Sinner dominante: statistiche e prestazioni nel torneo
Meglio Sinner, che ha finito per stralunare anche gli avversari di Alcaraz (magari facendogli un favore). L’altro giorno si è allenato con Norrie, poi battuto da Carlitos nei quarti, per una seduta prevista sulle due ore, poi protrattasi oltre le tre ore e mezzo. Cameron ne è uscito con una precisa indicazione per il futuro: «Questo non mi frega più». I conti di Jannik indicano 50 game vinti, 22 concessi, e nessun set perduto. Ha rischiato con Fonseca, lo sa bene anche lui. Ma l’ha contenuto nei previsti due set, seppure finiti entrambi al tie break. Con gli altri è stata mattanza: dieci appena i game concessi in tutto a Svrcina, Shapovalov e Tien.
Servizio, ranking e precedenti verso le semifinali
Il ritorno di Sinner ai livelli, per la verità non così lontani, delle Finals torinesi, dove ha schiacciato gli avversari con facilità, Alcaraz compreso, si delinea anche dalle voci più importanti del capitolato statistico di Indian Wells. Jannik ha ribadito il netto miglioramento delle sue percentuali al servizio, con 33 ace messi a segno, e un ammirevole 83,7% nella traduzione in punti delle prime battute, sopra l’80% (86% con Fonseca, 85% con Tien) in tutti e quattro i confronti disputati. Sei le palle break annullate sulle 8 concesse, 14 invece i break imposti agli avversari. Non sta male nemmeno Alcaraz, ma un po’ sotto il livello espresso dal Numero Due. Diciotto ace, e una traduzione in punti della prima palla di servizio sopra il 70% (72,7), con punte del 76% contro Rinderknech e del 75% con Norrie. Cinque palle break salvate, 8 quelle concesse e 14 – come Sinner – i break vinti.
Classifica, percorso nel torneo e possibili scenari
Sono i maestri del tennis a indicare, come sicura compagna di ogni vincitore che si rispetti, una percentuale superiore al 70 di prime palle tradotte in punti. Alcaraz ci rientra, come si vede, Sinner addirittura straripa. Un ultimo quadro, utile al confronto (se mai ci sarà, in questa finale) viene dalla classifica dei tennisti battuti fin qui: la somma del ranking degli avversari del Numero Uno (Dimitrov 42, Rinderknech 28, Ruud 13 e Norrie 29) si attesta a quota 112. Quello di Sinner sale a 209 (Svrcina 108, Shapovalov 39, Fonseca 35 e Tien 27). Percorso più facile, forse, ma va considerato lo stato di forma di Shapo, Sinnerzinho e dell’apprendista Tien, tra i più in palla a Indian Wells. Di fatto, i due appaiono di nuovo vicini, più di quanto non dicano i rispettivi punti in classifica, 13.550 quelli di Alcaraz, 2.750 in più rispetto ai 10.800 di Sinner. Una vittoria darebbe a Carlos il nono successo in un Masters 1000 e nuovo slancio in classifica. Al contrario, per Sinner varrebbe la 6ª vittoria, una per ognuno dei 1000 sul cemento, e un avvicinamento consistente (2.400 punti) alla vetta della classifica. Ma prima tocca battere Zverev (Sinner è avanti 6-4 e ha vinto gli ultimi 5 confronti) e Medvedev (6-2 per Alcaraz). E non sarà facile, statistiche a parte.
