Pagina 2 | Scartato dalla Ferrari, nascosto in una pila di gomme e la paura del parcheggio: ecco Kimi Antonelli

Monopattino e social. Così Andrea Kimi Antonelli ha vissuto il dopo pole position a Shanghai preparando la sua cavalcata nell’impresa di ieri. Con un video postato sui suoi canali ha raccontato, ad un pubblico giovane e molto digitale, il suo giro di pista. Un modo “naturale” per Kimi di proporsi e portare, con i suoi 19 anni, un nuovo mondo in Formula Uno. Giovani quelli che lo seguono e giovane il bolognese: a 19 anni, 6 mesi e 18 giorni, diventa il poleman più giovane nella storia della Formula 1 battendo un primato che resisteva dal 2008, realizzato da Sebastian Vettel a Monza con la Toro Rosso. E ieri ha riportato l’Italia sul gradino più alto del podio, dove mancava da 20 anni.

Predestinato

Tutto nella vita di Kimi spinge a farne un predestinato. A 2 anni le fotografie lo ritraggono seduto su un kart. A istillare in lui la passione precoce è la cultura familiare. Il padre Marco è un ex pilota della categoria turismo e proprietario del team Akm Motorsport. C’è anche il nome. Ma non fu scelto per onorare Kimi Raikkonen, ultimo pilota Ferrari a vincere il titolo mondiale. Suonava bene e lo aveva suggerito un amico di famiglia, il pilota Enrico Bertaggia. Nel tempo l’accostamento con il pilota finlandese è diventato sempre più forte e gradito. Racconta papà Marco che quando Kimi aveva 10 anni lo portò su una Lamborghini da corsa, tenendolo in braccio, e lì capì che nel futuro del suo bimbo c’erano le corse. Mamma Veronica racconta che quando Kimi era piccolo doveva fare il giro dei centri commerciali di Bologna per fare razzia di macchinine Hot Wheels. «Le metteva tutte in fila, faceva la cronaca in diretta della corsa e alla fine vinceva sempre lui».

L'aneddoto del padre

Nel 2015, a nove anni, Kimi vinse l’Easykart International Grand Final partendo dalla 22ª posizione, mettendo in mostra da subito una rimonta impressionante e talento innato. Nella storia di famiglia c’è un momento che segna l’innamoramento definitivo tra il piccolo e il mondo delle corse: nel 2014, all’età di soli sette anni, il piccolo Kimi accompagna il padre a Hockenheim per una gara di Porsche Supercup. Non avendo i pass necessari per far entrare un minore in una zona così esclusiva, papà Marco nascose il figlio all’interno di una pila di pneumatici posizionata su un carrello coprendo il tutto con un ombrello per sfuggire ai controlli della sicurezza. Roba da vite straordinarie di superiori.

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Lo scarto della Rossa, l'approdo in Mercedes

A 11 anni la Ferrari lo visionò e lo scartò, a 12 la Mercedes lo vide e lo volle. A credere in lui è sempre stato Toto Wolff che è diventato come un secondo padre per il giovane pilota. Uno che lo ha sostenuto sempre anche quando le cose non andavano per il meglio. È Wolff ad averlo voluto in pista prima che prendesse la patente. È curioso che Kimi abbia sviluppato prima l’abitudine a guidare a 300 km/h e poi abbia affrontato con un po’ di nervosismo l’esame di guida: «Ero nervoso perché mi preoccupavano i parcheggi». Altro momento di apprensione è stato quello della scuola. Mamma Veronica ha preteso che prendesse il diploma. Ha frequentato l’istituto tecnico commerciale Salvemini di Casalecchio di Reno e nel giugno del 2025 ha sostenuto l’esame di maturità dopo aver ottenuto il suo primo podio in F1. «La notte prima degli esami l’ho passata con gli amici: abbiamo festeggiato a casa mia la vittoria della Virtus, abbiamo ripassato e ascoltato “Notte Prima degli Esami” di Antonello Venditti». Ma ammette che tra inglese e matematica preferisce la prima. La matematica non è il suo forte e gli ingegneri della Mercedes raccontano che spesso ha chiesto il loro aiuto per fare i compiti.

L'idolo Senna

In Formula Uno ha scelto il numero 12 perché è un grande appassionato di Ayrton Senna e lo considera una fonte di ispirazione. Segue l’Nba e ha citato spesso Michael Jordan e la serie documentaristica “The Last Dance”. Ora che è un pilota a tutti gli effetti quando ha tempo libero frequenta i parchi divertimento e va in discoteca con il compagno di squadra George Russell. Sul fronte fidanzate l’unica cosa certa è che la ceca Eliska Babickova ormai è un ex. Lo ha lasciato dichiarando: «Sentivo che non eravamo più allineati nelle nostre vite personali e in ciò che volevamo per il nostro futuro». Sembra una frase da ufficio stampa. Ma non si può avere tutto dalla vita.

 

 

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Lo scarto della Rossa, l'approdo in Mercedes

A 11 anni la Ferrari lo visionò e lo scartò, a 12 la Mercedes lo vide e lo volle. A credere in lui è sempre stato Toto Wolff che è diventato come un secondo padre per il giovane pilota. Uno che lo ha sostenuto sempre anche quando le cose non andavano per il meglio. È Wolff ad averlo voluto in pista prima che prendesse la patente. È curioso che Kimi abbia sviluppato prima l’abitudine a guidare a 300 km/h e poi abbia affrontato con un po’ di nervosismo l’esame di guida: «Ero nervoso perché mi preoccupavano i parcheggi». Altro momento di apprensione è stato quello della scuola. Mamma Veronica ha preteso che prendesse il diploma. Ha frequentato l’istituto tecnico commerciale Salvemini di Casalecchio di Reno e nel giugno del 2025 ha sostenuto l’esame di maturità dopo aver ottenuto il suo primo podio in F1. «La notte prima degli esami l’ho passata con gli amici: abbiamo festeggiato a casa mia la vittoria della Virtus, abbiamo ripassato e ascoltato “Notte Prima degli Esami” di Antonello Venditti». Ma ammette che tra inglese e matematica preferisce la prima. La matematica non è il suo forte e gli ingegneri della Mercedes raccontano che spesso ha chiesto il loro aiuto per fare i compiti.

L'idolo Senna

In Formula Uno ha scelto il numero 12 perché è un grande appassionato di Ayrton Senna e lo considera una fonte di ispirazione. Segue l’Nba e ha citato spesso Michael Jordan e la serie documentaristica “The Last Dance”. Ora che è un pilota a tutti gli effetti quando ha tempo libero frequenta i parchi divertimento e va in discoteca con il compagno di squadra George Russell. Sul fronte fidanzate l’unica cosa certa è che la ceca Eliska Babickova ormai è un ex. Lo ha lasciato dichiarando: «Sentivo che non eravamo più allineati nelle nostre vite personali e in ciò che volevamo per il nostro futuro». Sembra una frase da ufficio stampa. Ma non si può avere tutto dalla vita.

 

 

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