© APSBARCELLONA (Spagna) - Il successo di Lewis Hamilton a Barcellona rompe il lungo digiuno di vittorie delle Ferrari e anche il suo personale, che duravano entrambi dal 2024. Inoltre, per l'inglese è il primo successo in 31 gran premi disputati con la Rossa, anche se l'anno scorso si era imposto nella sprint race del Gp della Cina a Shanghai. Con la 106ª vittoria in carriera, il sette volte campione del mondo è tornato sul gradino più alto interrompendo il dominio della Mercedes (6 vittorie su 6) nelle prime gara e riaccendendo la corsa al titolo. I voti del weekend catalano
Semaforo verde
Hamilton 44 Una settimana fa abbiamo usato il 12 di Antonelli per celebrare il successo di Kimi a Montecarlo con lo stesso numero (e numeri in pista) di Ayrton Senna. Inevitabile ripetersi con Lewis, che obiettivamente vale molto di più. Il vecchio e il bambino, accomunati da quel tocco speciale, ma con il britannico a rinviare prima a parole e poi con i fatti il pensionamento e il definitivo passaggio di consegne. Grande prestazione a Montecarlo davanti alla sua Kim (Kardashian), monumentale a Barcellona, in un weekend iniziato in salita. Le prime libere perse per far posto al collaudatore Baganovic, le novità della SF-26 da capire con pochi giri a disposizione, la fuga frustrata nel motorhome dopo le libere di sabato mattina. La svolta. Personale e con la squadra. La pole sfiorata e la vittoria sfruttando sì la prima Virtus Safety Car, ma soprattutto un passo mostruoso in stile Hammer Time. Il suo. Dopo un anno nero (di questo periodo diceva: «Cosa serve alla Ferrari? Un altro pilota»), il primo senza podi della sua carriera iniziata nel 2007, la vittoria che alla Ferrari mancava da 34 GP (Carlos Sainz in Messico nel 2024) e a Lewis da 40 (Spa 2024), che diventano 42 per un successo non a tavolino (Silverstone 2024), visto che in Belgio venne promosso dalla squalifica (peso irregolare) del compagno George Russell. Numeri molto vicini al suo, come i punti che lo separano dal vertice della classifica: -41 da Antonelli. A far quadrare i conti del tutto a caccia dell’ottava Mondiale e dell’immortalità ci penserà lui: LH44.
Ferrari 8 Trend in continua crescita, gli sviluppi che funzionano. Tanto e bene. Barcellona è considerata una pista “cartina da tornasole” per tutti gli addetti ai lavori visto il layout con curve veloci che necessitano carico, stabilità e motore (un pacchetto completo), quindi significa che il lavoro del team di ingegneri guidato dal dt Loic Serra (voto 8.5 ) è stato clamoroso. Se arriverà anche un motore più potente e verrà sfruttato bene a livello elettrico completare la rimonta sulla Mercedes non è impensabile. Anzi. Voto forse risicato, ma bisogna tenere in considerazione che c’è il classico The Dark Side: Leclerc (voto 4 a quello della qualifica, 8.5 a quello al via e in gara) e il guaio avuto che pensa sulla voce affidabilità.
Norris 8.5 Rifila mezzo minuto al compagno di squadra Piastri (voto 5 : pensa già alla Red Bull?) e porta in scia alla Mercedes una McLaren che non riesce a dare una svolta vera alla stagione nonostante gli sforzi e le novità prodotte a Woking. Campione.
Alonso 7 Dal primo punto a Montecarlo al weekend più difficile in due anni sempre più difficili con l’Aston Martin di Adrian Newey, la più grande delusione della F1, ma per tutti Barcellona verrà ricordata per il “favore” fatto ad Hamilton e alla Ferrari, ovvero al suo più grande nemico (ricordate le risse del 2007 in McLaren che costarono il titolo a entrambi e regalarono l’ultimo piloti alla Ferrari di Kimi Raikkonen?) e la scuderia che ancora adesso gli fa bollire il sangue per la delusione. Non ne sarà contento, ma il suo stop al 40° giro ha generato la Virtual che ha offerto a Lewis una sosta gratuita che l’ha lanciato in testa, verso la vittoria
Semaforo giallo
Antonelli 6 Weekend sopra le righe che conferma le qualità del pilota, nettamente più veloce in gara del compagno Russell (voto 5 : quando ha l’occasione la manca) ma è un caso che la defaillance alla batteria sia avvenuta dopo il contatto con lui (con ala rotta) nell’ultimo tentativo di sorpasso? Succede così anche a George in Canada dopo essere saltato sul cordolo tagliando in difesa la chicane. Un problema di affidabilità c’è, ma evitare guai quando ci si può accontentare e portare a casa 18 punti (o anche 15) non è meglio? Vero che il sorpasso su Russell è stato un gancio da ko (anche in chiave futura) e che andare per primo a congratularsi con Hamilton al parco chiuso è un gesto da vero numero uno, ma deve imparare che i Mondiali si vincono anche un punto per volta.
Semaforo rosso
Mercedes 4.5 Altro che partenze (sistemate), il suo tallone d’Achille è evidente e molto esposto: le batterie. Spingere al limite le performance porta ad essere velocissimi, ma anche a lavorare sul filo delle rotture. E anche dal muretto sbagliano. Prima richiamando in anticipo “ritardato” Antonelli per non indispettire Russell, poi dando un timido via libera alla battaglia tra i due. Battaglia che agevola la vittoria di Hamilton e fa avvicinare Norris. Infatti Toto Wolff è furioso e si è fatto sentire. Le cose nel box di Brackley cambieranno. Antonelli parte in vantaggio di classifica che vale anche e soprattutto all’interno, ma deve tornare a stare davanti già il sabato.
