Vorremmo rivedere San Siro ancora una volta come lo vedeva Gianni Brera: bello e fascinoso di notte, quando le molte luci ne facevano un favoloso transatlantico in navigazione sul vasto e buio oceano. Eppoi, certo, allora popolato da "posaglutei" sugli spalti e "da ciolla" e "smandrippati" che avevano la "gnagnera" o "schincignavano" sul campo. Stasera non mancheranno i posaglutei. San Siro avrà una sua veste regale e festosa. Sarà più Scala che San Siro, viste le arti varie che veleggeranno nell’aria. Ma a suo modo San Siro è stato già una culla di cultura. Cultura dello sport, cultura delle passioni, ha letto nell’animo della gente, ha coltivato il fiore della fede. E stasera merita una sorta di passerella finale. La nostra Scala del calcio che non di solo pallone ha vissuto, dopo 100 anni di vita, la prima partita si giocò il 19 settembre 1926 e fu un derby amichevole Milan-Inter, dopo questi cento anni si godrà la bellezza celebrativa dell’inizio di una Olimpiade. Non è onore concesso a tanti.
Lo stadio di Milano tra simboli cittadini e identità storica
E seppur questa sarà l’ultima recita davanti al mondo prima di un addio, l’ultimo calar di sipario dopo aver condiviso con la Scala, la Triennale e il Duomo una sorta di simbolismo iconico della città, è altrettanto identificativo che proprio ad un santo, che ha protetto uno stadio centenario, sia affidato il compito di tener mano protettiva anche su questi Giochi di Milano-Cortina. San Siro, che nella realtà umana fu un vescovo martire vissuto a Pavia e al quale era stata dedicata una piccola chiesa nel quartiere dove è sorto lo stadio (che è diventato “chiesa” con Papa Benedetto XVI, il 2 giugno 2012, e Papa Francesco, il 25 marzo 2017). Venne ribattezzato Meazza nel 1980 poco dopo la morte del grande Peppin.
Concerti, derby e campioni: il mito sportivo di San Siro
Ma rivela una storia che chiama calcio, boxe e rugby e una serie di concerti e cantanti da invidia: si sono esibiti Bob Marley e i Genesis, i Rolling Stones e David Bowie, Madonna, Bruce Springsteen, Bob Dylan, Michael Jackson, Edoardo Bennato, Baglioni, Ligabue e Vasco Rossi, il recordman di esibizioni, anche questo fa sport, con 36 concerti. Poi certo è stato la patria di bauscia e casciavit, ovvero Milan e Inter che ne hanno pestato e calpestato il prato e quel Meazza, che vestì entrambe le maglie, è solo il predecessore di idoli resi immortali: Mazzola e Rivera, Ronaldo e Van Basten, Zenga e Baresi, tanto per citare. Per il vero fino al 1947 San Siro era a sola disposizione del Milan. L’Inter cominciò a giocarci proprio da quell’anno. Nel 1935 venne acquisito dal Comune di Milano, ma già allora era stato teatro del mondiale del 1934 con l’ottavo di finale Svizzera-Paesi bassi, il quarto Germania–Svezia, fin a toccare l’apice della passione con la semifinale fra Italia e Austria. Nel tempo le serate di splendore (non sempre) calcistico si sono allungate e così si giocarono match degli Europei 1980 e dei Mondiali 1990 con la sfida inaugurale Argentina-Camerun, la finale di Nations League 2021, il Mundialito 1981, 4 finali di coppa Campioni (poi Champions) fra cui quella vittoriosa dell’Inter contro il Benfica (27 maggio 1965), 4 finali di coppa Uefa (tre dell’Inter, una Juve che chiese ospitalità).
