© Getty ImagesClima decisamente british, grigio e freddo come la stagione della Ferrari. L’occasione per parlarne, ma soprattutto proiettarsi sul 2026 della rivoluzione regolamentare da tempo agognata come opportunità, è il tradizionale incontro di fine anno coi vertici della Rossa. E che ci sia voglia di dimostrare unità e fiducia lo dice anche la presenza dell’a.d. Benedetto Vigna e di Piero Ferrari. Chiacchiere e brindisi con vista la pista di Fiorano, dove fra un mese, il 23 gennaio, scenderà in pista per la prima volta la nuova macchina. Shakedown e filming day dopo la presentazione. Nome ancora segreto. "Ma visto che cambia tutto non è detto che si debba seguire la solita numerazione" sorride Fred Vasseur. D’altra parte in molti, a partire da Lewis Hamilton e Charles Leclerc, sperano di dimenticare in fretta la SF-25 che campeggia in mezzo alla sala e che dopo l’addio in corsa di Enrico Cardile è nata col team principal anche nel ruolo di direttore tecnico ad interim."La prossima sarà la mia prima vera Ferrari? No, la prima di Loic Serra" scherza ma neppure troppo indicando il connazionale preso dalla Mercedes un anno fa.
L'anno da "ora o mai più"
Vasseur, il 2026 sarà l’anno da “ora o mai più” come ha detto Leclerc ad Abu Dhabi? "Non la vedo così e non faccio attenzione a quello che dicono i piloti appena scesi dalla macchina. Il cambiamento regolamentare è così grande che iniziare bene o male influenzerà i prossimi anni, ma in questo abbiamo chiaramente visto che i valori all’inizio erano diversi da quelli della fine. La cosa cruciale per me sarà avere una rapida curva di apprendimento fin dal primo test, specie nella gestione delle novità, del potenziale del motore. La chiave saranno i tempi di reazione e la capacità di sviluppare la macchina. Certo, preferisco partire bene, ma non mi interessa chi sarà davanti al prima gara, ma chi lo sarà all’ultima". Qual è la lezione del 2025? "Ci sono state cose positive e negative, non nascondo che le seconde sono state di più. Tra le prime sicuramente i pit-stop, per i quali abbiamo vinto anche il premio di migliore squadra, le strategie del muretto, l’affidabilità, visto che non abbiamo avuto una rottura in tutta la stagione. Il problema è che siamo partiti male e dopo poche gare il gap dalla McLaren era già enorme. Quindi dobbiamo migliorare tanto in tante aree, in tutte. E farlo lavorando tutti nella stessa direzione. La vera lezione è che a fare la differenza sono i dettagli. Ognuno può fare una grande differenza".
