Aquilani al Sassuolo e le alternative per la panchina granata
Dopo aver sfiorato la promozione in A, il tecnico del Catanzaro aveva incontrato Cairo e Petrachi, certo. Era la prima scelta del ds, Aquilani. Ma lui aveva nei fatti già deciso. Difatti il giorno dopo vide subito l’ad del Sassuolo, Giovanni Carnevali. E sancì l’accordo definitivo con il club neroverde. Intanto Abate aspettava... Perché Petrachi aveva anche contattato Alberto Gilardino. E su queste colonne da due settimane si scriveva della preferenza del ds per Aquilani, mentre Cairo era subito rimasto favorevolmente colpito da Abate: dal suo ex terzino del 2008-2009, poi allenatore in ascesa da anni, dapprima nel vivaio del Milan fino alla Primavera e alla Champions dei giovani, la Youth League; poi in C con la Ternana, inseguendo la promozione in B. E adesso da allenatore dei miracoli alla Juve Stabia: fino alle semifinali playoff, accarezzando la A nonostante la società sia in amministrazione giudiziaria da ottobre (corsa contro il tempo per iscriversi al campionato entro martedì prossimo; Abate ora rescinderà il contratto con i campani, in scadenza nel 2027).
Il retroscena del summit segreto con Ignazio Abate
La prima svolta attorno ad Abate si era materializzata il 27 maggio, quando Cairo e Petrachi lo incontrarono in un summit che sarebbe dovuto rimanere segreto. Rivelammo i primi dettagli dell’incontro nell’edizione del giorno dopo, parlammo di un Cairo molto tentato da Abate: gli aveva fatto un’ottima impressione. Non così al ds, che spingeva già per Aquilani. Il tutto, si ricorderà, dopo quegli altri di incontri, a campionato ancora in corso: con Juric, prima scelta alternativa per Cairo (ma Petrachi non voleva il ritorno del tecnico croato), e con Rino Gattuso (con tanto di offerta economica, ma davvero troppo bassa e difatti respinta: poi Claudio Lotito ha potuto dare l’assalto all’ex ct). Dopo gli incontri con Abate e Aquilani e il caos variegato anche autoprodotto (con allegate altre fughe di notizie su ulteriori piste alternative, da Alberto Gilardino a Eusebio Di Francesco, e con Roberto D’Aversa tenuto sempre in standby come un paracadute d’emergenza), ecco ordunque il vertice della chiarezza di ieri.
