Bertolucci spiega Sinner: "Troppi carichi e muscoli imballati. Le sconfitte dipendono da..."

L’ex capitano di Davis parla di Jannik e dei suoi ultimi 2 ko: "Nessuna tragedia, probabilmente sta cercando nuove soluzioni"
Bertolucci spiega Sinner: "Troppi carichi e muscoli imballati. Le sconfitte dipendono da..."© EPA

Dieci giorni per ritrovare brillantezza e soprattutto le certezze perdute. Sono quelli che ha davanti Jannik Sinner prima di presentarsi all’appuntamento con Indian Wells, primo Masters 1000 del 2026. I verdetti di Doha, con l’ennesimo trionfo di Carlos Alcaraz e l’uscita di scena ai quarti dell’azzurro per mano di Jakub Mensik, hanno ampliato il divario fra i due in classifica: 10.400 i punti dell’altoatesino, 3.150 in meno del grande rivale, sicuro di rimanere sul trono anche dopo il Sunshine Double e dunque almeno di eguagliare le 66 settimane al vertice in carriera del 24enne di Sesto Pusteria. Anche se il duello per la vetta si accenderà quindi sulla terra rossa (e lo stesso Jannik ha indicato il Roland Garros come uno dei principali obiettivi dell’annata) Sinner può cercare di sfruttare la trasferta americana per accorciare le distanze non avendo nulla da difendere in questi tornei, non disputati nel 2025 per lo stop forzato. C’è da credere che farà di tutto per farsi trovare competitivo in California, fra l’altro l’unico grande titolo sul cemento che ancora gli manca (a Indian Wells rientrerà anche Lorenzo Musetti, n.5 del ranking, dove diventano sette gli italiani in Top 100 a causa dell’uscita di Luca Nardi, retrocesso di 15 posizioni, al n.109).

Il confronto con Carlos Alcaraz e l’analisi di Paolo Bertolucci

Intanto a sottolineare le differenze tra questa versione dell’azzurro e quella ammirata nella scorsa stagione è Paolo Bertolucci, soffermandosi su aspetti tecnici e fisici così come sulla trasformazione in corso per aggiungere imprevedibilità al suo tennis (“Inserire novità comporta rischi”, aveva dichiarato proprio la Volpe). "Nelle sconfitte di Jannik credo non ci sia solo un singolo e semplice motivo, sono diverse le concause – il parere dell’ex capitano di Coppa Davis -. Sicuramente non è spavaldo com’era lo scorso anno, ha momenti dove è meno lucido. Se vediamo il quinto set perso in Australia con Novak Djokovic e il terzo contro il ceco a Doha, è mancato un po’ di ardore. Probabilmente sta immettendo nuove soluzioni nel suo gioco ed evidentemente non le ha ancora assimilate, così com’è probabile che abbia caricato molto la preparazione e sia un pochino imballato". Bertolucci respinge però al mittente quanto affermato dai media spagnoli di un n.2 del mondo in crisi: "Non è una tragedia. In una carriera di momenti così ce ne sono tanti e anche in una singola stagione. L’importante è che ora sappia cosa fare e dalle sue parole direi che lo sa. Teniamo infine conto dell’avversario perché la gente si chiede chi sia Mensik, ma è un signor giocatore che ha vinto già un Masters 1000 e che quando è bello centrato fa paura".

Le parole di Julien Benneteau e gli obiettivi stagionali

Un giudizio analogo ha espresso anche Julien Benneteau, fino allo scorso anno capitano della nazionale francese di Billie Jean King Cup. "Nonostante questa fase in cui c’è un calo di forma non occorre dare per finito Jannik – le parole dell’ex n.25 Atp ospite di Rmc Sports –. Probabilmente ha accusato il colpo dopo la sconfitta con Djokovic in semifinale agli Australian Open. Ma nella tournée americana bisognerà fare i conti con lui. Penso che Alcaraz gli sia entrato nella testa, perché l’italiano sta cercando di evolvere il suo gioco in funzione di Carlitos, che ha una versione molto più completa e dal 1° gennaio è stato impressionante. Ma lo spagnolo non vincerà tutte le partite, Sinner riuscirà a batterlo nel corso della stagione. Non c’è un abisso tra i due".

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