Aquilani a Pisa: pochi punti, tanta fiducia

Alla piazza toscana piace l'ex centrocampista, all'esordio su una panchina professionistica. Anche se i risultati in parte mancano, sta portando un'aria nuova
Aquilani a Pisa: pochi punti, tanta fiducia© LAPRESSE

TORINO - Anche se i risultati latitano abbastanza, a Pisa c’è grande fiducia nel lavoro di Alberto Aquilani, al debutto su una panchina professionistica. Bisogna sempre ricordarsi del punto di partenza: la scorsa stagione il Pisa ha chiuso all’11° posto, risultato che ha certificato la fine del ciclo D’Angelo. Per cui, quando in questa stagione s’è visto un Pisa con un piglio tutto nuovo, più giochista e meno risultatista, il popolo nerazzurro ha dato il suo sì alla svolta, anche se c’è da tenere duro in classifica, col Pisa fermo a quota 3. Già, perché dopo aver saltato l’esordio della prima giornata (avrebbe dovuto affrontare il Lecco), era giunta la promettente vittoria di Marassi sulla Samp (0-2). In cui, oggettivamente, Aquilani aveva dato una bella lezione tattica a Pirlo.

Poi però, sono arrivate due battute d’arresto: in casa col Parma (1-2, gara un po’ sfortunata, ma risultato giusto) e poi quella ineccepibile di Modena (2-0). In entrambe le sconfitte, il Pisa è rimasto in dieci per l’espulsione di due difensori, Leverbe contro il Parma, Hermannsson a Modena. Dato che un po’ preoccupa, specie se l’andazzo dovesse persistere, anche se potrebbe trattarsi di qualcosa d’episodico. Ma quel che più conta, al momento, è che nella piazza prevalga la fiducia incondizionata nel lavoro di Aquilani. Perché brucia ancora il girone di ritorno della scorsa stagione.

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Che annata assurda fu quella passata: il Pisa, archiviata la sciagurata parentesi iniziale con Maran, col ritorno di D’Angelo s’era messo a macinare punti, fino a risalire dal fondo classifica al 5° posto. Poi, alla ripresa dopo la pausa invernale, il girone di ritorno era stato una sorta di via crucis, con la squadra che spesso in campo non arrivava neanche al minimo sindacale. Ecco, tutto ciò, il viscerale tifoso pisano non vuole più vederlo. E quello che cerca di proporre Aquilani merita fiducia e tempo, gli si deve dare la possibilità di sbagliare, ma per crescere. La squadra uscita dal mercato poi, ha valori per la quale va tenuta d’occhio. Le ultime pedine sono arrivate solo alla fine e necessitano di tempo per inserirsi. Il brutto infortunio che terrà fuori a lungo Matteo Tramoni, ha portato a un colpo di livello assoluto: Emanuel Vignato, acquistato dal Bologna, è un lusso per la B.

Da capire però, se si è risolto il vecchio problema della prima punta. Gliozzi è stato sul punto di essere ceduto ma l’infortunio che lo terrà fuori per ancora un mese e mezzo ha bloccato tutto. Torregrossa invece, è sceso in campo solo in Coppa Italia, mai convocato in campionato, i suoi problemini fisici sono noti da tempo ma da domani riprende a lavorare col gruppo. Nel frattempo, Aquilani, nel suo 4-2-3-1, è andato avanti con Moreo terminale offensivo ma non può bastare. E infatti è giunta in extremis la punta slovena Jan Mlakar, 24 anni, su cui si concentrano le maggiori speranze pisane: se gira lui, può girare tutta la squadra. Mlakar aveva già giocato in Italia da ragazzino, passando per la Primavera della Fiorentina e poi al Venezia. Ma adesso, è tutto un altro giocatore, ben formato dal calcio inglese (è passato per Brighton, Qpr e Wigan). E attenzione, che da quelle parti il Pisa ha già pescato bene.

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Nella sessione di mercato del gennaio 2022, il club di Knaster riportava in Italia Puscas. Il rumeno arrivava dalla Championship, la B inglese, torneo di livello molto più alto della nostra seconda serie, girano cifre enormi, non paragonabili a quelle della B italiana. Ebbene, Puscas fece un girone di ritorno da incorniciare, furono soprattutto i suoi gol a tenere in alto il Pisa, rilevando un Lucca che s’era sgonfiato, portando i nerazzurri fino alla sfortunata finale playoff persa dal Monza. Mlakar farà qualcosa di simile? Forse sì, anche perché la squadra è stata imbottita di elementi esperti che alle sue spalle possono dare molta sostanza. Come l’infinito regista Veloso, giunto dal Verona: certo, a 37 anni va gestito, ma s’è già capito che potrà dare qualcosa di importante. E hanno fatto vedere cose interessanti anche i due arrivati dal Monza, Valoti e D’Alessandro: in A coi brianzoli erano ai margini e si temeva potessero arrivare un po’ arrugginiti, invece si sono mostrati fra i più in palla, sono elementi che conoscono benissimo la B, la fanno ad occhi chiusi.

Ma il vero colpo potrebbe l’estrosa ala Alessandro Arena, scovato nel Gubbio, il primo acquisto fatto all’ultimo mercato, potrebbe diventarlo anche per importanza. Braglia, il suo ex tecnico al Gubbio, diceva che se Arena giocasse in Spagna, sarebbe titolare in un top club. Ovviamente esagera, ma non troppo. Intanto, alla ripresa dopo la sosta, il Pisa riceverà il Bari, ancora imbattuto e tre punti sopra i toscani (con 4 gare giocate) ma alle prese con una rifondazione non semplice. Può essere insomma la gara della svolta per Aquilani, dalla ripresa chissà, iniziando a cementare il gruppo attorno alle sue idee, la musica potrebbe anche cambiare.

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TORINO - Anche se i risultati latitano abbastanza, a Pisa c’è grande fiducia nel lavoro di Alberto Aquilani, al debutto su una panchina professionistica. Bisogna sempre ricordarsi del punto di partenza: la scorsa stagione il Pisa ha chiuso all’11° posto, risultato che ha certificato la fine del ciclo D’Angelo. Per cui, quando in questa stagione s’è visto un Pisa con un piglio tutto nuovo, più giochista e meno risultatista, il popolo nerazzurro ha dato il suo sì alla svolta, anche se c’è da tenere duro in classifica, col Pisa fermo a quota 3. Già, perché dopo aver saltato l’esordio della prima giornata (avrebbe dovuto affrontare il Lecco), era giunta la promettente vittoria di Marassi sulla Samp (0-2). In cui, oggettivamente, Aquilani aveva dato una bella lezione tattica a Pirlo.

Poi però, sono arrivate due battute d’arresto: in casa col Parma (1-2, gara un po’ sfortunata, ma risultato giusto) e poi quella ineccepibile di Modena (2-0). In entrambe le sconfitte, il Pisa è rimasto in dieci per l’espulsione di due difensori, Leverbe contro il Parma, Hermannsson a Modena. Dato che un po’ preoccupa, specie se l’andazzo dovesse persistere, anche se potrebbe trattarsi di qualcosa d’episodico. Ma quel che più conta, al momento, è che nella piazza prevalga la fiducia incondizionata nel lavoro di Aquilani. Perché brucia ancora il girone di ritorno della scorsa stagione.

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