Fonseca, dopo Sinner va ko anche con Alcaraz: Joao spiega così le differenze tra Jannik e Carlos!

Il 19enne brasiliano è uscito sconfitto a Miami contro il numero 1 del mondo, con Jannik aveva perso a Indian Wells: ecco il suo pensiero

L'obiettivo di Joao Fonseca all'inizio di questo 2026 era quello di affrontare Sinner e Alcaraz per capire il suo livello attuale di tennis rispetto ai migliori e trarre insegnamenti per raggiungere il loro livello il prima possibile. Dopo il ko contro il numero 1 del Mondo al Masters 1000 di Miami, il giovane tennista brasiliano ha parlato così di Carlos e Jannik nella conferenza stampa post match.

"Sinner è un robot"

Sconfitto anche da Sinner nei quarti di Indian Wells, Joao ha raccontato: "Affrontarli entrambi mi ha aiutato a capire i loro diversi stili di gioco. Credo che Alcaraz abbia un repertorio di colpi più ampio. Jannik è come un robot: si limita a schiacciare la palla e fa tutto alla perfezione. Carlos, d'altro canto, sa fare assolutamente tutto in campo. Può imprimere topspin alla palla, colpirla con molta forza, andare a rete, cambiare ritmo... I suoi movimenti sono spettacolari ed è difficile capire il suo gioco".

"Alcaraz ha tutti i colpi"

Concentrandosi maggiormente sul match contro Carlos Alcaraz a Miami, il diciannovenne brasiliano ha spiegato: "Con il progredire della partita, ho sentito che si stava rilassando e trovava il suo ritmo in campo. All'inizio giocava con un po' di pressione sulle spalle, ma ottenere un break iniziale in ogni set ha alzato il suo livello. Sono sceso in campo convinto di poter vincere dopo quello che era successo con Sinner a Indian Wells, ma non ho sfruttato le mie opportunità e lui ha giocato una grande partita. È il numero uno. Devo riflettere sui miei errori e imparare da essi". Poi ha concluso: "La sfida più grande contro Alcaraz è che non sai mai cosa farà, perché ha tutti i colpi nel suo arsenale. Devi giocare un tennis perfetto, e io ho sprecato le occasioni che ho avuto. Penso che sia questo che ha fatto la differenza".

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"Fonseca ha colpi fantastici"

Al termine della partita contro Fonseca, Alcaraz aveva parlato così del giovane brasiliano nell'intervista sul campo a seguito del suo successo nell'incontro. Alla domanda: “João ha affrontato Sinner a Indian Wells e te a Miami. Due partite importantissime per la sua età. Quando avevi la sua età, quanto ti hanno aiutato queste partite a crescere?”, Carlos ha risposto: Carlos: “Beh, ricordo bene la prima volta che ho giocato contro Rafa Nadal a Madrid. Ricordo quanto sia stata importante quella partita per me... anche se sono stato letteralmente distrutto. Direi che per lui, giocare alla pari con noi, sarà fondamentale ricevere un ottimo feedback dal suo team. Sapranno cosa deve migliorare in futuro. Ha tutto. Colpi fantastici. Ci sono molte cose da migliorare. Ma sono abbastanza sicuro che ci riuscirà. Giocare due tornei di fila contro il numero 1 e il numero 2 del mondo sarà davvero utile per lui".

Alcaraz e il pubblico tutto per Fonseca

In conferenza stampa, il numero 1 del mondo ha aggiunto altri dettagli, partendo dal calore del pubblico brasiliano nei confronti di Joao: "Vorrei precisare che non è che il pubblico fosse contro di me; semplicemente lo sosteneva. Credo che questa sia una grande differenza. Sono stati molto rispettosi per la maggior parte della partita, supportando Joao quando necessario. È stato fantastico; mi è piaciuta l'atmosfera, un'atmosfera del genere in un secondo turno di un Masters 1000. Credo che l'atmosfera fosse incredibile, davvero. Non volevo mettere a tacere nessuno. Volevo giocare il mio gioco, fare il mio lavoro e mostrare il mio miglior livello, perché so di cosa è capace Joao su un campo da tennis. Ho cercato di rimanere concentrato, di ignorare il rumore proveniente dagli spalti, di continuare a spingere. Sono orgoglioso di esserci riuscito; allo stesso tempo, mi sono divertito molto in un'atmosfera così meravigliosa".

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Il paragone di Alcaraz

Primo match ufficiale contro Fonseca, Alcaraz spiega: "A volte riusciva a chiudere un punto vincente da fondo campo, anche con una palla relativamente debole, o, per esempio, con uno slice appena eseguito, tirando fuori un vincente dal nulla. A volte questo mi sorprendeva, a dire il vero, perché contro altri giocatori riesco a rispondere alla palla successiva e a rientrare nel punto. Contro di lui, è tutta un'altra storia. Hai la sensazione che possa fare un vincente da qualsiasi posizione, ed è impressionante. È questo che mi ha sorpreso di più. Allo stesso tempo, so di cosa è capace. Grandi colpi, molta potenza. Ma parlando della nostra prima partita, è questo che mi ha impressionato di più. Mi ricorda tantissimo com'ero io alla sua età, quando ho iniziato la mia carriera nel circuito. Direi che deve imparare a scegliere il colpo giusto. A volte sbaglia dei colpi, o anche molte palle facili, perché non sceglie il colpo giusto, la palla da colpire in determinate situazioni. Sono convinto che ci arriverà in un futuro non troppo lontano. Giocare contro il numero uno e il numero due del mondo in tornei consecutivi gli darà il feedback di cui ha bisogno, e lo vedremo migliorare molto presto.

Nba e gentilezza

Passaggio anche sull'Nba per Carlitos: "Credo di aver approfittato della sua magia ieri. Non direi di trarre ispirazione da queste cose quando arrivo a un torneo, ma ammiro il fatto di essere così fortunato da assistere a cose come quella che ha fatto ieri, scrivendo la storia con i Lakers. Praticamente fa la storia in ogni partita che gioca. Ammiro molto questi giocatori e per fortuna ho avuto modo di chiacchierare un po' con lui. Vorrei essere riuscito a prendere un po' di quella magia e a mostrarla durante tutto il torneo". Infine una curiosità: "Non è qualcosa che mi è stato insegnato, onestamente non ci penso. Non so, credo che si tratti di essere gentili, di lasciare passare gli altri. Lo faccio in pista, lo faccio fuori pista, con le persone che mi circondano, ovunque io vada, gli altri vengono prima di me. Si tratta di essere gentili, tutto qui, non è qualcosa a cui penso."

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L'obiettivo di Joao Fonseca all'inizio di questo 2026 era quello di affrontare Sinner e Alcaraz per capire il suo livello attuale di tennis rispetto ai migliori e trarre insegnamenti per raggiungere il loro livello il prima possibile. Dopo il ko contro il numero 1 del Mondo al Masters 1000 di Miami, il giovane tennista brasiliano ha parlato così di Carlos e Jannik nella conferenza stampa post match.

"Sinner è un robot"

Sconfitto anche da Sinner nei quarti di Indian Wells, Joao ha raccontato: "Affrontarli entrambi mi ha aiutato a capire i loro diversi stili di gioco. Credo che Alcaraz abbia un repertorio di colpi più ampio. Jannik è come un robot: si limita a schiacciare la palla e fa tutto alla perfezione. Carlos, d'altro canto, sa fare assolutamente tutto in campo. Può imprimere topspin alla palla, colpirla con molta forza, andare a rete, cambiare ritmo... I suoi movimenti sono spettacolari ed è difficile capire il suo gioco".

"Alcaraz ha tutti i colpi"

Concentrandosi maggiormente sul match contro Carlos Alcaraz a Miami, il diciannovenne brasiliano ha spiegato: "Con il progredire della partita, ho sentito che si stava rilassando e trovava il suo ritmo in campo. All'inizio giocava con un po' di pressione sulle spalle, ma ottenere un break iniziale in ogni set ha alzato il suo livello. Sono sceso in campo convinto di poter vincere dopo quello che era successo con Sinner a Indian Wells, ma non ho sfruttato le mie opportunità e lui ha giocato una grande partita. È il numero uno. Devo riflettere sui miei errori e imparare da essi". Poi ha concluso: "La sfida più grande contro Alcaraz è che non sai mai cosa farà, perché ha tutti i colpi nel suo arsenale. Devi giocare un tennis perfetto, e io ho sprecato le occasioni che ho avuto. Penso che sia questo che ha fatto la differenza".

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