© EPAJohannes Høsflot Klaebo ha vergato nella neve della Val di Fiemme un pezzo di storia. Dello sci nordico. Delle Olimpiadi invernali. Dello sport. Il fuoriclasse norvegese, infatti, si è messo al collo la medaglia d’oro in ognuna delle sei competizioni del calendario a cinque cerchi. Dalla sprint all’iconica 50 chilometri di ieri, alternando con estrema naturalezza successi a tecnica classica e a tecnica libera, vittorie individuali e a squadre. Sei su sei. Come già capitato un anno fa, nei Mondiali casalinghi di Trondheim. Ma, questa volta, sul palcoscenico più scintillante e suggestivo che il circus dello sport possa offrire: i Giochi. E, infatti, il 29enne di Oslo ha assemblato un puzzle senza precedenti: mai nessun atleta, dalla prima edizione di Chamonix 1924 fino a ieri, era mai stato in grado di collezionare un simile bottino in un sol boccone. I trionfi in serie a Milano Cortina 2026, per altro, portano il fatturato del “Rocket Man” del fondo norvegese a quota undici titoli olimpici in carriera. E, anche in questo caso, risulta inutile affannarsi in ricerche più o meno storiche: in ambito invernale, infatti, Klaebo non ha paragoni, seguito con otto allori - e, dunque, a debita distanza - dai connazionali Bjørgen, Bjørndalen e Daehlie. Di più: il fenomeno dello sci nordico, nelle ultime due settimane, ha fatto irruzione anche nella graduatoria all-time comprensiva delle edizioni estive, dove è balzato in solitaria al secondo posto, con un computo di ori che si attesta però a meno della metà del bottino del numero uno assoluto, ovvero il nuotatore americano Phelps, che tra Atene 2004 e Rio 2016 si è issato fino a ventitré.
Trionfo norvegese sul Lago di Tesero: dominio nella 50 km
Asticella irraggiungibile anche per il campione norvegese. Che ieri, appunto, sul Lago di Tesero, ha completato l’opera in una grande festa rosso-blu, con un terzetto di connazionali che - complici i ritiri nella prima parte degli outsider Amundsen e Niskanen - ha fatto una gara a parte. E allora: oro Klaebo, argento Nyenget, bronzo Iversen. "Quasi irreale, difficile trovare le parole - il commento dello stesso Klaebo -. Dopo gli ultimi Mondiali sapevo che l’impresa dei sei ori fosse possibile, ma riuscirci…".
Delusione per Federico Pellegrino: addio olimpico tra rammarico e gratitudine
Sarebbe dovuta essere festa anche in casa Italia, ma - come anticipato ieri - Federico Pellegrino è stato fermato alla vigilia del grande addio olimpico da una fastidiosa influenza, che non gli ha permesso di essere al via. "Negli ultimi quattro anni ho iniziato a sognare il modo in cui chiudere la carriera: una medaglia in un evento a squadre e la partecipazione alla 50 km, la gara regina dell’endurance olimpico - ha scritto “Chicco”, ieri, in un post colmo di rammarico -. In parte, non è stato così: da venerdì mattina sono a letto con sintomi influenzali. Sono enormemente dispiaciuto: non poter vivere le emozioni degli ultimi chilometri di una gara estenuante, incitato da tifosi e famiglia al completo, nel massimo evento sportivo in casa, è straziante. Mi ci vorrà qualche tempo per digerire la delusione, ma quando succederà potrò tornare a essere grato per tutte le emozioni vissute". Lascia, così, con quattro medaglie olimpiche al collo. E l’eredità di un gruppo giovane e competitivo che ha contribuito a forgiare. Grazie, Chicco.
Medagliere Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026
