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Caso Schwazer. Controanalisi! Ma i termini...

Il marciatore torna sui suoi passi e chiede nuovi test: il regolamento però parla di sole 72 ore di tempo..

Walter BrambillaWalter Brambilla

Pubblicato il 02.10.2026, 06:00

3 min

La storia continua. Alex Schwazer ha cambiato opinione. Richiede le controanalisi. Rivolgiamo il nastro. Al ritorno alle gare dell’altoatesino, dopo una lunga squalifica, suo il sogno era di poter rimettere addosso la maglia azzurra, anche se i criteri imposti dalla Federazione per un atleta che sia risultato dopato sono chiarissimi: chiunque incorra in squalifiche pari o superiori a due anni, in base alle normative, perde da quel momento il diritto di vestire la maglia della Nazionale. Alex ha ripreso a marciare e la scorsa primavera e si è recato a Francoforte sul Meno (gara sulla distanza di 42,195 km, campionato nazionale tedesco open). Il marciatore di Racines il 26 aprile ha chiuso in 3’01’55”. Il 22 giugno scorso l’Agenzia nazionale antidoping tedesca ha reso noto di aver avviato un procedimento contro Schwazer perché trovato positivo all’Epo nel controllo di fine aprile. Le tracce di eritropoietina erano state trovate sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue. Schwazer, campione olimpico della 50 km di marcia a Pechino 2008, già squalificato due volte per doping, nel 2012 e 2016, Sarebbe “solo” la terza volta. La questione si complica, visto che Alex ritiene opportuno non chiedere le controanalisi (attenzione: la richiesta deve avvenire entro 72 ore).

Schwazer vuole proseguire nella battaglia

Il motivo? Secondo il marciatore, la controanalisi devono essere effettuate anche sulla terza provetta, che contiene il liquido residuale dell’urina. Ma ciò va in contrasto con le norme antidoping. Sempre in tale data Schwazer annuncia di non voler proseguire nella battaglia che lo ha visto sempre sconfitto nei confronti della Wada. La sua è stata una dichiarazione davanti a taccuini e telecamere. Ma a quanto pare, ancora una volta, Schwazer cambia opinione. L’annuncio arriva dal suo legale, l’avvocato Gerard Brandstaetter, tramite il quotidiano italiano in lingua tedesca Südtiroler Tageszeitung. In altre parole, si torna daccapo, nonostante lo stesso ex marciatore abbia più volte dichiarato di non avere affatto fiducia nei controlli, visto il braccio di ferro legale partito nel 2012. Molto probabilmente lo stesso avvocato ha convinto Alex Schwazer a cambiare opinione, tant’è che ha dichiarato: «Alex si era inizialmente opposto all’invio della richiesta, ma alla fine siamo comunque riusciti a persuaderlo». Il problema è che di giorni ne sono trascorsi più di 90, mentre il regolamento stabilisce un termine entro il quale appellarsi di 3 giorni. Si prospetta l’ennesimo remake di un fatto già visto e rivisto che ha dato sempre la stessa conclusione...

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