Sinner e la prova di Robin Hood: erba, afa e il mistero del suo corpo

Il ritorno sull'erba inglese offrirà i primi segnali dopo settimane di lavoro e verifiche approfondite

Jannik Sinner entra nel club di tennis più verde ed esclusivo al mondo e incamera aria pulitissima, ad alto tasso adrenalinico. Perché se è vero, come sosteneva Yves Saint Laurent, che “Il profumo è il fratello del respiro”, risentire l’odore di quell’erba dove un anno fa ha vissuto l’apice della sua fantastica carriera deve aver avuto il potere di restituirgli un po’ di quella serenità che il fattaccio del Roland Garros ha eroso. Già, quell’improvviso blackout energetico non imputabile al caldo ma a qualcos’altro che ha mandato in cortocircuito il suo corpo. Atterrato a Londra giovedì, ha iniziato a testare i campi in erba per riprendere confidenza con una superficie infida nel proprio Dna. Non a caso prima dell’appuntamento con la A maiuscola sul verde si disputano una serie di tornei minori tra 250 e 500 che però Jannik ha preferito disertare per permettere un completo reset non solo fisico ma anche mentale. E allora ecco il compromesso che gli permetterà lunedì di debuttare nel match d’apertura sul Centrale riservato al campione in carica senza essere completamente a digiuno dai fili d’erba. Nella prossima settimana, da martedì a sabato, prenderà parte al torneo esibizione dell’Hurlingham Club di Londra “Giorgio Armani Tennis Classic” che vedrà tra i protagonisti anche il recente finalista del Roland Garros, Flavio Cobolli e l’altro azzurro Luciano Darderi. Un antipasto gustosissimo per lui, che potrà saggiare il suo grado di confidenza con la superficie e per i tifosi, che potranno goderselo in diretta televisiva su Supertennis.

Temperature assurde

Per Sinner sarà anche un test su come saprà reagire al caldo visto che per i giorni dell’esibizione sono previsti almeno 34 gradi: del resto l’Inghilterra non fa eccezione e negli ultimi anni si è dovuta confrontare con temperature mai raggiunte in passato. Un caldo così potente e inusuale da diventare una delle cause non secondarie della morte della quercia millenaria nella foresta di Sherwood, nota come Major Oak (“quercia maggiore”), tra le più grandi e antiche d’Inghilterra. La sua popolarità è legata al personaggio di Robin Hood, la cui banda secondo la leggenda trovava riparo sotto la vasta chioma della quercia e si rifugiava all’interno del suo tronco enorme (10 metri di circonferenza). Dunque queste settimane britanniche non regaleranno risposte solo dal punto di vista tecnico ma anche fisico se le temperature si confermeranno di stampo siciliano. Sinner comunque si presenterà con la sicurezza di essere stato promosso dagli esami effettuati al San Raffaele per risultati più che incoraggianti se è vero che l’unico accorgimento apportato è stato quello di mettersi sul braccio un cerotto in grado di monitorare la curva glicemica e quindi mappare il consumo di zuccheri. Potrebbe essere stato un assorbimento anomalo degli stessi la ragione dell’improvviso calo di forze provato a Parigi contro Cerundolo e che gli costò l’eliminazione al secondo turno. Dopo tanti esami, ecco pure il test di Robin Hood...

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