Musetti solo con Sonego batte la maledizione

A Hong Kong il carrarino, che oggi diventa n.5 al mondo, perde la finale con Bublik in due set. Ma finalmente, almeno in doppio con il torinese, interrompe la striscia nera
Musetti solo con Sonego batte la maledizione© EPA

Forse è una questione di sfortuna, perdere così spesso in finale da non riuscire a farsene una ragione. Sono sette le sconfitte di Musetti, una dietro l’altra, e sembra il giro del mondo delle finali da buttare. Londra, Umago, due volte a Chengdu, Atene, ieri Hong Kong, complice un problema al braccio destro indolenzito dalle gran botte di Rublev in semifinale. E in mezzo Montecarlo, anche quella per infortunio. Tre nel 2024, tre nel 2025, e già una nella nuova stagione. Ce ne sarebbe abbastanza per dare ragione a Ennio Flaiano, quando ricordava che la sfiga, a modo suo, è un’amante fedele: “Non ti lascia neanche quando sei nella po-po’”. Sarà, ma il punto di vista non mi appassiona. Ne farei più una questione di dna, se è vero che ciò di cui siamo fatti alla lunga si può correggere. Lorenzo Musetti viene da una famiglia che molto ha faticato e molto ha scavato per gettare presupposti e fondamenta di una vita felice, e Lore è di quella pasta lì, anche se è il primo che si sia affrancato dal lavoro nelle cave che fu del nonno ed è ancora oggi di suo padre. Toccherà anche a lui scavare, forse dentro di sé, forse nel suo tennis che pure è così bello da proporre paragoni con i giocatori più classici del passato. Magari c’è solo da aggiustare lo stato d’animo con cui scende in campo, o trasformare quella voglia che gli scorre dentro in un moloch insuperabile per gli avversari. Una correzione che sia a portata di mano, intendo, uno slancio evolutivo da ricercare nel proprio ambito, senza angosciarsi troppo, per avviare la trasformazione definitiva.

"Le finali non sono le mie partite"

Ma forse sono io troppo ottimista, troppo convinto che a un tennista come Lore - che si avviò vincendo due finali nel 2022 (Amburgo e Napoli) e poi si è trovato nelle secche con le successive sette sconfitte, ed cresciuto ugualmente fino a raggiungere il quinto posto nella classifica odierna - serva solo scendere in campo a brutto muso, cosa che non dovrebbe costargli granché visto che Muso è proprio uno dei nickname con cui lo conoscono nel Tour. Gliel’ha detto anche Bublik, carino nell’anteporre un pensiero per Lorenzo alla gioia di una vittoria (la nona) che lo spinge a 28 anni per la prima volta nella Top Ten: “Anche io ho perso tante finali, e so come ci si sente, ma questa ti porterà a vivere momenti importanti. Vedrai, arriverà presto un titolo di quelli grandi, ne sono sicuro e te lo meriti”. Lorenzo la prende meno bene, ma è comprensibile. “Si vede che le finali non sono le mie partite”, uggiola dimesso, prima di scuotersi, “ringrazio il mio team e la mia famiglia, che mi sostengono sempre, mi avete visto giocare molte finali senza mai alzare un trofeo, spero che la prossima volta sarà quella buona”. Si è preso il titolo del doppio, di lì a poco, di fianco all’amico Sonego con il quale propone un’alleanza juventino-torinista che non ha molti precedenti.

Il trionfo con l'amico Sonego

Primo successo di coppia dopo le finali a Indian Wells 2025 e Doha 2024, grazie a un bel successo su Khachanov e Rublev. Musetti ne prende atto e alza i toni: “Felicissimo di aver vinto con un amico”; “Primo torneo dell’anno e primo titolo in bacheca: è stato un piacere condividere il campo con te”, risponde Sonny. C’è però quella storia del braccio indolenzito a ravvivare le pratiche anti-sfiga e ricordare le parole di Flaiano. Le legnate di Rublev hanno lasciato il segno, ed è stato un peccato, perché Musetti, malgrado il dolore (e l’intervento del medico) ha giocato un primo set alla pari con il kazako, ha avuto lui per primo due palle break e ha tenuto il proprio servizio (senza forzare troppo la seconda, però) fino al tie break.  Alla pari con un Bublik che ha giocato una carta insolita, quella della saggezza, dando forma a una finale molto accorta e ben giocata sulla rotta servizio-rovescio, la connessione più brillante del suo tennis. Musetti non è riuscito a spostare gli scambi sulla linea del dritto di Bublik, colpo da sempre ballerino quando viene chiamato in causa di continuo, e si è definitivamente arenato sul 2-2 del secondo set, dopo aver ripreso il break ottenuto dal kazako in apertura. Lì Alexander ha subito ottenuto un nuovo break (3-2), si è staccato, per chiudere 6-3 con il terzo break del set. Destinazione Melbourne, con in più due giocatori in buona forma da aggiungere alla lista degli avversari di Sinner e Alcaraz, già da ieri in campo per gli allenamenti dopo aver viaggiato, dormendo, sullo stesso aereo.

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