Jannik Sinner ha già voltato pagina e dopo la sconfitta subita in semifinale agli Australian Open contro l’eterno Novak Djokovic, sta per partire per Doha, ATP 500 che lo vedrà tra i protagonisti dal prossimo 16 febbraio. L’azzurro, numero 2 del mondo e campione ormai a tutto tondo apprezzato a livello planetario, ha fatto in questi giorni alcuni esami medici, una sorta di check-up, per ricaricare anche la macchina fisica, altrettanto importante di quella “tecnica”. Obiettivo principale comprendere natura e cause dei frequenti crampi. Teatro dei controlli, come è già successo più volte in passato il JMedical di Torino.
Nardi eliminato
Come è logico pensare Jannik arriverà a Doha con la voglia di riscattare immediatamente la battuta d’arresto nel primo Slam di stagione e saprà regalare emozioni al pubblico, presente e televisivo, che non aspetta altro. Ieri non è riuscito a superare invece nel 250 ATP di Montpellier la classica “prova del nove” il 22enne pesarese Luca Nardi. L’azzurro, che grazie ai quarti di finale rivede la top 100 ATP, è stato sconfitto dal figlio d’arte Martin Damm, proveniente dalle qualificazioni. Il mancino americano si è imposto 6-3 7-6 annullando all’azzurro anche due set point nella seconda frazione. Nella prima la sua partenza bruciante ha indirizzato il match verso di lui. Il 3-0 iniziale è stato destabilizzante per il giocatore italiano che si è ripreso rimanendo in scia ma non è riuscito a fare la differenza come nelle due precedenti uscite in terra di Francia. Visibilmente soddisfatto al termine il vincitore: «Bella atmosfera qui a Montpellier – ha dichiarato – e pubblico che ha dimostrato di apprezzare il mio gioco. Sono molto contento della raggiunta semifinale e cercherò di proseguire la corsa. Oggi è stato determinante il gioco ma soprattutto l’atteggiamento».
Le semifinali a Montpellier
Damm se la vedrà nel prossimo turno contro un talento di casa, l’esperto transalpino Adrian Mannarino, attuale numero 70 ATP ma con un best ranking di numero 17. A confronto e per la prima volta in carriera la potenza dell’americano, che cerca di chiudere gli scambi con schemi veloci e precisi, sia quando serve che quando risponde, e le “carezze” di Mannarino che sfrutta la velocità di palla dei rivali ma sa mettere in campo sapienza tattica e tocco, quello che gli ha spesso permesso di centrare risultati anche a sorpresa. Match dunque interessante e dal pronostico aperto. Mannarino nei quarti ha avuto la meglio sul giovane connazionale Arthur Gea, 21 anni e un futuro ancora tutto da disegnare, anche se il potenziale ha dimostrato di averlo. Per Mannarino successo in tre set dopo due ore e mezza di lotta. In semifinale anche Auger Aliassime che ha battuto il francese Fils 6-4 6-2.
