TREVISO - Lindsey Vonn è stata operata dai chirurghi ortopedici all'ospedale Ca' Foncello di Treviso, dove è stata portata per scelta dello staff medico Usa. La campionessa, dopo l'infortunio, è stata portata presso l'ospedale Codivilla di Cortina per le prime valutazioni. Sulla base dei riscontri, il vertice del Medical Service regionale, istituito per le Olimpiadi, ha sottoposto allo staff americano il ricovero dell'atleta a Belluno o a Treviso, i due punti di riferimento per le Olimpiadi cortinesi, mentre per la Lombardia l'ospedale di riferimento è il Niguarda. Gli ospedali di Padova e di Verona (quest'ultimo attivato per la cerimonia finale dei Giochi) sono strutture che intervengono se si prospettassero situazioni particolari. Lo staff americano ha quindi scelto il trasporto di Vonn a Treviso, anche per le competenze fornite dal nosocomio della Marca. L'elicottero ha così trasportato la sciatrice a Treviso dove è stata presa in carico dal personale medico e portata in sala operatoria dove erano già pronti ad intervenire i chirurghi ortopedici del Ca' Foncello.
La doppia operazione
Una doppia operazione per la riduzione della frattura al femore della gamba sinistra - con l'applicazione di un fissaggio esterno - condotta da un team congiunto di chirurghi ortopedici e plastici: è l'intervento a cui è stata sottoposta Lindsay Vonn, ricoverata da ieri all'ospedale di Treviso dopo la terribile caduta a pochi secondi dal via della discesa libera ai Giochi di Milano Cortina. Per la campionessa Usa sarebbe stato necessario intervenire anche per "prevenire complicazioni legate al gonfiore e alla circolazione del sangue", secondo quanto riportato dalla Reuter. All'intervento sarebbe stato presente il medico personale della sciatrice "ma ha solo assistito, mentre i chirurghi italiani hanno guidato le procedure". L'ospedale aveva parlato di un'operazione volta a stabilizzare la gamba sinistra, senza menzionare un secondo intervento. La partecipazione ai Giochi di Vonn, arrivata a Cortina con il crociato del ginocchio sinistro lesionato a seguito della caduta a fine gennaio nella tappa di Coppa del Mondo a Crans Montana, aveva già acceso il dibattito sull'opportunità che un'atleta, seppure esperta come l'americana, affrontasse un rischio del genere. Il presidente della Federazione Internazionale Sci, Johan Eliasch, ha affermato che l'atleta ha scelto in autonomia: "Era una decisione che poteva prendere solo lei, che conosce meglio di chiunque altro i suoi infortuni". Un incidente "incredibilmente sfortunato. È stato un caso unico su mille. Si è avvicinata troppo al cancelletto, è rimasta bloccata mentre era in aria e ha iniziato a ruotare".