Verstappen attacca la F1, Norris lo gela: "Ritirati, non sei mica obbligato. Ma io mi diverto"

Botta e risposta tra l'olandese della Red Bull e il campione del mondo in carica, che ha preso le distanze dalle polemiche sulle novità che riguarderanno il mondiale 2026

Nuovi regolamenti e modifiche radicali alle vetture. Ma la nuova F1 non piace ai piloti. Non almeno a Lewis Hamilton, che ha ritenuto "ridicolmente complesse" le regole introdotte per il campionato 2026, o tantomeno a Max Verstappen, che ha invece bocciato la monoposto motorizzata Ford giudicandola una "Formula E sotto steroidi". Nel mentre, venerdì 13 febbraio in Bahrain si è tenuta la quarta giornata di test prestagionali. Una giornata che ha visto scendere in pista la Ferrari del 7 volte campione del mondo e la Red Bull dell'olandese, come anche la McLaren di Oscar Piastri, la Mercedes di George Russell e la Williams dell'ex ferrarista Carlos Sainz - test anche per Liam Lawson (Racing Bulls), Lance Stroll (Aston Martin), Olver Bearman (Haas), Gabriel Bortoleto (Audi), Franco Colapinto (Alpine) e Valtteri Bottas (Cadillac) - . E proprio dal circuito di Sakhir, Verstappen - che ha chiuso la sessione di collaudo col 17º tempo - ha risposto sulle novità che chiameranno tutte le scuderie ad adattarsi quanto prima. "I regolamenti sono gli stessi per tutti, quindi bisogna arrangiarsi. Non è molto divertente da guidare. Non è Formula 1 - ha dichiarato al termine della giornata di prove di giovedì 12 - Forse sarebbe meglio guidare in Formula E. Perché lì è tutta una questione di energia, efficienza e gestione. Quindi sì, in termini di guida, non è molto divertente".

La replica di Norris: "Ritirati"

Tuttavia, c'è chi ha preso le distanze dalle polemiche, come il campione del mondo in carica Lando Norris, che ha piuttosto ricordato al rivale della Red Bull la possibilità di non prendere parte al prossimo mondiale: "Le sue parole sono state molto divertenti. Se vuole ritirarsi, può farlo - ha dichiarato ai microfoni Sky - . La F1 è in continua evoluzione e a volte va meglio ed altre peggio. Ma in fin dei conti veniamo pagati cifre assurde e non ci si può lamentare. Non è obbligato a stare qui. Per me è una sfida divertente, bisogna guidare in modo diverso e gestire in modo diverso. Personalmente continuo a correre, a viaggiare per il mondo e a divertirmi un sacco. Quindi, niente di cui lamentarmi".

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