Un virus, probabilmente. Quale nessuno lo sa. Ma beccato come? Inutile ricamarci sopra, casualmente è l’unica possibile risposta. Il caldo? Non c’entra. Perché no? Non si sa, ma non c’entra. E chi lo dice? Cincinnati, la città intera, gli organizzatori del torneo, tutti insieme, compatti, a far “muro di scudi” per respingere le critiche. Ma è tennis-bruschetta, qualcuno se n’è accorto? È bagna cauda. Dodici giorni filati di sauna… Siete proprio sicuri che facciano bene? C’è l’aria condizionata, rispondono, e pazienza se qualche tennista “eternamente polemico” descrive il passaggio dal campo allo spogliatoio come gettarsi sudato tra le braccia del mare Artico. È un’esperienza rivitalizzante, l’ha definita qualcuno. Ci credo, dai 42 fuori ai 18-19 dentro c’è un’escursione termica di 23-24 gradi. Roba da rimanerci secchi… Pardon, felicemente secchi! Sono previsti aggiustamenti? Non ne parla nessuno.
Cosa ha avuto Sinner?
A Cincinnati, però, fanno capire che il loro torneo già vale il Grand Slam. Il quinto Slam, anche loro, come altri dieci. Una frase che non si può più sentire... Manca un tetto nel “quinto Slam” di Cincy, che non serve solo per la pioggia, ma anche per opporsi ai momenti estremi di caldo. Non c’era un ombrellone a proteggere i tennisti ai cambi di campo, e manco un ombrellino, tenuto dalle manine gentili di un ballboy, o di una ballgirl, quelle che quando piove Sinner invita sempre a sedersi accanto a lui, e ci parla, chiede che cosa facciano, se studiano, che cosa amano. Alla fin fine, che cosa ha avuto Sinner? Perché ha giocato solo 5 game senza vincerne uno, appena 23 minuti in tutto, poi se n’è andato chiedendo scusa? Due giorni prima era il suo compleanno, ha mangiato qualcosa di sbagliato? No. Ne siete sicuri? Ovvio, perché all’interno dello stadio si preparano solo cose genuine, con ingredienti selezionati… E via con la solita pippa. Nessuno ha colpa.

L'allarmante dato sui ritiri
L’unico è un virus, imprevisto e imprevedibile, agente patogeno inviato da chissà chi, anzi, una “spia patogena” preparata da qualche servizio segreto, che ha attaccato Zverev, Sinner e magari anche qualcun altro. I ritiri a torneo in corso sono stati otto, in un torneo a 96 è quasi il dieci per cento. A me sembra una cifra allarmante. E poi, quale virus? Chi può dirlo, non sta agli organizzatori indagare. Loro hanno dato il meglio. Compresa la finale di lunedì, che non c’entra con il tennis né con la vita della gente. Ma è comunque una grande idea. Sinner è volato a New York con un aereo privato. "Mi do due giorni di tempo - è stata una delle ultime dichiarazioni dopo la finale che non c’è stata - per risanare il corpo e riprendere la preparazione. Voglio essere al cento per cento al via degli US Open". È la sua speranza, e mi auguro che le cose possano andare davvero così. Ha rinunciato al lucroso torneo di doppio misto (un milione di dollari per la coppia vincitrice), poco male, c’è ben altro cui pensare, in questo momento.
