Sinner cambia ritmo, il piano prima dell’assalto al Roland Garros. E l’ex coach emoziona tutti

Il campione di Roma con la famiglia in Alto Adige trascorre qualche ora senza racchetta e senza pressione

Oggi, terzo giorno di felicità. Domani, sorteggio. Note a margine: si torna a timbrare il cartellino. Ricordare… Far spostare il debutto almeno a lunedì, meglio martedì. Cerchio rosso: Zverev e Djokovic si allenano insieme sullo Chatrier, è un’alleanza? Sottolineato… Serve frase su Alcaraz dopo il suo ritiro da Wimbledon, tipo “mi manchi” (migliorabile). Pagine ipotetiche tratte dall’agenda di Jannik Sinner. Al centro, la felicità. “Credo che le ragazze felici siano le più carine”, scriveva Audrey Hepburn, che visse a lungo a Roma, zona Parioli.

 

 

Tradotto negli schemi dell’attuale sinnerologia si potrebbe dire: “Sono sicuro che i ragazzi più carini siano quelli più riposati”. Tre giorni di dormite bastano? Domanda essenziale, nel quadro d’assieme del campione che un giorno confessò di riuscire a dormire fino a pochi minuti prima di scendere in campo. Ma c’è di più. Mi affido a John Lennon che raccontando della madre (“Mamma, hai avuto me, ma io non ho mai avuto te”, cantò poi in uno dei suoi ultimi brani), disse di ricordare che la frase che gli ripeteva più spesso era sulla felicità, unico scopo della vita. A scuola scrisse un tema su come avrebbe voluto essere da grande, un uomo felice, lo titolò. Non hai capito il tema, fu il rimprovero. Lui si difese: siete voi che non avete capito la vita.

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Il messaggio di Piatti

Felicità è svegliarsi e leggere i complimenti del coach che ti ha lanciato. Bello il messaggio che Riccardo Piatti ha veicolato sul profilo Instagram del suo Centro di formazione tennistica… «Vedervi insieme, tu e Panatta, è stato per me particolarmente emozionante. Grazie ad Adriano ho cominciato a giocare a tennis e ad amare questo sport. Nel 1984, Panatta mi propose di lavorare per il Centro Tecnico, per cercare e costruire nuovi giocatori. Il mio sogno era che uno di questi potesse vincere Roma e Parigi, dove Adriano aveva fatto la storia. Poi è arrivato Jann che ho avuto la fortuna di veder crescere da vicino e che continua a crescere scrivendo la storia del tennis italiano. Vederli insieme è stato bello. Bravo Jann e bravo il tuo Team. Spero di rivedere quest’abbraccio tra qualche settimana al RG. I sogni a volte si avverano». Felicità sono 50 punti in più in classifica. Che sono niente, nell’ambito dei 14 mila messi insieme da Sinner, ma rappresentano a loro modo un apprezzabile segnale che tutto procede per il meglio. Intanto, la classifica sale a 14.750 punti, grazie a una formula che, a raccontarla tutta, sarebbe fonte estrema di infelicità, ma che prevede una sorta di cadeau (en français, perdinci) per chi migliora il risultato dell’anno precedente.

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Ora il Roland Garros

Infine, come ultimo sviluppo del concetto di felicità applicata a Sinner, proporrei il seguente…Felice è colui che sa che cosa lo aspetta. Dunque, il Roland Garros, che per il nostro vale il completamento del Career Grand Slam. Sarà un torneo molto difficile, qualunque sia il sorteggio e comunque lo vogliate immaginare, anche per un tennista che, a detta di Casper Ruud, «quando sale ai massimi livelli, non c’è modo di stargli dietro». Difficile perché Sinner dovrà fare i conti con tutte le energie già sparse sui campi di mezzo mondo. E sono tante. Riposo, allenamenti, tenuta fisica, controllo del tono muscolare, tutto dovrà essere condotto nel nome della massima attenzione scientifica. E questa è una nuova sfida, che obbligherà Sinner a un attento utilizzo anche della propria forza mentale. Perché tutto dovrà allinearsi lungo un tracciato di “benessere vincente” nel quale anche la più piccola scossa potrebbe causare disordine. Vincere in fretta sarà un bene, ma sprecare energie per farlo a tutti i costi potrebbe non convenire, è uno dei rebus che Sinner si troverà a sciogliere. Ma anche le sfide difficili possono essere fonte di felicità. No? Sarà Jannik a dircelo.
 

 

 

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Oggi, terzo giorno di felicità. Domani, sorteggio. Note a margine: si torna a timbrare il cartellino. Ricordare… Far spostare il debutto almeno a lunedì, meglio martedì. Cerchio rosso: Zverev e Djokovic si allenano insieme sullo Chatrier, è un’alleanza? Sottolineato… Serve frase su Alcaraz dopo il suo ritiro da Wimbledon, tipo “mi manchi” (migliorabile). Pagine ipotetiche tratte dall’agenda di Jannik Sinner. Al centro, la felicità. “Credo che le ragazze felici siano le più carine”, scriveva Audrey Hepburn, che visse a lungo a Roma, zona Parioli.

 

 

Tradotto negli schemi dell’attuale sinnerologia si potrebbe dire: “Sono sicuro che i ragazzi più carini siano quelli più riposati”. Tre giorni di dormite bastano? Domanda essenziale, nel quadro d’assieme del campione che un giorno confessò di riuscire a dormire fino a pochi minuti prima di scendere in campo. Ma c’è di più. Mi affido a John Lennon che raccontando della madre (“Mamma, hai avuto me, ma io non ho mai avuto te”, cantò poi in uno dei suoi ultimi brani), disse di ricordare che la frase che gli ripeteva più spesso era sulla felicità, unico scopo della vita. A scuola scrisse un tema su come avrebbe voluto essere da grande, un uomo felice, lo titolò. Non hai capito il tema, fu il rimprovero. Lui si difese: siete voi che non avete capito la vita.

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