"Del mio rapporto con Jannik non posso parlare, per ragioni contrattuali". In un'intervista concessa a 'Repubblica', Marco Panichi, ex preparatore atletico di Jannik Sinner e oggi nello staff di Holger Rune, sceglie di non commentare il motivo dell'improvvisa interruzione del proprio rapporto lavorativo con il fuoriclasse altoatesino, lo scorso giugno, alla vigilia del torneo di Wimbledon poi vinto. Con lui, venne allontanato anche il fisioterapista Ulises Badio, mentre il loro posto venne preso da Umberto Ferrara, di ritorno, e da Alejandro Resnicoff.
Le parole di Panichi
Marco Panichi, però, 'chiude un occhio' sul vincolo contrattuale poco più tardi: "Una cosa credo di poterla dire: i tre mesi della sua squalifica sono stati uno dei momenti più belli della mia vita professionale. Abbiamo lavorato a fondo, sempre divertendoci e scambiando molte cose con grande rispetto". Il 61enne preparatore atletico, che in passato ha lavorato anche con Novak Djokovic, stupisce quando gli viene chiesto quali siano stati i migliori atleti con cui ha collaborato: "Il tennista deve essere come un bravo decatleta, non troppo resistente o esplosivo, una via di mezzo. Novak e Jannik sono fisicamente i più adatti. Ma a livello di capacità atletiche, Fognini era impressionante. Come Rune: non puoi ‘fregarlo' con una smorzata. È un piacere vedere come si muove Jasmine Paolini: ha una forza incredibile. Le gambe di Iga Swiatek sono le migliori del circuito. Pure Emma Navarro ha grandi potenzialità". Chiosa sul doping: "È un gran pericolo: moralmente, e per le ripercussioni sul fisico degli atleti. Ma nel tennis ci sono così tanti controlli che stento a credere che qualcuno possa truccare le carte. Meglio lavorare sodo, ogni giorno. Con la fantasia. E il sorriso".