Lo scarto della Rossa, l'approdo in Mercedes
A 11 anni la Ferrari lo visionò e lo scartò, a 12 la Mercedes lo vide e lo volle. A credere in lui è sempre stato Toto Wolff che è diventato come un secondo padre per il giovane pilota. Uno che lo ha sostenuto sempre anche quando le cose non andavano per il meglio. È Wolff ad averlo voluto in pista prima che prendesse la patente. È curioso che Kimi abbia sviluppato prima l’abitudine a guidare a 300 km/h e poi abbia affrontato con un po’ di nervosismo l’esame di guida: «Ero nervoso perché mi preoccupavano i parcheggi». Altro momento di apprensione è stato quello della scuola. Mamma Veronica ha preteso che prendesse il diploma. Ha frequentato l’istituto tecnico commerciale Salvemini di Casalecchio di Reno e nel giugno del 2025 ha sostenuto l’esame di maturità dopo aver ottenuto il suo primo podio in F1. «La notte prima degli esami l’ho passata con gli amici: abbiamo festeggiato a casa mia la vittoria della Virtus, abbiamo ripassato e ascoltato “Notte Prima degli Esami” di Antonello Venditti». Ma ammette che tra inglese e matematica preferisce la prima. La matematica non è il suo forte e gli ingegneri della Mercedes raccontano che spesso ha chiesto il loro aiuto per fare i compiti.
L'idolo Senna
In Formula Uno ha scelto il numero 12 perché è un grande appassionato di Ayrton Senna e lo considera una fonte di ispirazione. Segue l’Nba e ha citato spesso Michael Jordan e la serie documentaristica “The Last Dance”. Ora che è un pilota a tutti gli effetti quando ha tempo libero frequenta i parchi divertimento e va in discoteca con il compagno di squadra George Russell. Sul fronte fidanzate l’unica cosa certa è che la ceca Eliska Babickova ormai è un ex. Lo ha lasciato dichiarando: «Sentivo che non eravamo più allineati nelle nostre vite personali e in ciò che volevamo per il nostro futuro». Sembra una frase da ufficio stampa. Ma non si può avere tutto dalla vita.
