Tacconi e Zenga, da rivali ad amici: “In questi mesi ci è stato molto vicino"

Laura Speranza ha svelato in una recente intervista alcuni retroscena inediti riguardanti l'ex portiere della Juventus

Stefano Tacconi e Laura Speranza hanno rilasciato una toccante ed emozionante intervista al settimanale di gossip Chi (dopo essere stati recentemente anche a Verissimo) dove hanno parlato del difficile momento vissuto, a causa dell'aneurisma cerebrale che ha colpito l'ex portiere della Juventus il 22 aprile del 2022. "Quello che mi è successo mi ha molto cambiato", ha ammesso l'ex calciatore. 

Stefano Tacconi, la moglie Laura e la fede

Stefano ha poi proseguito svelando: "Mi sentivo invincibile, adesso ho preso coscienza dei miei limiti. Sono diventato più emotivo, attento alle cose, la malattia è stata anche un’opportunità. Ho potuto misurare ancora di più l’amore della mia famiglia, che mi è sempre stata vicino. Anche quando ero in coma, e non sentivo niente, loro erano lì, accanto al letto, a parlarmi, a tenermi la mano". A raccontare come sono stati questi mesi ci ha pensato la moglie di Tacconi, Laura Speranza, che ai microfoni di Chi ha confessato: "È stata una fase della nostra vita lunghissima, dura. Stefano per primo ha avuto una forza indescrivibile e tutti noi lo abbiamo sorretto, ottenendo risultati insperati. Essere una famiglia numerosa è stato fondamentale perché all’inizio, quando la situazione si presentava grave, ci appoggiavamo l’uno all’altro. All’inizio, quando era in coma, poteva succedere di tutto. Ma, in questo percorso, la fede è stata più forte della paura. Siamo devoti di Padre Pio, Stefano aveva fatto delle partite di calcio benefiche e avevamo dei contatti con i frati, che ci hanno sorretto con le loro preghiere"...

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Tacconi ed il supporto di Walter Zenga

Laura ha poi proseguito il suo racconto dicendo: "Stefano ha fatto una vita di viaggi, da numero uno, l’ho conosciuto che giocava ancora nella Juventus. Abbiamo avuto alti e bassi, ma anche quattro figli, che ci hanno dato la carica. Qualche scaramuccia c’è stata, Stefano ha un carattere tosto, indipendente. I portieri sono matti? Lui lo è sempre stato, da ragazzo faceva cose folli. Stefano si è ritirato dal calcio nel 1994, è stato un trauma? Ero preoccupata, gli domandavo: “Che cosa farai quando lasci il calcio?”. Poi si è passati a parlare del grande rivale calcistico Walter Zenga: "Walter ci è stato molto vicino in questi mesi, come tanti giocatori, che venivano in ospedale a trovare Stefano, anche se il dottore non li faceva entrare per evitare emozioni forti".

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Stefano Tacconi e Laura Speranza hanno rilasciato una toccante ed emozionante intervista al settimanale di gossip Chi (dopo essere stati recentemente anche a Verissimo) dove hanno parlato del difficile momento vissuto, a causa dell'aneurisma cerebrale che ha colpito l'ex portiere della Juventus il 22 aprile del 2022. "Quello che mi è successo mi ha molto cambiato", ha ammesso l'ex calciatore. 

Stefano Tacconi, la moglie Laura e la fede

Stefano ha poi proseguito svelando: "Mi sentivo invincibile, adesso ho preso coscienza dei miei limiti. Sono diventato più emotivo, attento alle cose, la malattia è stata anche un’opportunità. Ho potuto misurare ancora di più l’amore della mia famiglia, che mi è sempre stata vicino. Anche quando ero in coma, e non sentivo niente, loro erano lì, accanto al letto, a parlarmi, a tenermi la mano". A raccontare come sono stati questi mesi ci ha pensato la moglie di Tacconi, Laura Speranza, che ai microfoni di Chi ha confessato: "È stata una fase della nostra vita lunghissima, dura. Stefano per primo ha avuto una forza indescrivibile e tutti noi lo abbiamo sorretto, ottenendo risultati insperati. Essere una famiglia numerosa è stato fondamentale perché all’inizio, quando la situazione si presentava grave, ci appoggiavamo l’uno all’altro. All’inizio, quando era in coma, poteva succedere di tutto. Ma, in questo percorso, la fede è stata più forte della paura. Siamo devoti di Padre Pio, Stefano aveva fatto delle partite di calcio benefiche e avevamo dei contatti con i frati, che ci hanno sorretto con le loro preghiere"...

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