Toro, caos finito: Abate! Nuovo incontro e l’allenatore dice sì: contratto biennale

Si è finalmente conclusa la ricerca del tecnico che guiderà i granata nella prossima stagione: ma che fatica per convincere l’ex terzino... Le varie manovre di Petrachi per ingaggiare Aquilani avevano creato un solco: serviva un chiarimento tra ds e tecnico

TORINO - Un nuovo Abate per un ex papa. Un tempo pontefice acclamato (a inizio secolo...), Urbano (inteso come Cairo) è riuscito ad andare a dama, finalmente. E a trovare un allenatore. Sarà Abate, Ignazio Abate a guidare i granata, nella prossima stagione. Mai il presidente aveva ingaggiato un tecnico così giovane: Abate compirà 40 anni il 12 novembre. Sulla maglia, idealmente, potrà indossare il numero 19: tanti i tecnici di Cairo in 21 anni, in media uno a stagione e senza neanche considerare gli eterni ritorni alla De Biasi! «Abate è un bravo ragazzo, è sempre stato un giocatore molto serio, ora si sta dimostrando molto bravo anche come allenatore... Speriamo di non bruciare anche lui, come tanti altri prima. Non se lo meriterebbe proprio», leggevamo ieri sera in una chat di tifosi granata, anche tra mille e un ringraziamento a Roberto D’Aversa. Un commento già visto e sentito tante volte in questi giorni, d’altra parte: detto o scritto con parole simili moltiplicate al cubo, neanche al quadrato. D’altronde, come ripeteva Pasquale Bruno in questi ultimi giorni con sintesi efficace, «il vero problema del Torino è la sua gestione, non certo gli allenatori».

La scelta di Abate dopo il confronto tra Cairo e Petrachi

Cairo e il suo ds, Gianluca Petrachi, han fatto davvero fatica a trovarsi perfettamente d’accordo sulle scelte da compiere e a conquistare un sì. Basti dire che ieri, mentre Abate incontrava nuovamente il ds del Torino dopo il primo summit del 27 maggio, Ivan Juric sperava ancora di venir chiamato da Cairo, in extremis. Però il nuovo incontro organizzato da Petrachi con Abate ha avuto un esito positivo. Il ds è finalmente riuscito a convincere il tecnico campano. Alla fine anche lui ha strappato il sì di Abate. Cairo ci era già riuscito, però le manovre di Petrachi per Alberto Aquilani e altre motivazioni avevano creato un solco. Distanze, dubbi, grosse remore. Per cui il presidente si era poi dovuto muovere in prima persona per spargere miele e positività. Nuovi incontri presidenziali anche con Petrachi, dopo la beffa (prevedibile e all’esterno prevista, difatti...) dell’inseguimento ad Aquilani.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Torino

Aquilani al Sassuolo e le alternative per la panchina granata

Dopo aver sfiorato la promozione in A, il tecnico del Catanzaro aveva incontrato Cairo e Petrachi, certo. Era la prima scelta del ds, Aquilani. Ma lui aveva nei fatti già deciso. Difatti il giorno dopo vide subito l’ad del Sassuolo, Giovanni Carnevali. E sancì l’accordo definitivo con il club neroverde. Intanto Abate aspettava... Perché Petrachi aveva anche contattato Alberto Gilardino. E su queste colonne da due settimane si scriveva della preferenza del ds per Aquilani, mentre Cairo era subito rimasto favorevolmente colpito da Abate: dal suo ex terzino del 2008-2009, poi allenatore in ascesa da anni, dapprima nel vivaio del Milan fino alla Primavera e alla Champions dei giovani, la Youth League; poi in C con la Ternana, inseguendo la promozione in B. E adesso da allenatore dei miracoli alla Juve Stabia: fino alle semifinali playoff, accarezzando la A nonostante la società sia in amministrazione giudiziaria da ottobre (corsa contro il tempo per iscriversi al campionato entro martedì prossimo; Abate ora rescinderà il contratto con i campani, in scadenza nel 2027).

Il retroscena del summit segreto con Ignazio Abate

La prima svolta attorno ad Abate si era materializzata il 27 maggio, quando Cairo e Petrachi lo incontrarono in un summit che sarebbe dovuto rimanere segreto. Rivelammo i primi dettagli dell’incontro nell’edizione del giorno dopo, parlammo di un Cairo molto tentato da Abate: gli aveva fatto un’ottima impressione. Non così al ds, che spingeva già per Aquilani. Il tutto, si ricorderà, dopo quegli altri di incontri, a campionato ancora in corso: con Juric, prima scelta alternativa per Cairo (ma Petrachi non voleva il ritorno del tecnico croato), e con Rino Gattuso (con tanto di offerta economica, ma davvero troppo bassa e difatti respinta: poi Claudio Lotito ha potuto dare l’assalto all’ex ct). Dopo gli incontri con Abate e Aquilani e il caos variegato anche autoprodotto (con allegate altre fughe di notizie su ulteriori piste alternative, da Alberto Gilardino a Eusebio Di Francesco, e con Roberto D’Aversa tenuto sempre in standby come un paracadute d’emergenza), ecco ordunque il vertice della chiarezza di ieri.

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Contratto biennale e mercato: le sfide del nuovo Torino

Il ds ha chiarito meglio le proprie posizioni, mentre Abate ha potuto finalmente esprimere anche a Petrachi (dopo che lo aveva già fatto con Cairo, a suo tempo) le sue grandi motivazioni davanti alla possibilità di allenare il Torino (l’alternativa concreta, per lui, era dire sì al Modena, piazza ambiziosa decisa a puntare alla promozione in A). Confermato il biennale: come preannunciato il 4 giugno in esclusiva, il club granata aveva pronto tanto per Aquilani quanto per Abate un contratto di 2 anni da circa 800 mila euro netti a stagione, più bonus in caso di Europa (un miraggio, a oggi...). Ci domandiamo ora se Cairo e Petrachi sapranno dare ad Abate i rinforzi giusti in ogni reparto, per tempo e con scelte coerenti: e finora, in tutti questi anni, tra rinvii e promesse non mantenute... Di certo il fiore all’occhiello delle prossime settimane non potrà essere solo il giovane esterno offensivo Alessio Cacciamani, lanciato proprio da Abate in prestito alla Juve Stabia, dal luglio in prima squadra nel Toro. Vediamo anche se riusciranno a non vendergli Simeone e Vlasic... Abate potrà optare per il 3-5-2 e per il 3-4-2-1, se non gli smonteranno il giocattolo.

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TORINO - Un nuovo Abate per un ex papa. Un tempo pontefice acclamato (a inizio secolo...), Urbano (inteso come Cairo) è riuscito ad andare a dama, finalmente. E a trovare un allenatore. Sarà Abate, Ignazio Abate a guidare i granata, nella prossima stagione. Mai il presidente aveva ingaggiato un tecnico così giovane: Abate compirà 40 anni il 12 novembre. Sulla maglia, idealmente, potrà indossare il numero 19: tanti i tecnici di Cairo in 21 anni, in media uno a stagione e senza neanche considerare gli eterni ritorni alla De Biasi! «Abate è un bravo ragazzo, è sempre stato un giocatore molto serio, ora si sta dimostrando molto bravo anche come allenatore... Speriamo di non bruciare anche lui, come tanti altri prima. Non se lo meriterebbe proprio», leggevamo ieri sera in una chat di tifosi granata, anche tra mille e un ringraziamento a Roberto D’Aversa. Un commento già visto e sentito tante volte in questi giorni, d’altra parte: detto o scritto con parole simili moltiplicate al cubo, neanche al quadrato. D’altronde, come ripeteva Pasquale Bruno in questi ultimi giorni con sintesi efficace, «il vero problema del Torino è la sua gestione, non certo gli allenatori».

La scelta di Abate dopo il confronto tra Cairo e Petrachi

Cairo e il suo ds, Gianluca Petrachi, han fatto davvero fatica a trovarsi perfettamente d’accordo sulle scelte da compiere e a conquistare un sì. Basti dire che ieri, mentre Abate incontrava nuovamente il ds del Torino dopo il primo summit del 27 maggio, Ivan Juric sperava ancora di venir chiamato da Cairo, in extremis. Però il nuovo incontro organizzato da Petrachi con Abate ha avuto un esito positivo. Il ds è finalmente riuscito a convincere il tecnico campano. Alla fine anche lui ha strappato il sì di Abate. Cairo ci era già riuscito, però le manovre di Petrachi per Alberto Aquilani e altre motivazioni avevano creato un solco. Distanze, dubbi, grosse remore. Per cui il presidente si era poi dovuto muovere in prima persona per spargere miele e positività. Nuovi incontri presidenziali anche con Petrachi, dopo la beffa (prevedibile e all’esterno prevista, difatti...) dell’inseguimento ad Aquilani.

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