"Ferrari, mi rifiuto di fallire!": Hamilton alza la voce, "si sa cosa non va. In discussione tutti"

Il sette volte campione del mondo a Spa glissa molto sull’attesa nuova sospensione e pungola la Scuderia sul 2026. Leclerc: "la McLaren è lontana"
"Ferrari, mi rifiuto di fallire!": Hamilton alza la voce, "si sa cosa non va. In discussione tutti"© Getty Images

Da una parte il qui e ora, carpe diem. Dall’altra lo sguardo lontano, seminare per raccogliere. Sapendo però che il tempo a disposizione è poco, che sta arrivando l’inverno. In Ferrari si continua a percepire questa distanza tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Forse per la differenza d’età e di prospettive, probabilmente per l’esperienza e il carisma. Le esigenze personali, finanche. Da una parte c’è il monegasco che spinge come un matto per tornare a vincere già quest’anno, dall’altra l’inglese che invece è proiettato da tempo (probabilmente da quando ha firmato) sul prossimo, sulla rivoluzione regolamentare che vede come occasione da non fallire. Come fece la Mercedes, sposata lasciando la McLaren, con l’era ibrida. Per questo serve una gran macchina, ma per averla serve una grande squadra. E Hamilton fa capire che servono dei cambiamenti. Non pochi. 

"Distacco da McLaren ampio"

Così a Spa, dove oggi va in pista la SF-25 con l’attesa nuova sospensione posteriore, Charles spinge lo sviluppo. "Ci aspettiamo di migliorare le prestazioni, che possa aiutarci nelle curve lente, una delle debolezze di questa macchina. Non sarà però un guadagno che ci permetterà di essere al livello della McLaren, perché per questo servirà tanto lavoro, dato quanto è ampio il distacco, ma si tratta di qualcosa che può aiutarci nei confronti di Red Bull e Mercedes. Vogliamo tornare a vincere quest’anno" auspica il monegasco. Lewis invece manda messaggi molto forti, anche duri. Glissa sull’aggiornamento ("sono felice di vedere che c’è una grande spinta da parte della fabbrica, ma sarà difficile mettere a punto la macchina in un weekend Sprint") e parla quasi solo del tempo passato a Maranello per indirizzare la Ferrari. A 360°, da vero leader. Che vuole vincere. Non le gare, il Mondiale. 

Per questo Hamilton ha fatto i compiti, mettendo nero su bianco cosa vuole, cosa serve alla Ferrari per ambire in alto. Partendo da quel block notes comparso fin dai primi giri di gennaio a Fiorano. "Ho avuto diverse riunioni con Vigna, Elkann, Vasseur e Serra, ma anche con vari dipartimenti parlando del motore e delle sospensioni del prossimo anno. Abbiamo fatto un meeting con 30 ingegneri sulle cose che voglio, sui problemi che abbiamo".

Il "mandato" di Hamilton

"Ho mandato dei documenti che ho redatto nel corso della stagione. Parlo di modifiche strutturali che dobbiamo fare come team, di tutte le aree che vogliamo migliorare. E della monoposto, dei problemi che abbiamo sulla SF-25, di cosa mettere sulla quella del prossimo anno. Stiamo spingendo molto". Pilota, motivatore, manager. Hamilton sente di avere "un mandato". Sì, utilizza questa parola. "Vedo un enorme potenziale in questa squadra, la passione e un’organizzazione enorme - sostiene il sette volte campione -. Non tutte le parti però funzionano al massimo delle loro potenzialità e penso che sia mio compito mettere in discussione ogni singolo aspetto, sfidare tutti i membri del team, in particolare i vertici". E lo fa, eccome.

"La Ferrari negli ultimi anni ha avuto piloti straordinari come Alonso e Vettel, campioni del mondo, ma non ha vinto il Mondiale. Mi rifiuto di accettare che questo sia il mio destino, quindi mi sto impegnando al massimo. Sono qui per vincere e non ho tanto tempo, quindi è per me è un momento cruciale. Credo davvero nel potenziale di questa squadra che possa vincere più Mondiali in futuro. Questo è il mio mandato". Altro che nuova sospensione. 

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