul giocatore: a livello fisico, ma soprattutto a livello mentale, dato che è arrivato nel momento di apice dell'olandese. "Quell'estate avevo raggiunto un accordo con l’Inter per un contratto di cinque anni, ma il club non ha trovato un’intesa con il Torino. Anche Crystal Palace e Tottenham erano interessati e offrivano di più: 35 milioni contro i 30 dell’Inter, mentre il Torino ne chiedeva almeno 40. Si è creata una situazione di stallo. Tutto questo ha influito anche a livello mentale. Stavo male per non aver fatto il trasferimento, ero frustrato. E, in realtà, è ancora così". 

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Perr Schuurs torna a parlare e si racconta senza filtri: l'infortunio, il corteggiamento del Crystal Palace e del Tottenham, il mancato passaggio ai nerazzurri quando era tutto praticamente fatto, la depressione e l'addio al Torino. Il difensore olandese si è soffermato sul periodo più difficile della sua vita, a seguito della rottura del legamento crociato anteriore sinistro di ormai quasi tre anni fa, che gli ha di fatto stroncato una carriera in rampa di lancio, dato che oggi è svincolato. 

L'infortunio 

È il 21 ottobre 2023, si gioca Torino-Inter. La partita termina 0-3 in favore dei nerazzurri, ma nella mente dei tifosi granata quella gara resta quella dell'inizio del calvario di Perr Schuurs, che si rompe accidentalmente il legamento crociato anteriore sinistro. L'infortunio è grave, ma niente lascia presagire che quell'episodio è di fatto il termine della carriera dell'olandese. Schuurs si opera alla clinica Toniolo di Bologna e la diagnosi iniziale è di nove mesi di riabilitazione. Tanto tempo certo, ma l'ex