Alcaraz, annuncio shock: "Devo ritirarmi da Queen's e Wimbledon". Sinner in fuga nel ranking

Il tennista murciano annuncia il forfait per tutta la stagione sull'erba a causa del persistente infortunio al polso destro

Non è più verde l'erba di Carlos Alcaraz, almeno per quest'anno. Il polso destro migliora, assicura il n.2 del mondo e rivale di Jannik Sinner, ma non abbastanza da poter tornare a calcare i campi del Queen's e soprattutto di Wimbledon: non solo uno Slam, un'icona. Che il problema fisico che aveva costretto il 23enne tennista di Murcia a ritirarsi dal torneo di Barcellona lo scorso 14 aprile fosse una cosa seria, si era capito dal riserbo attorno alla diagnosi e dagli annunci di forfait in sequenza. Prima Madrid, poi Roma e Parigi, ora la tappa londinese che porta il tennis mondiale sull'erba. "La mia guarigione sta procedendo bene e mi sento molto meglio, ma purtroppo non sono ancora pronto per gareggiare, motivo per cui devo ritirarmi dai tornei sull'erba del Queen's e di Wimbledon - l'annuncio del campione spagnolo dal suo profilo Instagram -. Sono due tornei davvero speciali per me e mi mancheranno molto. Continueremo ad allenarci per tornare il prima possibile". Prima del Masters 1000 di Montreal, al via il 2 agosto, non si rivedrà in campo. E proseguirà perciò il dominio di Sinner, che già con la vittoria di Roma era certo di rimanere n.1 del ranking Atp anche dopo Wimbledon. I primi a fare i conti sono proprio i tifosi spagnoli: Alcaraz oltre ai 2000 del Roland Garros deve rinunciare ad altri 1800 punti (500 del Queen's vinto lo scorso anno, 1.300 per la finale di Wimbledon) e non può andare oltre gli 8.160 complessivi, con Sinner che nella migliore delle ipotesi potrebbe arrivare addirittura a 15.000. Come dire, per tutto il 2026 di controsorpasso non se ne parla, assicurano in Spagna.

Le ipotesi sulla gravità del problema al polso

Spianata la strada per altri successi al tennista azzurro, l'assenza di Alcaraz apre comunque interrogativi preoccupanti. Mai prima d'ora, sottolineano i media spagnoli, un infortunio così serio aveva colpito il n.2. Nel riserbo dello staff e dei medici, spuntano ipotesi varie: tra le possibili cause del dolore al polso - di per sé già non il punto migliore da curare per un tennista - sono state menzionate un'infiammazione della guaina sinoviale o una lesione del complesso fibrocartilagineo triangolare, ovvero una lacerazione più o meno grave di cartilagine e legamento posti tra l'ulna e il carpo. È questa l'ipotesi più accreditata in Spagna. Più della diagnosi, preoccupa la prognosi. Con l'odierna rinuncia, saranno già 110 i giorni di assenza dal campo di Alcaraz, che sull'erba dei tornei londinesi conta uno score di 35 vittoria e solo quattro sconfitte, che gli hanno fruttato due titoli a Wimbledon (2023 e 2024) e due al Queen's (2023 e 2025).

I tempi di recupero

"Non posso dare una tempistica per il mio ritorno. Posso garantire che farò tutto il possibile per tornare il prima possibile - aveva detto giorni fa lo spagnolo, ai Laureus Awards -. Ho una lunga carriera davanti a me e non ho paura di saltare ciò che devo saltare. So che questa zona deve guarire molto bene se non voglio che questo mi influenzi in futuro". Ieri invece, in un'intervista a Vanity Fair Spagna, Alcaraz aveva però parlato della difficoltà a gestire la pressione mediatica. "È stressante perché devi pensare costantemente a cosa stai facendo, quando lo stai facendo e dove ti trovi, e come tutti, abbiamo i nostri giorni buoni e i nostri giorni cattivi. A volte, vorrei solo avere più tempo per me stesso, per fare le cose che farebbe un ragazzo della mia età": forse già sapeva di dover annunciare un'altra, dolorosa rinuncia.
 

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