I debiti e le cifre
Nel caso del Torino, i debiti finanziari ammontano a 52,3 milioni e rappresentano (sempre al 31 dicembre scorso) la somma tra i debiti verso banche entro 12 mesi (12,9 milioni) e i debiti verso banche oltre 12 mesi (39,4). Sempre dalla pagina del bilancio che stiamo esaminando (pagina 14) emerge però che i debiti verso fornitori entro 12 mesi ammontano a ben 27,4 milioni (solo 1,6 milioni, invece, oltre i 12 mesi). Solitamente il venditore ritiene che tali debiti non vadano detratti dal valore aziendale (X) in quanto, per l’appunto, fanno parte del capitale circolante nell’anno, tra debiti operativi e crediti. Se però, per ipotesi, una parte di quei 27,4 milioni presentasse debiti andati oltre alle scadenze originarie, non si potrebbe escludere che un candidato acquirente volesse detrarre anche quella parte dal valore di partenza (X) dell’azienda. Ma, lo ribadiamo, siamo sempre nel campo delle ipotesi, giuste o sbagliate che siano: soltanto la visione dei libri contabili e una due diligence potrebbero darci risposte concrete, chiarificatrici. Di conseguenza, qui, teniamo a mente solo quel dato relativo ai debiti finanziari da 52,3 milioni. E adesso da pagina 14 torniamo indietro nell’ultimo bilancio del Torino a pagina 13, dove compaiono i crediti, all’interno della voce “attivi - disponibilità liquide”. Ebbene, i depositi bancari e postali indicati ammontano a 14,4 milioni. Ed è assolutamente realistico pensare che Cairo se li voglia far rimborsare da un eventuale candidato acquirente. Morale: in sede di trattativa, la cifra da detrarre dal valore aziendale di partenza (X) potrebbe diminuire fino a 37,9 milioni di euro (52,3 di debiti finanziari meno quei 14,4 di depositi alla voce “attivi”). Stando così le cose, se attribuiamo al Torino, per esempio, un valore “di scuola” di 250 milioni, potremmo immaginare che Cairo vorrebbe poter incassare da una compravendita, come minimo, un prezzo netto di almeno 210 milioni (212,1 milioni di euro, calcolatrice alla mano...). Tutto questo, lo ripetiamo ancora, fino a prova contraria. Non possiamo indicare qui (ça va sans dire) un valore del Torino e il suo prezzo in caso di compravendita tra Cairo e un eventuale candidato acquirente misterioso: restiamo comuni mortali, noi.
