"Credere. Credere sempre. Dico sempre che bisogna credere in se stessi, a prescindere dalle difficoltà che si stanno attraversando". Così Carlos Alcaraz commenta il successo su Alexander Zverev, che è valso l'accesso alla sua prima finale degli Australian Open. Alla Rod Laver Arena, il numero 1 al mondo si è imposto dopo 5 ore e 27 minuti e 5 parziali di cui 2 giocati da fermo a causa dei crampi che hanno rischiato di compromettere un match che lo aveva visto dominare i primi 2 set. Avvantaggiato dal calo del 6 volte campione Slam, il 4 volte finalista Major ha pareggiato i conti e trascinato la semifinale al quinto e decisivo parziale. Nel corso del match, Zverev ha inoltre contestato ferocemente la direzione arbitrale per avere concesso il medical time out allo spagnolo, violando così il regolamento per cui i crampi sono curabili soltanto durante i cambi di campo o i set break in quanto giudicati un calo della condizione fisica e non un infortunio.
"È una stronz..."
"È incredibile che venga curato per i crampi, è una stronzata. Stai proteggendo questi due ragazzi, ogni volta" le parole del 3 volte finalista Slam sempre più convinto del complotto Sincaraz. Tuttavia, prima del dolore alla gamba che lo spagnolo ha ritenuto fosse un problema all'adduttore, il numero 1 Atp aveva rigurgitato nel proprio asciugamano, ragion per cui il giudice, in linea con il nuovo regolamento sulle alte temperature, ha demandato allo staff medico il compito di accertare le condizioni del giocatore di cui i crampi avrebbero potuti essere ricondotti a un malessere da calore.