© .Cresce l'attesa per il derby tutto italiano nel terzo turno degli Us Open tra Flavio Cobolli e Lorenzo Musetti. I due azzurri, i migliori del nostro Paese dopo Jannik Sinner, sono pronti a sfidarsi a Flushing Meadows per continuare a coltivare il proprio sogno nell'ultimo Slam dell'anno. Da un parte un Lorenzo Musetti che sembra essersi ritrovato dopo qualche noia fisica, dall'altra un Flavio Cobolli che in questo 2025 ha decisamente fatto il tanto atteso salto di qualità per provare a competere coni i milgiori.
La vittoria con Brooksby
Eppure non è stato facile il passaggio del turno per il romano d'adozione che ha commentato così, in conferenza stampa, il successo al tiebreak del quinto set contro lo statunitense Jenson Brooksby: "Mi piace giocare quando il tifo non è per me, bisogna saperlo accettare. Fisicamente mi sono sentito benissimo, più passavano i minuti e le ore e meglio stavo. Ho avuto un calo solo nel secondo set e all’inizio del terzo, ma poi mi sono ripreso, verso la fine mi sentivo ancora meglio… ora non posso dire lo stesso! E' stato un match molto duro, contro un avversario eccezionale. Non mi aspettavo una partita così oggi: ero pronto a lottare, a stare in campo tante ore ma non pensavo così a lungo. Abbiamo giocato entrambi molto bene: lui è partito fortissimo sia fisicamente che tatticamente, ci siamo dati battaglia e alla fine mi sono concentrato su me stesso e sul mio gioco e sono riuscito a portare la partita dalla mia parte".
La sfida in cucina con Musetti
Non poteva poi mancare un pensiero al prossimo match e all'amico Lorenzo: "Siamo cresciuti insieme, siamo grandi amici. Ci siamo incontrati la prima volta al 'Lemon Bowl'; persi, lui era già 'quello con la buona mano', aveva già un gran rovescio a una mano e aveva sempre il sorriso sulle labbra". "Aneddoti? Ce ne sarebbero tanti da raccontare. Durante la quarantena eravamo sempre in contatto, facevamo videochiamate ogni giorno per passare un po' il tempo. Facevano una sfida di cucina, mettevamo i piatti sulle storie di Instagram e raccoglievamo i voti dei follower. Ha vinto lui anche lì ma solo perché aveva più follower di me", ha concluso Cobolli.