La ferita del Roland Garros è ancora aperta, ma il “cerotto” comparso nelle ultime ore sul braccio di Jannik Sinner non servirà a rimarginarla. O forse, in qualche modo, sì. Perché quella “macchiolina” balzata agli occhi dei più attenti, sezionando i pochi secondi di un video che immortala il numero uno al mondo allenarsi sul cemento di Montecarlo, altro non è che un “cgm”, acronimo inglese di “Monitoraggio Continuo del Glucosio». E serve proprio, nella fattispecie, a capire cosa sia capitato all’altoatesino nel secondo turno parigino contro Cerundolo Jr., così come in diverse altre occasioni in precedenza. Quando la macchina perfetta dell’azzurro, più o meno all’improvviso, si è riscoperta senza benzina.
Sinner studia le cause dei cali fisici in vista di Wimbledon
Tra giornate di riposo in Sardegna e di lavoro nel Principato, intervallate dagli accertamenti svolti al San Raffaele di Milano, lo staff che gravita intorno a Sinner sta cercando adeguate risposte alla domanda su cosa capiti, di tanto in tanto, al fisico del 24enne di Sesto, che un quindici dopo l’altro si ritrova svuotato di energie. Proprio per questo l’azzurro, negli ultimi giorni, ha “indossato” il dispositivo che monitora costantemente il livello degli zuccheri in corpo, al fine di appurare se - sotto sforzo prolungato, soprattutto ad alte temperature - subentrino delle fasi di ipoglicemia. Il sensore misura con cadenza regolare, anche piuttosto frequente, i valori sotto osservazione, quindi li invia su smartphone attraverso un’app.
E proprio lì potrebbero celarsi indicazioni importanti su come gestire il prezioso fisico del quattro volte vincitore Slam, perché l’analisi dell’evoluzione dei livelli di glucosio è in grado di suggerire accorgimenti per evitare black-out. Attraverso una differente alimentazione pre-gara, per esempio, o attraverso un più efficace supporto di liquidi e integratori nel corso dei match di lunga durata. Un espediente utilizzato, in passato, anche da Djokovic, oltre che oggi - ovviamente - dal fresco trionfatore parigino Zverev, che soffre di diabete. Un dettaglio ora soppesato con attenzione anche dallo stesso Sinner, maniacale sotto ogni aspetto, in attesa di cominciare a calcare - nelle prossime ore - quell’erba di Wimbledon che dodici mesi fa l’aveva incoronato Re d’Inghilterra.
Wimbledon 2026: Berrettini in tabellone, Musetti costretto al forfait
E ai Championship la quota azzurra sarà sostenuta anche da Matteo Berrettini, che a Londra vanta una finale nel 2021, ma che questa volta ha rischiato di rimanere fuori dal main draw. Come apparentemente impossibile per il numero 49 al mondo, sennonché il romano - al momento della compilazione delle liste di Wimbledon - annaspava ancora al numero 107 del ranking, alla vigilia dell’exploit del Roland Garros.
L’azzurro ha così avuto la certezza dell’accesso in tabellone all’All England Lawn Tennis and Croquet Club soltanto ieri e soltanto per via della bandiera bianca sventolata, purtroppo, dal connazionale Lorenzo Musetti, ancora alle prese con gli strascichi della lesione al retto femorale della gamba sinistra rimediata a Roma. «La riabilitazione sta procedendo molto bene ed i risultati medici sono incoraggianti - ha rassicurato il carrarino in una nota -. Purtroppo, non avendo ancora iniziato una preparazione atletica completa e dopo attenta valutazione, siamo però giunti alla difficile conclusione che quest’anno non potrò competere a Wimbledon. Non è una decisione facile, ma è quella giusta: la mia priorità è tornare in campo al 100%». Sulla decisione ha certamente inciso il rischio di ricadute, che ha indotto lo staff di Musetti alla prudenza. E, perché no, anche la garanzia di mantenere comunque una solida classifica, dato che l’anno scorso ai Championship era arrivata una sconfitta (sempre da acciaccato...) al primo turno.
Berrettini si prepara sull’erba mentre Sonego saluta Halle
Fuori uno e dentro l’altro, dunque. Con Berrettini che ha lasciato Parigi confortato dall’assenza di lesioni dopo il ritiro nei quarti di finale, si è recato a Torino per lavorare sul cemento e passare gradualmente dalla terra all’erba (secondo la strategia che fu di Djokovic e che, appunto, ha seguito anche Sinner) e infine ha fatto una capatina a Stoccarda, per assaporare il profumo dell’erba e per rispettare gli oneri da testimonial dello sponsor che “firma” il 500 vinto domenica da Shelton. Proprio l’americano che, ieri, ha interrotto al primo turno la corsa ad Halle di Lorenzo Sonego, entrato in tabellone in qualità di lucky loser. Il 23enne di Atlanta ha impiegato un’ora e venti minuti per avere la meglio sul torinese con il punteggio di 7-5 6-3. Quindi, in coppia con Flavio Cobolli, ha passato il turno anche in doppio: superati in due set Zverev-Melo per 7-6 6-3. Un “allenamento” utile al romano nel processo di adattamento alla superficie, dopo l’eliminazione la primo turno in singolare per mano di Tiafoe.
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