Sinner, il virus è un allarme per il tennis a eliminazione. E a New York in palio c'è anche il n° 1

Gli organizzatori di Cincinnati negano le condizioni estreme che hanno portato a ben otto ritiri durante il torneo, ma il calendario diventa sempre più insostenibile. Jannik intanto è già volato nella "Grande Mela" e rinnova la sfida con Alcaraz: "Due giorni per risanare il corpo e riprendo. Voglio essere al cento per cento agli US Open"

Un virus, probabilmente. Quale nessuno lo sa. Ma beccato come? Inutile ricamarci sopra, casualmente è l’unica possibile risposta. Il caldo? Non c’entra. Perché no? Non si sa, ma non c’entra. E chi lo dice? Cincinnati, la città intera, gli organizzatori del torneo, tutti insieme, compatti, a far “muro di scudi” per respingere le critiche. Ma è tennis-bruschetta, qualcuno se n’è accorto? È bagna cauda. Dodici giorni filati di sauna… Siete proprio sicuri che facciano bene? C’è l’aria condizionata, rispondono, e pazienza se qualche tennista “eternamente polemico” descrive il passaggio dal campo allo spogliatoio come gettarsi sudato tra le braccia del mare Artico. È un’esperienza rivitalizzante, l’ha definita qualcuno. Ci credo, dai 42 fuori ai 18-19 dentro c’è un’escursione termica di 23-24 gradi. Roba da rimanerci secchi… Pardon, felicemente secchi! Sono previsti aggiustamenti? Non ne parla nessuno.

Cosa ha avuto Sinner?

A Cincinnati, però, fanno capire che il loro torneo già vale il Grand Slam. Il quinto Slam, anche loro, come altri dieci. Una frase che non si può più sentire... Manca un tetto nel “quinto Slam” di Cincy, che non serve solo per la pioggia, ma anche per opporsi ai momenti estremi di caldo. Non c’era un ombrellone a proteggere i tennisti ai cambi di campo, e manco un ombrellino, tenuto dalle manine gentili di un ballboy, o di una ballgirl, quelle che quando piove Sinner invita sempre a sedersi accanto a lui, e ci parla, chiede che cosa facciano, se studiano, che cosa amano. Alla fin fine, che cosa ha avuto Sinner? Perché ha giocato solo 5 game senza vincerne uno, appena 23 minuti in tutto, poi se n’è andato chiedendo scusa? Due giorni prima era il suo compleanno, ha mangiato qualcosa di sbagliato? No. Ne siete sicuri? Ovvio, perché all’interno dello stadio si preparano solo cose genuine, con ingredienti selezionati… E via con la solita pippa. Nessuno ha colpa.

L'allarmante dato sui ritiri

L’unico è un virus, imprevisto e imprevedibile, agente patogeno inviato da chissà chi, anzi, una “spia patogena” preparata da qualche servizio segreto, che ha attaccato Zverev, Sinner e magari anche qualcun altro. I ritiri a torneo in corso sono stati otto, in un torneo a 96 è quasi il dieci per cento. A me sembra una cifra allarmante. E poi, quale virus? Chi può dirlo, non sta agli organizzatori indagare. Loro hanno dato il meglio. Compresa la finale di lunedì, che non c’entra con il tennis né con la vita della gente. Ma è comunque una grande idea. Sinner è volato a New York con un aereo privato. "Mi do due giorni di tempo - è stata una delle ultime dichiarazioni dopo la finale che non c’è stata - per risanare il corpo e riprendere la preparazione. Voglio essere al cento per cento al via degli US Open". È la sua speranza, e mi auguro che le cose possano andare davvero così. Ha rinunciato al lucroso torneo di doppio misto (un milione di dollari per la coppia vincitrice), poco male, c’è ben altro cui pensare, in questo momento.

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Sinner a New York con la calcolatrice

Deve difendere il titolo degli US Open, conquistato un anno fa schiantando il “bello de casa”, Taylor Fritz. Deve difendere anche il primo posto in classifica. Avesse vinto a Cincinnati avrebbe dalla sua circa 600 punti in più e godrebbe di una visuale diversa del suo futuro. Avrebbe costretto Alcaraz a giocare per vincere, ma con il peso di poter fallire. Il virus, o chi per lui, concede invece allo spagnolo di essere in testa, dunque sarà Sinner a scendere in campo con la calcolatrice. Due uniche chance possibili: fare comunque meglio di Alcaraz, nel caso fosse lo spagnolo a scivolare, o batterlo nella finale del torneo. Sinner non è uno “che ci fa”. Nella sua giovane carriera, già lunga 378 match nel Tour, i ritiri sono stati appena 6, quello di Cincy il primo in finale. Due volte contro Rublev, a Vienna nel 2020 (vesciche) e al Roland Garros 2022 (ginocchio), poi a Miami 2022 contro Cerundolo (vesciche), a Sofia 2022, terzo ritiro della stagione, contro Rune (caviglia), quindi ad Halle 2023 contro Bublik (problema muscolare alla gamba sinistra). L’ultimo a Cincinnati 2025 (senza diagnosi). 

Il virus nel calendario Atp

Il tennis corre incontro a un futuro di tornei “irrinunciabili”, gli Slam da tre settimane (la scelta del misto non è casuale), i Masters 1000 lunghi due. Ora sono quattro e nove (tre quelli che si svolgono in una sola settimana), ma non è detto che i “1000” non possano cambiare o crescere di numero. Lo vogliono i cinesi, i sauditi, gli Emirati… Fate due conti, vi accorgerete che le prime due categorie del tennis potrebbero arrivare a coprire 32 settimane di calendario, forse di più. Poi le Atp Finals e la Davis, e la stagione risulterebbe completa. Ma chi dice che la regola dei tornei a due settimane, faciliti il compito dei tennisti? Sono 10-11 giorni di partite e allenamenti intensi. Sinner preferisce i tornei che durano una settimana, l’ha detto chiaro e tondo. Ha ragione Paolo Bertolucci. È giunto il momento che le varie parti si riuniscano intorno a un tavolo e decidano che cosa è meglio per tutti. Se no c’è il rischio che un virus abbia sempre la meglio.  

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Un virus, probabilmente. Quale nessuno lo sa. Ma beccato come? Inutile ricamarci sopra, casualmente è l’unica possibile risposta. Il caldo? Non c’entra. Perché no? Non si sa, ma non c’entra. E chi lo dice? Cincinnati, la città intera, gli organizzatori del torneo, tutti insieme, compatti, a far “muro di scudi” per respingere le critiche. Ma è tennis-bruschetta, qualcuno se n’è accorto? È bagna cauda. Dodici giorni filati di sauna… Siete proprio sicuri che facciano bene? C’è l’aria condizionata, rispondono, e pazienza se qualche tennista “eternamente polemico” descrive il passaggio dal campo allo spogliatoio come gettarsi sudato tra le braccia del mare Artico. È un’esperienza rivitalizzante, l’ha definita qualcuno. Ci credo, dai 42 fuori ai 18-19 dentro c’è un’escursione termica di 23-24 gradi. Roba da rimanerci secchi… Pardon, felicemente secchi! Sono previsti aggiustamenti? Non ne parla nessuno.

Cosa ha avuto Sinner?

A Cincinnati, però, fanno capire che il loro torneo già vale il Grand Slam. Il quinto Slam, anche loro, come altri dieci. Una frase che non si può più sentire... Manca un tetto nel “quinto Slam” di Cincy, che non serve solo per la pioggia, ma anche per opporsi ai momenti estremi di caldo. Non c’era un ombrellone a proteggere i tennisti ai cambi di campo, e manco un ombrellino, tenuto dalle manine gentili di un ballboy, o di una ballgirl, quelle che quando piove Sinner invita sempre a sedersi accanto a lui, e ci parla, chiede che cosa facciano, se studiano, che cosa amano. Alla fin fine, che cosa ha avuto Sinner? Perché ha giocato solo 5 game senza vincerne uno, appena 23 minuti in tutto, poi se n’è andato chiedendo scusa? Due giorni prima era il suo compleanno, ha mangiato qualcosa di sbagliato? No. Ne siete sicuri? Ovvio, perché all’interno dello stadio si preparano solo cose genuine, con ingredienti selezionati… E via con la solita pippa. Nessuno ha colpa.

L'allarmante dato sui ritiri

L’unico è un virus, imprevisto e imprevedibile, agente patogeno inviato da chissà chi, anzi, una “spia patogena” preparata da qualche servizio segreto, che ha attaccato Zverev, Sinner e magari anche qualcun altro. I ritiri a torneo in corso sono stati otto, in un torneo a 96 è quasi il dieci per cento. A me sembra una cifra allarmante. E poi, quale virus? Chi può dirlo, non sta agli organizzatori indagare. Loro hanno dato il meglio. Compresa la finale di lunedì, che non c’entra con il tennis né con la vita della gente. Ma è comunque una grande idea. Sinner è volato a New York con un aereo privato. "Mi do due giorni di tempo - è stata una delle ultime dichiarazioni dopo la finale che non c’è stata - per risanare il corpo e riprendere la preparazione. Voglio essere al cento per cento al via degli US Open". È la sua speranza, e mi auguro che le cose possano andare davvero così. Ha rinunciato al lucroso torneo di doppio misto (un milione di dollari per la coppia vincitrice), poco male, c’è ben altro cui pensare, in questo momento.

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Sinner, il virus è un allarme per il tennis a eliminazione. E a New York in palio c'è anche il n° 1
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Sinner a New York con la calcolatrice