San Siro, vestiti elegante! È l’ultima grande notte di tante: da Bob Marley a David Bowie, dal papa al pugilato

Non solo concerti ed eventi di spessore nazionale e internazionale, il Meazza ha ospitato anche Europei e Mondiali. Ma con il nuovo impianto di Milan e Inter è destinato a sparire

Vorremmo rivedere San Siro ancora una volta come lo vedeva Gianni Brera: bello e fascinoso di notte, quando le molte luci ne facevano un favoloso transatlantico in navigazione sul vasto e buio oceano. Eppoi, certo, allora popolato da "posaglutei" sugli spalti e "da ciolla" e "smandrippati" che avevano la "gnagnera" o "schincignavano" sul campo. Stasera non mancheranno i posaglutei. San Siro avrà una sua veste regale e festosa. Sarà più Scala che San Siro, viste le arti varie che veleggeranno nell’aria. Ma a suo modo San Siro è stato già una culla di cultura. Cultura dello sport, cultura delle passioni, ha letto nell’animo della gente, ha coltivato il fiore della fede. E stasera merita una sorta di passerella finale. La nostra Scala del calcio che non di solo pallone ha vissuto, dopo 100 anni di vita, la prima partita si giocò il 19 settembre 1926 e fu un derby amichevole Milan-Inter, dopo questi cento anni si godrà la bellezza celebrativa dell’inizio di una Olimpiade. Non è onore concesso a tanti.

Lo stadio di Milano tra simboli cittadini e identità storica

E seppur questa sarà l’ultima recita davanti al mondo prima di un addio, l’ultimo calar di sipario dopo aver condiviso con la Scala, la Triennale e il Duomo una sorta di simbolismo iconico della città, è altrettanto identificativo che proprio ad un santo, che ha protetto uno stadio centenario, sia affidato il compito di tener mano protettiva anche su questi Giochi di Milano-Cortina. San Siro, che nella realtà umana fu un vescovo martire vissuto a Pavia e al quale era stata dedicata una piccola chiesa nel quartiere dove è sorto lo stadio (che è diventato “chiesa” con Papa Benedetto XVI, il 2 giugno 2012, e Papa Francesco, il 25 marzo 2017). Venne ribattezzato Meazza nel 1980 poco dopo la morte del grande Peppin.

Concerti, derby e campioni: il mito sportivo di San Siro

Ma rivela una storia che chiama calcio, boxe e rugby e una serie di concerti e cantanti da invidia: si sono esibiti Bob Marley e i Genesis, i Rolling Stones e David Bowie, Madonna, Bruce Springsteen, Bob Dylan, Michael Jackson, Edoardo Bennato, Baglioni, Ligabue e Vasco Rossi, il recordman di esibizioni, anche questo fa sport, con 36 concerti. Poi certo è stato la patria di bauscia e casciavit, ovvero Milan e Inter che ne hanno pestato e calpestato il prato e quel Meazza, che vestì entrambe le maglie, è solo il predecessore di idoli resi immortali: Mazzola e Rivera, Ronaldo e Van Basten, Zenga e Baresi, tanto per citare. Per il vero fino al 1947 San Siro era a sola disposizione del Milan. L’Inter cominciò a giocarci proprio da quell’anno. Nel 1935 venne acquisito dal Comune di Milano, ma già allora era stato teatro del mondiale del 1934 con l’ottavo di finale Svizzera-Paesi bassi, il quarto Germania–Svezia, fin a toccare l’apice della passione con la semifinale fra Italia e Austria. Nel tempo le serate di splendore (non sempre) calcistico si sono allungate e così si giocarono match degli Europei 1980 e dei Mondiali 1990 con la sfida inaugurale Argentina-Camerun, la finale di Nations League 2021, il Mundialito 1981, 4 finali di coppa Campioni (poi Champions) fra cui quella vittoriosa dell’Inter contro il Benfica (27 maggio 1965), 4 finali di coppa Uefa (tre dell’Inter, una Juve che chiese ospitalità).

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San Siro tempio dello sport: boxe, rugby e l’ultimo saluto

San Siro cominciò con spalti di cemento sui quattro lati, senza i raccordi delle curve. Gli architetti lo modellarono nel tempo. Nel 1957 ecco l’impianto di illuminazione. Tempio non solo del pallone, ma anche della palla ovale quando l’incontro di rugby fra Italia e Nuova Zelanda,nel 2009, portò un’affluenza record di 81mila spettatori. E, infine, teatro di ogni shakespeariana recita che ci racconta la boxe. Duilio Loi portò il suo mondo a San Siro il 1° settembre 1960 per strappare la cintura di campione del mondo dei welters juniors al portoricano Carlos Ortiz. Furono 15 riprese nervose ed equilibrate. Il re dei nasi schiacciati portò a San Siro 80mila persone che valsero un incasso di 122 milioni di lire. A bordo ring c’era bel mondo: Gino Bramieri, Delia Scala, Giorgio Albertazzi, Renato Rascel. Nemmeno Nino Benvenuti e Sandro Mazzinghi riuscirono a battere quel record di paganti nella calda notte del 18 giugno 1965, quando un destro di Nino stese Sandro, al 6°round, portandogli via il titolo mondiale dei medi juniors. E tre anni dopo, Mazzinghi l’avrebbe riconquistato chiedendo a San Siro la rivincita sul destino: il 26 maggio 1968 fu battaglia epica, quasi tragica. Dopo 15 round devastanti, Sandro levò faticosamente il braccio davanti al viso ammaccato del coreano Ki Soo Kim. San Siro, teatro e testimone di meravigliose storie di sport, stasera accenderà ancora le luci per un gran galà. L’ultimo prima di rituffarsi nella monotonia di bellezze e brutture calcistiche nostrane, qualche concerto ancora, fin al giorno in cui "Milano scusa, stavo scherzando. Luci a San Siro non se ne accenderanno più". E, dunque, grazie San Siro: è stato bello.

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Vorremmo rivedere San Siro ancora una volta come lo vedeva Gianni Brera: bello e fascinoso di notte, quando le molte luci ne facevano un favoloso transatlantico in navigazione sul vasto e buio oceano. Eppoi, certo, allora popolato da "posaglutei" sugli spalti e "da ciolla" e "smandrippati" che avevano la "gnagnera" o "schincignavano" sul campo. Stasera non mancheranno i posaglutei. San Siro avrà una sua veste regale e festosa. Sarà più Scala che San Siro, viste le arti varie che veleggeranno nell’aria. Ma a suo modo San Siro è stato già una culla di cultura. Cultura dello sport, cultura delle passioni, ha letto nell’animo della gente, ha coltivato il fiore della fede. E stasera merita una sorta di passerella finale. La nostra Scala del calcio che non di solo pallone ha vissuto, dopo 100 anni di vita, la prima partita si giocò il 19 settembre 1926 e fu un derby amichevole Milan-Inter, dopo questi cento anni si godrà la bellezza celebrativa dell’inizio di una Olimpiade. Non è onore concesso a tanti.

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E seppur questa sarà l’ultima recita davanti al mondo prima di un addio, l’ultimo calar di sipario dopo aver condiviso con la Scala, la Triennale e il Duomo una sorta di simbolismo iconico della città, è altrettanto identificativo che proprio ad un santo, che ha protetto uno stadio centenario, sia affidato il compito di tener mano protettiva anche su questi Giochi di Milano-Cortina. San Siro, che nella realtà umana fu un vescovo martire vissuto a Pavia e al quale era stata dedicata una piccola chiesa nel quartiere dove è sorto lo stadio (che è diventato “chiesa” con Papa Benedetto XVI, il 2 giugno 2012, e Papa Francesco, il 25 marzo 2017). Venne ribattezzato Meazza nel 1980 poco dopo la morte del grande Peppin.

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Ma rivela una storia che chiama calcio, boxe e rugby e una serie di concerti e cantanti da invidia: si sono esibiti Bob Marley e i Genesis, i Rolling Stones e David Bowie, Madonna, Bruce Springsteen, Bob Dylan, Michael Jackson, Edoardo Bennato, Baglioni, Ligabue e Vasco Rossi, il recordman di esibizioni, anche questo fa sport, con 36 concerti. Poi certo è stato la patria di bauscia e casciavit, ovvero Milan e Inter che ne hanno pestato e calpestato il prato e quel Meazza, che vestì entrambe le maglie, è solo il predecessore di idoli resi immortali: Mazzola e Rivera, Ronaldo e Van Basten, Zenga e Baresi, tanto per citare. Per il vero fino al 1947 San Siro era a sola disposizione del Milan. L’Inter cominciò a giocarci proprio da quell’anno. Nel 1935 venne acquisito dal Comune di Milano, ma già allora era stato teatro del mondiale del 1934 con l’ottavo di finale Svizzera-Paesi bassi, il quarto Germania–Svezia, fin a toccare l’apice della passione con la semifinale fra Italia e Austria. Nel tempo le serate di splendore (non sempre) calcistico si sono allungate e così si giocarono match degli Europei 1980 e dei Mondiali 1990 con la sfida inaugurale Argentina-Camerun, la finale di Nations League 2021, il Mundialito 1981, 4 finali di coppa Campioni (poi Champions) fra cui quella vittoriosa dell’Inter contro il Benfica (27 maggio 1965), 4 finali di coppa Uefa (tre dell’Inter, una Juve che chiese ospitalità).

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